MULTIVERSITY #7 – MASTERMEN: Splendore e caduta

Scritto da Antonio Gatti il 25 luglio 2015 in Altri eroi DC Comics e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

“La grande festa del re è finita in lutto, giacché alla gioia sempre segue il dolore. Non posso io dirvi quello che successe dopo, a parte che cavalieri e dame e nobili signori furono visti piangere la morte di amati congiunti. Il racconto finisce qua: questa è la caduta dei Nibelunghi”

(Anonimo, XIII secolo, Nibelungenlied. Traduzione mia).

ATTENZIONE! SPOILER! E’ consigliabile aver finito l’albo prima di leggere questa recensione. E’ inoltre nostro dovere avvisarvi che la Cerchia ormai possiede tutti i recensori e i gestori di DC Leaguers: continuate la lettura a rischio e pericolo della vostra sanità mentale, se non è già stata compromessa da soverchie dosi di fumetti.

Benritrovati al nostro appuntamento mensile con l’autopsia di Multiversity, amici lettori; come Nix Uotan nel primo numero, infatti, anche noi ci accingiamo a vivisezionare l’albo sperando di cogliere il più dettagliatamente possibile tutte le sfaccettature della narrazione. Questo mese Grant Morrison e l’artista Jim Lee ci portano su Terra-10, un mondo in cui i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale grazie al ritrovamento del kryptoniano Kal-El e della sua navicella spaziale in un campo dei Sudeti occupati.

Partiamo dal numero scelto per designare questa Terra, il 10: è un omaggio alla Terra-X della continuity pre-Crisis, che aveva in comune con la nuova Terra-10 un trionfante ordine nazista mondiale ostacolato dai Combattenti per la Libertà. Non dimentichiamo che la X ,oltre che una lettera dell’alfabeto, è anche il numerale romano per indicare il 10, da qui la scelta di Morrison di designare con detto numero la Terra in oggetto la quale, sulla Mappa del Multiverso, è disegnata con una grande X sopra; la X è anche la forma base dalla quale è tratta la svastica, ovviamente.

Una vignetta destinata a diventare iconica

Una vignetta destinata a diventare iconica

La narrazione si apre nel 1939 in un luogo inusuale: il gabinetto di Hitler. No, non il gabinetto di governo, intendo proprio il gabinetto dove si espletano solitamente i bisogni fisiologici. Il Führer è infatti alle prese con un difficoltoso….parto e viene disturbato nel momento di più intenso sforzo per la Patria da un attendente che reca uno straordinario annuncio: il colonnello Von Hammer ha trovato “un’arma scesa dalle stelle che vincerà la guerra per la Germania“.

Da notare che Hitler, intento nelle sue battaglie intestinali, sta leggendo un albo di Superman! Sulla copertina dell’albo, e anche in una vignetta interna, vediamo l’Uomo d’Acciaio prendere a pugni il dittatore stesso, chiaro riferimento ad alcune storie di Superman del tempo di guerra nelle quali il supereroe in effetti poneva fine alla guerra mettendo k.o. il leader nazista. Penso soprattutto ad una celebre storia breve apparsa su Look Magazine nel 1940, nella quale Superman consegnava Hitler e Stalin ad un tribunale internazionale che li giudicava criminali di guerra, ponendo così fine al conflitto; oppure a Superman # 17, dove stavolta era l’Imperatore del Giappone Tojo a far compagnia ad Hitler quale vittima dell’Uomo del Domani. La copertina dell’albo che Hitler sta leggendo in Multiversity non corrisponde comunque ad alcuna copertina di Superman realmente esistente. Essa sembra piuttosto ispirata, mutatis mutandis, alla copertina di Capitan America #1, dove vediamo l’eroe a stelle e striscie mollare un destro sulla mascella di Hitler.

Il colonnello Von Hammer a cui si riferisce l’attendente è Hans von Hammer, una figura minore del cosmo DC che ha avuto più incarnazioni; quella a cui si riferisce in questa sequenza è quella evidentemente dell’aviatore von Hammer, immaginario asso tedesco delle due guerre mondiali, ispirato alla figura del Barone Rosso Manfred von Richtofen, rispettato anche dagli americani che lo chiamano “Il Martello dei Cieli” (Hammer in inglese è, appunto, il martello). Il colonnello è stato anche protagonista di una piccola serie degli anni ’60 ospitata in testate antologiche e chiamata Enemy Ace; un altro segno dell’ammirabile conoscenza del mondo DC da parte di Grant Morrison.

Passiamo dunque al momento in cui Hitler vede il razzo alieno col piccolo viaggiatore dentro. La scena si svolge a Peenemünde, cittadina sul Baltico che sotto il nazismo ospitava la Heeresversuchsanstalt, importante centro di produzione e studio missilistico: è qua, in uno scenario quindi storicamente accurato, che ad Hitler viene presentata la scoperta destinata a cambiare il corso della storia. Anche lo studioso che sta analizzando il razzo alieno è una figura storica, il professor Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun, uno dei più importanti ingegneri aereospaziali della sua epoca. Da notare che Hitler dà un’interpretazione piuttosto personale della scoperta del superbambino kryptoniano: per il dittatore si tratta della forma definitiva del superuomo nazista giunta dal futuro per aiutare la macchina bellica nazista.

Il vero dottor Von Braun in una foto presa dopo la guerra

Il vero dottor Von Braun in una foto presa dopo la guerra

Ancora una volta è presente un fumetto, questa volta della Major Comics (l’analoga della Marvel nel mondo di Multiversity), si tratta di un fumetto del Crociato Americano, l’omaggio morrisoniano a Capitan America, e “reale” eroe su Terra-8 come abbiamo visto su Multiversity #1. Sembra proprio che Hitler abbia preso dai fumetti l’idea di usare i supereroi come strumenti militari di conquista: ne devo concludere che mia nonna aveva ragione, i fumetti fanno male al cervello.

Con un salto temporale siamo ora il 20 Aprile del 1956. L’America è caduta, i nazisti marciano per le strade di Washington in parata e in testa a tutti c’è Overman, la versione nazista di Superman, il kryptoniano il cui razzo, cadendo in territorio nazista invece che in America, ha cambiato l’intero corso degli eventi. La data non è casuale: il 20 Aprile è la data di nascita di Hitler; non so se la scelta dell’anno 1956 come anno della vittoria nazista abbia qualche senso nascosto, io non l’ho trovato; credo semplicemente che Morrison abbia scelto il 1956 perché è una data ottima per mostrare un Overman ormai già cresciuto.

Overman è già apparso in un’altra opera di Morrison, Crisi Finale. Il costume di Overman è naturalmente nero, e sul suo petto si trova una S rossa, ispirata a quella delle SS. La scelta del nome Overman al posto della traduzione letterale in tedesco di Superman, Übermensch, che sarebbe stata forse più facile, è un riferimento al pensiero del filosofo tedesco Nietzsche. Molti dei più recenti interpreti del pensiero nicciano, tra cui il nostro Gianni Vattimo, infatti credono che il termine Übermensch così riccorrente in Così parlò Zarathustra e nelle altre opere di Nietzsche, si debba meglio tradurre con “Oltreuomo” (Overman, in inglese), in quanto si tratterebbe di una nuova figura che in qualche modo va “oltre” la normale condizione umana, specie sotto l’aspetto morale. Pensiamo a passi nicciani come questo: “Che cosa è la scimmia per l’uomo? Una derisione o una dolorosa vergogna. E questo appunto dev’essere l’uomo per l’Oltreuomo: una derisione o una dolorosa vergogna” […] “Io vi insegno l’Oltreuomo.. L’uomo è qualcosa che deve essere superato.” Superato, significa che bisogna andare “oltre“. La prospettiva è diversa rispetto a quella dei creatori di Superman, Siegel e Shuster, figli di immigranti ebrei che concepirono il loro superuomo come superiore in senso fisico e morale, ma di una superiorità “verticale“, emersoniana: il loro Superman era più forte e più buono degli altri, ma non andava “oltre” la morale anzi era tutto immerso nei bisogni dei poveri durante la Grande Depressione. Overman invece, come annuncia la propaganda nazista nel nostro albo va “OLTRE la moralità dello schiavo! OLTRE le volgari necessità della plebe!” Almeno queste le intenzioni della propaganda, perché come vedremo, anche in Overman ci sarà un conflitto interno fondamentalmente provocato dalla sua natura di uomo buono che è dovuto venire a patti con qualcosa di terribile.

Vediamo che i nazisti fanno un enorme falò di fumetti di supereroi; un anonimo soldato nazista abbatte il Lincoln Memorial (ricordiamo che Lincoln è stato il primo presidente a combattere con successo la schiavitù in America). Tra la folla di sconfitti che assiste la scena, vediamo lo Zio Sam. Costui è un personaggio inventato nientepopodimeno che dal grande Will Eisner nel 1940, come personificazione supereroica dello “spirito” degli Stati Uniti. Lo Zio Sam e gli altri suoi alleati che incontreremo più tardi, furono pubblicati inizialmente dalla Quality Comics: la DC ne rivelò più tardi i diritti di pubblicazione e, a partire dal 1976, riunì questi personaggi della Quality Comics in un super-gruppo chiamato I Combattenti per la Libertà. Li ritroveremo in quest’albo. Nella sequenza in oggetto vediamo lo Zio Sam allontanarsi nascondendo nella giacca un albo di Superman.

I New Reichsmen al memoriale di Overgirl

I New Reichsmen al memoriale di Overgirl

La scena cambia nuovamente in maniera brusca e ora ci troviamo in casa di Overman, 60 anni dopo gli eventi visti in precedenza. Dalla sequenza si evince che Overman soffre di un turbamento interiore che, come capiremo andando avanti con la lettura, è causato da problemi di coscienza: egli non riesce a conciliare il fatto di essere una figura-simbolo dell’utopica società post-nazista, con il rimorso causato dalle milioni di vittime che si sono dovute fare per instaurare detta utopia. Per alcuni interpreti questo turbamento è provocato dalla Cerchia: nella sequenza infatti Lord Macerie della Cerchia appare in sogno ad Overman; il sottoscritto non è di questo parere. Overman, infatti, era presentato come un personaggio turbato anche nella sua prima apparizione in Crisi Finale , quando certamente non poteva ancora essere infettato dalla Cerchia. La crisi di coscienza è tipica di questo eroe, nel quale sopravvive qualcosa dello spirito del “nostro” Superman nonostante egli sia stato educato in una società autoritaria e violenta come quella nazista. Overman non riesce a perdonarsi di essere stato complice delle purghe naziste degli anni ’50 e ’60, complice non attivo, ma passivo in quanto ha preferito non intervenire, non denunciare, per non mettere a repentaglio l’instaurazione dell’utopia del XXI secolo di Terra-10 durante il quale, ci suggerisce il testo, l’umanità è sicura, ha conquistato lo spazio, il progresso è inarrestabile etc…. Certamente non una scelta facile, ma ora Overman è convinto di aver sbagliato e non si da pace.

L'incubo ricorrente di Overman. Ancora una volta i sogni sono un portale usato dalla Cerchia per introdursi nelle varie Terre. Qui vediamo Lord Macerie, sullo sfondo.

L’incubo ricorrente di Overman. Ancora una volta i sogni sono un portale usato dalla Cerchia per introdursi nelle varie Terre. Qui vediamo Lord Macerie, sullo sfondo.

Nel sogno di Overman, con l’eroe che tiene tra le braccia la morta Overgirl, vediamo un omaggio alla celebre copertina di Crisi sulle Terre Infinite. Overgirl è la cugina di Overman, clonata dalle cellule staminali di quest’ultimo. Si può leggere la morte di Overgirl in Crisi Finale #3. Alle spalle di Overman c’è appunto Lord Macerie, della Cerchia; non credo sia lì per infettare Overman in maniera attiva, ma per rappresentargli il presente e preconizzargli il futuro, una forma di sinistra allegoria come fu l’apparizione di un altro membro della Cerchia, Lady Spietata, in Multiversity #3. Lord Macerie, che ha le sembianze di un edificio fatiscente, in rovina, con sinistri occhi giganti che ci guardano dall’interno, rappresenta le fondamenta dell’impero di Overman, che stanno per crollare, basate come sono sulla sofferenza umana dei “sotto-uomini” (non a caso, anche nel sogno di Overman, ai piedi suoi e di Lord Macerie giacciono dei cadaveri); e forse Lord Macerie è anche una profezia, quella del “crollo” di Metropolis, che chiuderà l’albo e sancirà l’inizio della fine dell’imperio “millenario” nazista. La funzione di Lord Macerie in questo caso è di far crollare (ancora l’allegoria del crollo, della rovina), la volontà di Overman, rendere offuscato il suo arbitrio, vedremo più avanti con quali conseguenze. Morti ai piedi di Overman, dicevamo: essi sono supereroi, ma non coincidono con il supergruppo guidato da Overman in quest’albo, i New Reichsmen. Le spiegazioni possono essere due: la prima è che si potrebbe trattare di un primo supergruppo fondato da Overman durante gli anni ’50/’60 (una specie di J.S.A.); la seconda spiegazione, che mi convince di più, è che siano i membri della J.L.Axis della continuity pre-Flashpoint, apparsi in 52 #52 e in Contdouwn to Adventure: prova ne sarebbero i costumi simili. Una dimostrazione di come le strutture multiversali dell’intero cosmo DC stiano collassando a seguito dell’azione della Cerchia, con fusione di differenti linee spazio-temporali anche se per ora solo a livello onirico.

Overman si sveglia accanto alla moglie Lena, versione tedesca di Lana Lang; apprendiamo anche il nome civile di Overman, Karl Kant.

L’indomani, Overman e i suoi New Reichsmen si presentano al memoriale in ricordo di Overgirl. Riconosciamo le versioni naziste dei vari supereroi: l’Uomo Sottomarino è la controparte di Aquman; Leatherwing di Batman; Lightning una versione femminile e nazista di Flash; il Marziano corrisponde a Martian Manhunter, Brünhilde a Wonder Woman. Vediamo poi un Lanterna Verde il cui costume ricorda quello di Hal Jordan in versione Parallax. Tra i civili scorgiamo quello che potrebbe essere il maggiordomo Alfred, accanto a Leatherwing e Jürgen Olsen, l’analogo di Jimmy Olsen su questa Terra, decorato con la Croce di Ferro, la cui voce da narratore onniscente che parla a eventi compiuti ci accompagnerà per parte dell’albo dandoci importanti indizi sullo svolgersi della trama.

Il memoriale è interrotto da un attentato terroristico dei Combattenti per la Libertà guidati dallo Zio Sam. La Bomba Umana, membro dei Combattenti per la Libertà originali dell’era pre-Crisis e personaggio inizialmente creato dalla Quality Comics, irrompe sulla scena causando una spaventosa esplosione; infatti il potere della Bomba Umana, come avrete brillantemente dedotto da un’analisi semantica del nome, è esattamente quello di causare spaventose esplosioni col tocco delle mani, lasciandolo pero’ completamente indenne.

Zio Sam presenta se stesso e la Bomba Umana come “Noi, il popolo“: ricorderete che si tratta delle prime parole del premabolo della Costituzione USA.

Lo spettacolare ingresso sulla scena di Zio Sam e la Bomba Umana

Lo spettacolare ingresso sulla scena di Zio Sam e la Bomba Umana

Questo attentato ci rivela già che i Combattenti per la Libertà di Multiversity non sono gli eroici personaggi che conosciamo, non del tutto almeno. Non esitano a mettere a repentaglio la vita dei civili lanciando un attentatore kamikaze in un luogo affollato. Se la dinamica dell’attentato vi ricorda molte delle stragi compiute dai terroristi nel nostro mondo reale, credo che fosse proprio quello che Morrison si prefissava di comunicare. Torneremo su questo punto più avanti.

Ora ci spostiamo nel quartier generale dei New Reischmen, il nido dell’aquila, un’immensa stazione spaziale orbitante inorno alla Terra. Qua veniamo a sapere alcuni particolari della storia di Terra-10, tra cui il ruolo dell’Uomo Sottomarino durante la guerra, e il fatto che i Reichsmen abbiano affrontato minacce classiche solitamente associate alla Justice League di Terra-0: Star il Conquistatore è ovviamente Starro il Conquistatore (non ci eravate arrivati da soli, dite la verità!), il telepate alieno dalla forma di stella marina; Konstrukt è il nome tedesco per Construct, l’intelligenza artificiale anch’essa più volte affrontata dalla Justice League classica; infine Kanjar-Ro, anch’egli un nemico tradizionale della JLA, il dittatore del pianeta Dhor apparso nel terzo numero di Justice League of America del 1961, nel quale obbligò i supereroi a combattere per lui dopo aver immobilizzato tutti gli essere umani! Registriamo anche l’esistenza di una Luthor League : anche in questo mondo quindi esiste una versione di Lex Luthor che ha combattuto i supereroi.

C’è tensione tra i Reichsmen a causa del sorgere del pericolo terroristico. Vediamo un primo scontro di personalità da cui possiamo evincere come Leatherwing, il Batman di Terra-10, sia il più violento, il più deciso, e anche il meno sensibile del gruppo. Ha fatto molto discutere la frase pronunciata da Leatherwing in risposta a Overman che ricordava i momenti vergognosi del passato nazista: “Io non devo vergognarmi di NIENTE. Si parla di cose successe decenni fa, quando non ero ancora nato. E le azioni della mia famiglia erano tutte motivate da ottime ragioni.” Potrebbe essere la risposta di chiunque tra di noi si vedesse rinfacciate delle ignominie della società occidentale: la tratta degli schiavi, il massacro degli indios, il genocidio degli indiani d’America, le guerre mondiali, le discriminazioni razziali. “Noi non c’eravamo, non è colpa nostra“. Il fatto che la risposta, in fondo, sia anche parzialmente giustificata la rende semplicemente più agghiacciante e ci ricorda il prezzo da pagare di ogni società nata sulla violenza e sulla sofferenza altrui per il privilegio di alcuni fortunati: odio e conflitto senza fine, per generazioni.

Cominciamo a capire che la talpa dello Zio Sam all’interno dei Reichsmen, il traditore venduto ai terroristi per questioni di coscienza, è proprio Overman! Egli apparentemente vuole mondare la propria anima chiudendo i due super-occhi di fronte alle azioni dei terroristi. Lo si capisce perché permette a Leatherwing di continuare a picchiare con una mazza la Bomba Umana prigioniera, ben sapendo che lungi dal nuocergli, le percosse anzi potenziano la capacità esplosiva del Combattente per la Libertà, come una ricarica. Veniamo a sapere inoltre che i terroristi hanno accesso ad armi “provenienti da un universo parallelo“.

In quello che sembra essere lo studio di Overman, vediamo alcuni oggetti interessanti: la sedia Mobius, l’elmo di Kanjar-Ro e quello di Hawkman, e pure il povero Starro sotto vetro; omaggio quest’ultimo alla vecchia storia della JLA nella quale, dopo aver sconfitto Starro e ridotto a dimensioni di semplice stella marina, gli eroi lo appendono alla parete come trofeo!

Finalmente veniamo al quartier generale dello Zio Sam. A Ellis Island, all’ombra di una distrutta Statua della Libertà, lo Zio Sam ha radunato quelle che Overman in una sequenza precedente ha definito “sotto-persone“, probabilmente i sopravvissuti delle purghe naziste, principalmente ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, Rom, invalidi. Egli sta recitando una versione più radicale della poesia The New Colossus di Emma Lazarus, una poesia che si trova da più di cento anni ai piedi della Statua della Libertà, quasi ad accogliere i migranti. Dico più radicale perché l’originale infatti suona così: Datemi le vostre masse stanche, povere, accalcate, che bramano respirare la libertà. Datemi i miserabili rifiuti delle vostre coste (traduzione mia). Lo Zio Sam nel nostro albo invece recita: Mandatemi le vostre masse! I vostri poveri, i vostri disperati! I pazzi, i diversi. Gli esclusi. Morrison sembra quasi suggerire che, affinché una cultura si apra maggiormente alla diversità e alla solidarietà, occorre che sperimenti l’amaro gusto della sconfitta e della sottomissione. Il quartier generale è circondato da richiami alla cultura americana: una bandiera a stelle e striscie, la locandina di Via col Vento, un famoso poster di propaganda della seconda guerra mondiale per l’incoraggiamento dell’occupazione femminile, immagini di un suonatore di jazz di colore e di un giocatore di baseball.

I Combattenti della Libertà e il sinistro Herr Doktor Sivana

I Combattenti della Libertà e il sinistro Herr Doktor Sivana

Veniamo a conoscenza del gruppo dei Combattenti della Libertà nella sua interezza: oltre Zio Sam (leader) e la Bomba Umana (prigioniero nel Nido dell’Aquila) infatti ci sono Doll Man e Doll Woman, Phantom Lady, Condor Nero e il Raggio. Vediamo che i Nostri hanno dei triangoli colorati sui costumi: si tratta di simboli usati nei campi di concentramento nazisti per differenziare le varie minoranze perseguitate. Il Raggio, ad esempio, ha un triangolo rosa con la punta rivolta verso il basso, ad indicare omosessualità; Doll Man e Doll Woman portano triangoli viola, a denotare la loro appartenenza ai Testimoni di Geova; il colore del triangolo di Phantom Lady indica la sua etnia Rom; per il Condor Nero c’è invece un triangolo rosso, quello riservato ai dissidenti politici; un triangolo rosso con la punta rivolta all’ingiù è presente anche sulla copertina, sottoimpresso al titolo, ad indicare -se ce ne fosse bisogno- la presa di distanza dal concetto di Mastermen, la “dissdenza” degli autori. Più avanti vedremo lo Zio Sam con un triangolo nero appuntato alla giacca, simbolo dei perseguitati in quanto vagabondi o asociali.

I membri dei Combattenti per la Libertà, veniamo a sapere, hanno ottenuto i loro poteri grazie ad un membro della Legione dei Sivana, il gruppo di scienziati pazzi infettato dalla Cerchia che abbiamo già avuto occasione di conoscere nei due numeri precedenti. Questa volta è Herr Doktor Sivana, una versione tedesca del dr. Sivana originale, che vende la sua tecnologia multiversale allo Zio Sam. Notare come il Doktor Sivana sia praticamente identico, cappello e guanti neri compresi, a Arnold Ernst Toth, il membro della Gestapo di Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta , interpretato dall’attore britannico Ronald Lacey. L’interesse di Sivana e della Cerchia è quello di precipitare il conflitto per sprofondare il mondo nel caos, di corrompere gli ideali dello Zio Sam. E’ infatti lo Zio Sam ad essere infettato dalla Cerchia, non Overman: il “prezzo modico” che Sivana propone allo Zio Sam in cambio dell’aiuto è la sua anima. Accettando l’aiuto di Sivana, i Combattenti della Libertà perdono la purezza e si apprestano a compiere un genocidio non meno odioso di quello perpetrato dagli antenati di coloro che vogliono distruggere. Diventano loro i cattivi della storia, ora. Al di là dell’elemento narrativo, qua Morrison pone un problema morale coraggioso: quello del terrorismo e della sua legittimità; gli americani, vittime del terrorismo nel mondo reale, in questa immaginaria Terra-10 diventano loro i terroristi in nome di un ideale di libertà e giustizia, certo, ma forse che anche i terroristi del mondo reale non agiscono convinti essi stessi di “salvare il mondo”? Dilemmi morali davvero forti. Su tutto, la consapevolezza che la spirale di violenza innescata da una logica di sopraffazione è praticamente senza fine, nei rapporti tra stati come in quelli tra persone.

Segnalo che non concordo con la traduzione delle parole di Sivana, tradotte dalla Lion: “…pronti a restituire la terra tedezca ai suoi legittimi proprietari“. Messa così non ha senso, dal momento che lo Zio Sam vuole liberare l’America non conquistare tutto il mondo! L’originale suona così: the masses poised to return GERMANICA to its rightful owner che io tradurrei con “pronti a restituire GERMANICA ai suoi legittimi proprietari” dove “Germanica” è chiaramente il nuovo nome dell’America tedesca.

Lo Zio Sam sta citando un passo dell’Apocalisse, preso dal capitolo 18. Non a caso è il capitolo che tratta della caduta di Babilonia: Zio Sam cita il versetto 17: “Perché in una sola ora così grandi ricchezze sono state devastate” ma giova ricordare come si apre il capitolo in questione: “1 Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore. 2 Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.” Dove Babilonia, è ovviamente nel nostro caso il Reich nazista.

Ma torniamo ad Overman. Appare in pubblico, intervistato dal suo amico giornalista Jürgen Olsen. Ancora una volta, vediamo quanto è turbata la sua anima e apprendiamo come le purghe naziste dell’era Hitler siano cominciate quando Overman è stato via per tre anni. Difficile dire dove ia stato Overman in quei fatidici tre anni: la mia ipotesi è che, come spesso nella mitologia di Superman, sia stato nello spazio ad apprendere i segreti del cosmo e del suo retaggio kryptoniano.

Apprendiamo inoltre che i suoi turbamenti stanno compromettendo i rapporti con la moglie Lena, una donna piuttosto vanagloriosa che mantiene la sua giovinezza spalmandosi un ritrovato formato da detriti “di un pianeta ormai ridotto in polvere.” Sarebbe divertente se si parlasse di Kryptonite: da super-arma mortale per Superman a lozione di bellezza!

In questa sequenza abbiamo anche la prova definitiva del tradimento di Overman: egli sta seguendo con la sua super-vista gli eventi che si stanno per svoglere sul Nido dell’Aquila, ma non interviene. Il tradimento di Overman a mio avviso non è attivo, egli non ha parte alcuna nelle pianificazioni dei Combattenti per la Libertà, non ne conosce i progetti nel dettaglio: semplicemente lascia che le cose accadano senza intervenire per non compromettere un futuro migliore. Esattamente la stessa non-scelta che fece ai tempi dell’Olocausto.

Overman nella polvere.

Overman nella polvere.

La storia ormai volge al suo dramma finale: l’atto terroristico definitivo, l’11 settembre di Terra-10 sta per avvenire, i pezzi sono sulla scacchiera. Si attende solo la mossa dello Zio Sam, che non tarda ad avvenire. La Bomba Umana, ricaricata dalle percosse di Leatherwing, causa un’esplosione che fa precipitare il Nido dell’Aquila sulla Terra, proprio sopra Metropolis. La voce narrante di Olsen ci fa capire come Overman fosse al corrente dell’intervento dei Combattenti per la Libertà, in quanto “cavallo di Troia” degli stessi all’interno del gruppo dei Reichsmen. Leatherwing dimostra di avere le doti deduttive del suo analogo Batman capendo che i successi dello Zio Sam sono da ascriversi ad un traditore all’interno dei Reichsmen ma ormai è troppo tardi.

L’attentato ha inizio con l’intervento dello Zio Sam e di Phantom Lady a Nuova Bayreuth, dove si sta volgendo la rappresentazione dell’opera wagneriana Der Ring des Nibelungen. Nuova Bayreuth è quasi certamente il nome dato dai vincitori nazisti a New York, in onore di Bayreuth, città tedesca strettamente legata al nome del grande compositore Richard Wagner e tuttora sede dei prestigiosi festival wagneriani. La scena che Overman & co. stanno guardando poco prima dell’attentato è l’uccisione a tradimento di Sigfrido da parte di Hagen di Tronje. Hagen trafigge alla schiena Sigfrido proprio come Overman sta per trafiggere a tradimento il suo popolo, permettendo ai Combattenti per la Libertà di causare l’esplosione a bordo del Nido dell’Aquila. La scena di Sigfrido e Hagen è l’atto conclusivo dell’ultima giornata della rappresentazione wagneriana, conosciuto come Götterdämmerung, il Crepuscolo degli Dei.

Overman è complice, sì, ma abbiamo visto che è più complice passivo che attivo: preso nel conflitto tra i Reichsmen e i Combattenti per la Libertà in fondo non riesce a scegliere definitivamente un campo in cui agire. Come molte persone in preda al rimorso e alle crisi di coscienza, la sua volontà risulta dubbiosa, la sua forza viene meno. Il suo lutto alla fine dell’albo così come il suo tentativo di salvare Metropolis fermando la caduta del Nido dell’Aquila sono sinceri: egli ha un ultimo sussulto alla Superman, cerca di porre rimedio ai terribili eventi che egli stesso ha innescato con la sua complice inerzia; la realtà di un imminente genocidio di più di 10 milioni di persone, gli apre gli occhi, prova a reagire. Purtroppo Overman fallisce perché ormai gli manca “qualcosa in cui credere” , per usare le parole dello Zio Sam: i suoi dubbi, il suo desidero di auto-punirsi per la sua connivenza con l’Olocausto e i crimini nazisti, lo privano di vera forza al momento decisivo. Così Overman si trova a terra, unico sopravvissuto di una città di morti, in ginocchio nella polvere: lungi dall’aver mondato la sua anima, la sua complicità con lo Zio Sam ha semplicemente aggiunto un altro macigno sulla sua coscienza. Di tutti i personaggi di quest’albo, Overman è sicuramente quello che si avvicina di più al nostro ideale di persona buona, nonostante l’inquietante uniforme che porta. La sua storia è quella di un continuo anelito alla ricerca dell’innocenza perduta, ma su Terra-10 l’innocenza è impossibile da ottenere, esattamente nella misura in cui è invece il fondamento di Terra-5, come abbiamo veduto nei numeri scorsi (sulla mappa del Multiverso, le due Terre si trovano effettivamente in posizioni opposte). Per questo che la Cerchia non ha bisogno di infettare Terra-10 tramite il “fumetto maledetto” Multiversity #8: Ultra Comics, come aveva fatto con le Terre precedenti; l’innocenza perduta di Terra-10, il male intrinseco su cui è fondata la sua utopia (il genocidio) permette alla Cerchia un accesso più diretto a questa realtà a livello onirico e tramite i suoi agenti. A proposito giova notare come nell’ultimissima pagina della storia l’edificio in rovina in alto a destra assomigli molto a Lord Macerie nella sua struttura fatiscente e pericolante: quasi come se l’agente della Cerchia fosse tornato sul “luogo del delitto” per assicurarsi che il suo lavoro sia stato svolto bene, per trionfare e godere del dolore di Overman. Per suggellare la sinistra profezia che aveva trasmesso nel sogno.

Il dramma finale. Notare l'espressione dello Zio Sam, ricalcata dai poster di arruolamento 1917-1918 ma resa più dura dalla contaminazione della Cerchia.

Il dramma finale. Notare l’espressione dello Zio Sam, ricalcata dai poster di arruolamento 1917-1918 ma resa più dura dalla contaminazione della Cerchia.

Anche questo albo termina quindi con finale negativo, come gli altri numeri di Multiversity infettati dalla Cerchia. Il male, incarnato dallo Zio Sam e dai suoi Combattenti per la Libertà, ha vinto. Sì perché-e qua sta l’innovazione di Morrison in quest’albo-l’ordine di Overman e dello stato erede delle purghe hitleriane, su Terra-10 rappresenta il bene, l’andamento “naturale” delle cose. Con un ribaltamento di prospettiva che fa riflettere, Morrison ci mostra come anche i terroristi dell’11 settembre fossero convinti di agire per un bene superiore. E se fossimo noi dalla loro parte, convinti di dover reagire a una percepita ingiustizia con la violenza? Domande inquietanti, scomode.

Ultimi appunti a margine. A chi si riferisce Olsen quando dice “Aveva 98 anni”? A Overman? Visto che la storia è ambientata “sessant’anni dopo” il 1956, e cioè nel 2016, significherebbe che Overman è nato nel 1918. Strano visto che il bambino trovato da Hitler e co. nel 1939 era poco più di un neonato. Che si riferisse allo Zio Sam, il quale come figura di propaganda nasce in effetti durante la prima guerra mondiale? Ma non si accorda col testo successivo. Ammetto di non essere riuscito a capire l’età attribuita a Overman in questo caso, a meno di non ipotizzare che sia nato davvero nel 1918, e poi rimasto per 21 anni in animazione sospesa nello spazio fino a quando la sua navicella non si è schiantata nel Reich.

Rimarrebbe da analizzare la analogia tra la trama de L’Anello del Nibelungo di Wagner e la trama di questo albo, ma la cosa meriterebbe una recensione a sé e non è detto che, se i gentili lettori desiderano,non la si possa fare . Basti dire in questa sede che ambedue sono storie di Götterdämmerung, di Caduta degli Déi. In questo numero di Multiversity a cadere sono (letteralmente!) i New Reichsmen nazisti e, metaforicamente, i Combattenti per la Libertà: essi cadono nella violenza e nell’infinito giro della vendetta.

Capitolo Jim Lee, il disegnatore. Siamo in presenza di una celebrità; devo dire che il suo lavoro su Superman Unchained mi aveva convinto molto poco, ma qua per fortuna si vede un altro e migliore impegno. Molto belle le uniformi di Overman, dei Reichsmen e dei Combattenti per la Libertà. In una storia dove le espressioni dei protagonisti contano più delle parole per esprimere ciò che Morrison sottointende, il lavoro di Lee si è dimostrato fondamentale.

Per concludere, questo numero di Multiversity può sembrare più lineare se confrontato col “casino” spazio-temporale successo nel numero precedente. Siamo pero’ in presenza del numero eticamente più coraggioso della saga; a mio parere è superiore a Superman: Red Son di Millar, che aveva temi analoghi (Superman viene allevato in Unione Sovietica invece che in USA) ma la componente politica potenzialmente esplosiva veniva un po’ accantonata a favore di quella che era, sostanzialmente, una lotta tra superpotenze, più specificatamente tra Luthor e Superman. Red Son rimane una-bellissima-storia di fantascienza, un racconto alternativo pieno di fascino, ma l’autore evita di “sporcarsi le mani” con interpretazioni politiche troppo complicate e scomode. Morrison e Lee accettano di farlo, invece: se Multiversity #7: Mastermen può risultare inferiore come ritmo narrativo a Red Son, tuttavia è più denso di significati, più emotivamente coinvolgente e, in poche parole, un fumetto migliore.

Benissimo, magnanimi lettori, anche per questo mese è tutto. Appuntamento su questi stessi lidi tra circa 30 giorni (mi raccomando, non andate in vacanza o rischiate di perdervelo!); ci attende l’analisi dell’atteso “fumetto maledetto” Multiversity #8: Ultra Comics, ambientato su Terra-33, la NOSTRA TERRA! Non so se i vostri genitori ve l’abbiano già detto, o eccellenti lettori, ma sulla nostra Terra non esistono supereroi. Chi ci difenderà dunque dalla Cerchia? La risposta è: proprio VOI, simpatici lettori, il destino del Multiverso è nelle vostre mani (mi auguro almeno che ve le siate lavate).

Saluti a tutti e se incontrate la Bomba Umana NON battetegli il cinque!