La vita editoriale di SHAZAM!

Scritto da Antonio Gatti il 24 Agosto 2014 in Altri eroi DC Comics e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

QUANDO COLPISCE IL FULMINE

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Si è deciso di iniziare questa rassegna della vita editoriale del personaggio partendo proprio dalle pubblicazioni più recenti e poi risalendo a ritroso il fiume del tempo per andare ad analizzare uscite via via sempre più vecchie. Questo approccio inusuale è stato pensato per agevolare il lettore italiano presentando prima le opere più recenti e facili da reperire nella nostra lingua; se poi, come si spera, il lettore sarà affascinato dal personaggio e vorrà approfondirne la storia, forniremo in questo luogo recensioni ed approfondimenti su tutta la vita editoriale di Shazam. Purtroppo, gran parte del pubblicato americano su Shazam non è arrivato in Italia: ad esempio mancano nella nostra lingua molte storie della Golden Age (anni ’40 e ’50), così come non è mai stata pubblicata nel nostro paese la bellissima serie di Jerry Ordway The Power of Shazam! Quindi spesso il recupero delle vecchie storie pone problemi di reperibilità e di lingua al lettore italiano: per questo motivo speriamo anche di fornire una piccola guida al recupero per i coraggiosi che volessero iniziare una collezione di Shazam che comprenda anche volumi USA.

Piccola premessa: come sapete il nome con cui esordì il personaggio originariamente era Capitan Marvel. Purtroppo una delle tante sentenze di tribunale che costellano in maniera curiosa la tribolata vita editoriale dell’alter ego di Billy Batson impedì alla DC di usare questo nome come titolo delle rispettive serie. Perciò gli albi di Capitan Marvel cominciarono a intitolarsi Shazam!, The Power of Shazam! o cose simili. Recentemente la DC ha esteso il nome Shazam, in origine usato esclusivamente come nome del Mago che concesse i poteri speciali al giovane Billy Batson, anche all’eroe stesso. Questo può creare un po’ di confusione in quanto “Shazam” è ora sia il nome del Mago, sia il nome dell’eroe, sia la parola magica usata da Billy Batson per trasformarsi in supereroe. Tuttavia, abbiamo preferito usare Shazam invece di Capitan Marvel perchè questo sembra essere il nome usato di preferenza dai lettori più giovani.
E ora…

CAPITOLO 1: L’ERA DEL REBOOT
Dopo gli eventi della saga Flashpoint tutto l’universo DC ha ripreso dall’inizio. Un nuovo universo, nuove origini per i vari personaggi, ripresa dal numero 1 della numerazione dei vari albi etc….Anche Shazam, come tutti gli altri personaggi, ha dovuto entrare in una nuova era. Per raccontare le origini di questo vecchio personaggio, la DC non ha pero’ rischiato una serie a solo, ma ha pubblicato le avventure di Billy Batson a puntate sullo spillato Justice League a partire dal #7 del 21 Marzo 2012 sino al #21. Malgrado gli sia stata negata una serie tutta sua, non si può dire che la DC non abbia creduto nel personaggio: per queste nuove origini, infatti, sono stati chiamati in causa due pezzi da 90 della DC, lo scrittore Geoff Johns e il disegnatore Gary Frank. Penso siano superflue le presentazioni: Frank è il fenomeno che ha fatto sognare molti lettori contemporanei con uno stile classico e contemporaneo al tempo stesso (basterà ricordare Superman: Secret Origin). Su Johns c’è ancora meno da dire: probabilmente è lo sceneggiatore DC più in palla del momento, il deus ex machina dietro il reboot, il grande “archeologo” in grado di far rivivere personaggi della Silver Age ormai creduti dimenticati, riadattandoli ai gusti dei lettori attuali (mentre scrivo è in corso l’evento Forever Evil nel quale Johns ha fatto tornare la vecchia e cara Terra-3 con i suoi villains: Ultraman e il Sindacato del Crimine).

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Il compito di dare nuove origini a Shazam era in effetti di quelli da far tremare i polsi. La serie nacque con caratteristiche difficile da replicare per i lettori contemporanei: i creatori e in particolare il team Otto Binder e C.C.Beck che fecero la fortuna del personaggio nella Golden Age, pensarono a Shazam come ad un prodotto destinato essenzialmente ai giovanissimi, dove atmosfere fiabesche e bizzarre dominavano alla grande sul realismo e la drammaticità. Compito di Johns e Frank sarebbe stato quello di replicare l’atmosfera “incantata” e magica caratteristica della serie, adattandola pero’ ai gusti del lettore contemporaneo che esige più azione, un più elevato tasso di drammaticità nelle storie e una certa verosimiglianza nella trama (per esempio, non sarebbe più stato possibile far affrontare a Shazam il pianeta terra stesso, o delle verdure parlanti, tutte cose che avvenivano nelle storie passate del personaggio). 

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A disposizione della coppia di autori c’era un magnifico cast di personaggi fornito loro da decenni di storia editoriale. In particolare il parco nemici di Shazam è ricco e divertente: lo scienziato pazzo Dottor Sivana, il demoniaco Sabbac, il bruto IBAC, il complicato Black Adam, il verme alieno genocida Mister Mind (“corpo di un verme, mente di un genio, coscienza di un Hitler” recitava una presentazione anni ’70 di Mr.Mind), il fanatico Capitan Nazi e molti altri costituiscono il mazzo da cui Johns poteva pescare le sue carte. Ed è proprio uno di questi nemici ad aprire la storia: il Dottor Sivana, il più classico dei nemici di Shazam. Egli sta indagando su un gruppo di persone, sparse per tutto il mondo e apparentemente senza legame l’uno con l’altro, che hanno avuto tutti un’esperienza simile: sono temporaneamente scomparsi dal piano della realtà e sono stati trasportati in un posto magico alla presenza di un vecchio austero; non ricordano nulla di questa esperienza se non la parola “Shazam” e un’esplosione di fulmini. Tutto ciò sembra collegata ad una leggenda dell’antichità, quella dello schiavo Black Adam che fu rapito su un piano extradimensionale da un mago che gli fornì i poteri necessari per ribellarsi ai prepotenti che dominavano la sua terra. Sivana si dice convinto che queste esperienze dimostrino l’esistenza della magia nel mondo e che sarà proprio la magia a salvare la sua famiglia. Non viene però specificato da cosa la famiglia di Sivana debba essere salvata, il che contribuisce all’aria di mistero arcano che avvolge tutto questo prologo. Il Sivana che ci viene presentato è abbastanza diverso da quello classico: è un uomo alto e ben piazzato, diverso dal bassotto un po’ gobbo e gracile della versione classica. 

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Il secondo personaggio a venire introdotto è Billy Batson. La sua rappresentazione grafica è piuttosto canonica: un giovanotto sui quindici anni, moro, dalla faccia simpatica e combattiva. A rammarico dello scrivente è stato eliminato il colletto giallo dal suo caratteristico maglione rosso: l’esigenza di “differenziarsi” a tutti i costi dalle versione precedenti ha portato verosimilmente al sacrificio dello storico colletto di Billy. Va detto che la striscia gialla su campo rosso compare comunque sul giubbotto di Billy, a riprova dell’attenzione di Johns per le tradizioni consolidate. 
Nelle versioni classiche delle origini di Shazam, Billy Batson era un orfano senza casa che dormiva all’interno della stazione della metropolitana. Dal momento che la storia in oggetto è ambientata in America ai nostri giorni e non più negli anni ’40, un quindicenne bianco senza casa sarebbe stato piuttosto duro da credere. Billy si trova perciò in orfanotrofio in procinto di essere adottato dai Vasquez, una coppia di anime buone che sembra specializzata in adottare bambini già grandicelli con un passato difficile (ne hanno già cinque in casa!): e Billy è certamente un ragazzo difficile. Eternamente sofferente per la sua condizione di orfano, non ha amici, è scontroso, ribelle e insofferente delle regole. L’unico essere a cui confida le sue pene è una tigre allo zoo, che Billy si reca a visitare ogni notte di nascosto, chiamata “Boccalarga”: un chiaro omaggio di Johns al signor “Rosso Boccalarga” (mr. Tawky Tawny in inglese), la tigre antropomorfa delle vecchie storie di Shazam, considerata probabilmente troppo infantile per essere introdotta in questo nuovo ciclo. Billy comunque non riesce a legare con i nuovi fratelli adottivi: la sua solitudine gli ha fatto ergere barriere di finto cinismo che lo portano subito a scontrarsi con gli altri bambini. Dopo aver fatto piangere la più piccola della famiglia, Billy è aspramente redarguito dalla sorella maggiore, Mary:A te non importa di nessuno eccetto che di te stesso, vero? Che tristezza mi fai. Presto pero’ Billy rivela un lato di se’ meno oscuro: tornando da scuola difende i nuovi fratelli dalle angherie dei Bryer, i figli del più ricco uomo di Philadelphia e ciò gli costa una dura ramanzina da parte della preside. Non mi piacciono i bulli, si difende il Nostro. Questa caratterizzazione un po’ troppo aggressiva di Billy ha fatto storcere il naso a qualche lettore americano, che rimpiange il Billy sbarazzino ma di pasta buonissima delle storie classiche; così come ha fatto discutere l’eliminazione dal vocabolario di Billy della sua esclamazione caratteristica: Holy Moley! reso in italiano “Santa Polenta!” Il sacrificio sull’altare del realismo e della “Modernità” dell’esclamazione di Billy, così come l’ambientazione a Philadelphia, una città reale, della avventure di Shazam (precedentemente ambientate nell’immaginaria Fawcett City) hanno infastidito anche lo scrivente, ma per quanto riguarda la caratterizzazione di Billy, credo che sia azzeccata nell’ottica di fornire una versione moderna della fiaba di Shazam: il ragazzino scontroso e difficile che infine fa appello a quanto di buono c’è in lui per salvare la giornata.

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Da qui in avanti gli avvenimenti precipitano: il Dottor Sivana riesce finalmente a risvegliare Black Adam e la magia si scatena nuovamente sul mondo. Contemporaneamente Billy è trasportato contro la sua volontò tramite un treno della metropolitana deviato su un piano magico (citazione classica), al cospetto del mago Shazam che gli dona il potere di trasformarsi in un adulto dotato di poteri semidivini ogni qualvolta vorrà semplicemendo pronunciando il nome del Mago. La ricerca del Magi è finita: egli ha cercato per secoli una persona totalmente pura; Billy forse non lo è, ma c’è del potenziale per il bene in lui e quindi è degno di ricevere i poteri. Questi poteri andranno usati per il Bene dell’umanità e, nell’immediato, per fermare Balck Adam. Quest’ultimo, infatti, era stato il primo campione del Mago ma successivamente era stato dal Mago imprigionato perché aveva usato i suoi ptoeri per cercare vendett e non giustizia; ora il liberato Black Adam vuole cercare il Mago stesso e il suo nuovo campione, Billy, per riottenere il pieno potere del Fulmine Vivente e ricostruire il mondo secondo i suoi principi morali (discutibilissimi, peraltro!).
Il dialogo tra Billy e il Mago è divertentissimo e in genere Johns riesce a riprodurre benissimo l’atmosfera ironica caratteristica della serie descrivendo le scelte iniziali che Billy compie assieme al suo fratellastro Freddy Freeman (il vecchio Capitan Marvel jr.). Essi usano i poteri di Billy per ottenere cibo, soldi (la sequenza del “Bancomat mistico” è da sbellicarsi), e altro. Grandi sorrisi fino a quando non arriva Black Adam sulla scena a reclamare il potere di Shazam. 

Il combattimento del supereroe con il suo nemico è un classico che non può mancare (credo per contratto) in ogni storia di supereroi che si rispetti. Questa volta pero’ Johns lo rende particolarmente originale: il supereroe scappa a gambe levate di fronte a Black Adam. Shazam si trasforma in Billy e corre a nascondersi mentre Black Adam, autoproclamatosi “Liberatore” della Terra da tutti coloro che la vogliono dominare, ivi inclusi i mostri della modernità che lui, vecchio di millenni, non riesce a comprendere. Non occorre in questa sede rivelare la conclusione della storia, bellissima e commovente: basti solo dire che Billy trionfa non nei panni di Shazam, ma proprio nei panni del ragazzino Billy Batson: saranno l’innocenza e la bontà d’animo di Billy a sconfiggere Black Adam, a fargli vedere come dietro quella sua maschera di aspirante salvatore della Terra ci sia in reltà soltanto un debole adulto prepotente. E qua la fiaba moderna si conclude: c’è giusto il tempo per un cameo di Mister Mind nel finale, preludio a nuove avventure di Shazam.

Penso sia interessante in questa sede fare qualche osservazione:

-Billy, oltre ai poteri classici di Shazam (forza erculea, invulnerabilità, capacità di volare) sembra avere un nuovo potere: una certa abilità di controllo, o meglio di assorbimento, dell’elettricità. 

-Nel finale il Dottor Sivana, prosciugato dalla magia che ha assorbito durante le sue ricerche della tomba di Black Adam, sembra invecchiato, ingobbito, incartapecorito, venendo così ad assomigliare completamente alla sua versione classica. Una variante rispetto al Dottor Sivana originale è che la magia entrata in lui ha formato una cicatrice a forma di fulmine sul suo occhio destro; occhio che, peraltro, è costantemente illuminato da una luce magica.

-Il malvagio IBAC nella sua versione classica era il risultato di una sorta di patto col demonio fatto dal gracile “Stinky” Printwhistle: in cambio della sua anima il demonio dava all’ometto i poteri di quattro degli uomini più malvagi della storia, le iniziali dei quali formavano appunto il nome di IBAC (Ivan il Terribile, Borgia Cesare, Attila l’Unno, Caligola). Nella storia di Johns, e nel Villain Month dedicato a Black Adam, IBAC è una sorta di barbarico capotribù che domina con brutale violenza le terre d’origini di Black Adam, nella Mesopotamia antica. Si tratta forse del personaggio più cambiato rispetto alla versione classica.

-Come nelle versioni precedenti, anche questa versione di Shazam ha la facoltà di donare parte del suo potere a terzi: in questa avventura a ricevere temporaneamente i poteri sono tutti i fratellastri di Billy e la tigre Boccalarga. Nelle versioni precedenti, acanto a Billy operavano attivamente la sorella Mary (Mary Marvel) e l’amico Freddy Freeman (Captain Marvel jr. con uniforme blu). L’estensione dei poteri agli altri tre fratellastri è verosimilmente una citazione dei Lieutenant Marvels, che nelle storie pre-Crisis di Shazam erano tre ononimi di Billy Batson provenienti da differenti parti degli USA ai quali Billy aveva concesso di accedere al potere di Shazam. In questo caso i tre “luogotenenti” sono gli altri fratellastri di Billy: Pedro, Eugene e Darla.

-I Sette Peccati Capitali che, soggiogati dal Mago, sono in questa storia risvegliati da Black Adam per distruggere la modernità, sono pure essi un elemento classico delle storie di Shazam. Quando entrano in possesso del corpo del signor Bryer creano il mostro SABBAC, un nemico storico di Shazam (che pero’ nel racconto non viene mai chiamato con questo nome).

-L’uniforme di Shazam è cambiata rispetto al pre-reboot. E’ l’aspetto che forse mi è piaciuto meno di questa storia: il classico costume di Shazam aveva un connotato di uniforme militare da cerimonia (non dimentichiamo che il nome originale di Shazam era CAPITAN Marvel): semplice e maestoso al tempo stesso. E’ stata sostituito da un costume più spettacolare, dal quale dipartono lampi di energia magica; il fulmine sul petto di Shazam anch’esso brilla di luce mistica. Mi sembra un po’ troppo pacchiano e poco rispondente alla vocazione di eroe potente ma umile caratteristica di Shazam. Non parliamo poi del cappuccio di tipo monacale che Shazam porta ora sul capo, un elemento tanto inutile quanto davvero poco in linea con la natura del personaggio. 

Detto questo, costume a parte, i disegni di Frank sono bellissimi. Riesce a catturare da par suo l’atmosfera magico-fiabesca del racconto, ambientandolo tra l’altro in una città in clima natalizio. 

In conclusione per chi non ha mai letto nulla di Shazam questo è il punto ideale da cui cominciare: il lettore italiano potrà leggere questa storia sugli spillati RW Lion JUSTICE LEAGUE #13, 14, 16, 17, 18, 20, 21, 22, 23.

 

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