La “Verità” dietro il grande cambiamento di Superman

Scritto da Camillo Bongiovanni il 29 aprile 2015 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics e Superman con nessun commento

Riportiamo qui una recente intervista alla nuova coppia di autori che gestiranno la testata “Superman” della DC Comics a partire dal numero 41.
John Romita Jr è probabilmente uno dei disegnatori più famosi attualmente in circolazione, vuoi perchè figlio del grande John Romita Sr, vuoi per la lunga esperienza come disegnatore Marvel che lo ha portato fin da giovanissimo sulle pagine di testate storiche come l’Uomo Ragno e gli X-Men, o più recentemente Capitan America.
Di Gene Luen Yang possiamo invece dire che si tratta di uno sceneggiatore emerso negli ultimi tempi grazie alla sua gestione di Avatar:the last airbender per la Dark Horse o il fresco nominato agli Eisner “The Shadow Hero” per la piccola First Second Comics. Di origini cinesi, ma nato in California, come ricorda lui stesso nell’intervista, è stato catapultato direttamente su una delle testate storiche del parco DC. In attesa di conoscere meglio a sua run, ecco l’intervista concessa a CBR News

ATTENZIONE SPOILER!

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Nell’albo di “Divergence” della DC relativo al Free Comic Book Day, che verrà distribuito in Nord America dal 2 di Maggio, Gene Leun Yang farà il suo debutto come nuovo scrittore di “Superman” con una storia di 8 pagine intitolata “Exposed”.
Yang, che si è guadagnato la sua recente nomination al Premio Eisner giusto una settimana fa per il suo “The Shadow Hero” del 2014, si aggiungerà alla leggenda vivente John Romita Jr., che proseguirà la sua run come disegnatore di “Superman”, iniziata con il numero 32, scritto da Geoff Johns.
Con Clark Kent tornato a lavorare per il Daily Planet, il titolo “Exposed” potrebbe assumere un significato su diversi livelli, ma non sarà compito del nostro occhialuto reporter fare questa rivelazione. Sarà invece Lois Lane, e lo scoop sarà una vera chicca questa volta – – del genere che costringerà Superman a cercare di nascondersi in un hotel e per di più sotto un cappuccio.
CBR News si è messa in contatto con Yang e Romita per discutere sugli eventi di “Divergence” e su cosa sta per succedere nel loro primo story-arc che inizierà a giugno, il cui titolo sarà “Verità”.

FCBD-DIVERGENCE-CV-55cacCBR NEWS: Con “Divergence” e “Superman”#41 l’Uomo d’Acciaio è cambiato rispetto all’ultima volta che lo abbiamo visto combattere contro Ulysses nell’arc “Gli Uomini del domani”?
John Romita Jr: Non penso che sia cambiato. Credo invece che si sia sviluppato a partire da una piccola e deliziosa perla che abbiamo tratto da Geoff Johns (il precedente scrittore di “Superman”) e dagli editor. È venuta fuori così ben fatta che non c’è stato bisogno di un drastico salto in avanti, di nessun tipo di cambiamento o cose simili. Abbiamo preso questo piccolo dettaglio e lo abbiamo sviluppato, e questo influirà sul personaggio in un modo ben preciso. Ancora, non credo che si tratti di un cambiamento, ma più che altro una naturale evoluzione. E ne sono maledettamente orgoglioso. Il modo con cui Gene la sta gestendo è sorprendente, e ne sono veramente emozionato.
Gene Leun Yang: Grazie, John. E sono d’accordo; credo che “evoluzione” sia il modo migliore per descrivere quello che sta accadendo, e di sicuro questo sarà un lavoro di squadra. Ci sono ben 4 testate diverse su Superman, e ci siamo riuniti tutti insieme come la squadra Superman e ne siamo usciti con l’idea per questa storia. Superman è in giro da così tanto tempo che ha dovuto attraversare diverse fasi, e qualsiasi cosa uno faccia inevitabilmente dovrà tenere conto di una di quelle fasi per cui lui è transitato. Questo è ciò che stiamo cercando di fare. Stiamo studiando la sua storia e cerchiamo di prenderne dei pezzi per portarlo su una nuova strada.

CBR: E cosa ci dite sul suo look? Sta mostrando un taglio a spazzola sulla copertina di “Superman” #41.
Romita: La mia speranza è sempre di non fare troppo casino. [Risate] Ero preoccupato per questo, ed ho dovuto lottare un po’ per abituarmici. Per quanto riguarda il modo in cui (il design di Superman) appare adesso, non sono molto consapevole del fatto che il personaggio possa sembrare diverso, ma forse credo che sia migliorato, dal momento che sono sempre più a mio agio con lui. Cerco sempre di migliorarmi man mano che invecchio, e si spera che questo vada sempre avanti così. Il mio obiettivo è di fare il meglio che posso. Ero un po’ nervoso per le attenzioni che stavo ricevendo, ed in più mi sono reso conto che stavo lavorando con un personaggio che è in giro praticamente da sempre. E subito dopo stavo collaborando con Geoff Johns, e quello è il massimo.

CBR: Ovviamente, il cambiamento più grosso nella prima storia che realizzerete insieme è il fatto che Lois abbia rivelato pubblicamente che Clark Kent è Superman, cosa che si incastra in maniera perfetta con il titolo del vostro primo story-arc “Verità”. Abbiamo avuto una anticipazione di quello che verrà in “Divergence”, ma cosa ci potete dire su cosa questa rivelazione significhi non solo per Superman, ma anche per Clark e per la sua relazione con Lois?

Yang:  C’è sempre stata questa specie di tensione con Superman. Combatte per la verità, ma ha questo segreto tanto grosso che lo porta a non dire mai la verità completa su se stesso. A parte quello poi, come lavoro ha scelto di essere un reporter, ed il punto fondamentale di quella professione è di dedicarsi completamente alla verità. Quella tensione, quella dinamica, sono un qualcosa che volevamo veramente esplorare in questo arco narrativo. Lois, naturalmente, ne è coinvolta. Lei è una dei migliori reporter del mondo, ed è anche completamente votata alla verità. Come ciò influisca nella sua relazione con Superman, credo, sia un punto interessante. Penso che questo comporterà un mucchio di attriti diversi e un mucchio di altri problemi. O almeno questo è ciò che ci auguriamo.

CBR: “Divergence” ci presenta un duro che si carica con la Kryptonite come avversario di Clark mentre lui si tiene nascosto insieme a Jimmy Olsen. Nel vostro primo story-arc affronterà di nuovo Superman?

Yang: Mi auguro di sì. Dobbiamo vedere come va a finire. Mi piace davvero il modo in cui John lo ha disegnato. È venuto fuori davvero fantastico.

Romita: Grazie.

FCBD-2015-SUPERMAN-dcc17CBR: Come si chiama?

Yang: Non viene mai dichiarato esplicitamente nella storia di 8 pagine su “Divergence”, ma il suo nome è Snakepit.

Romita: Un personaggio davvero forte, tra l’altro. Mi piace come si è evoluto. E poi, rappresenta il microcosmo delle relazioni di lavoro. Si parte in sordina, e poi si acquisisce il proprio ritmo. E poi, una volta preso il ritmo, si finisce a correre verso pascoli più verdi. [Risate]

CBR: Cos’altro potete rivelarci sul vostro primo arc? Se non contro Snakepit, con chi si confronterà Superman?

Yang: Volevamo utilizzare un villain che avesse a che fare con l’idea di Verità e con la tensione di cui parlavo prima. Superman si dedica alla verità, lotta per la verità, ma lui stesso possiede questo grosso segreto. Non racconta tutta la verità su di sé. Per fortuna, sembra tutto funzionare per il meglio. Abbiamo cercato di presentare un villain che sottolineasse questa tensione.

CBR: Si tratta di Mr. OZ? Vedremo ancora lui e Miss Janet?

Yang: Sono due cose diverse. Abbiamo preso alcune parti di quello che Geoff aveva realizzato con John e abbiamo provato a portarle su una strada diversa.

CBR: Stai meditando di rimanere su “Superman” anche dopo “Verità”?

Yang: Abbiamo in corso una progressione che abbiamo elaborato come squadra, la quale si spera porterà il personaggio verso nuove direzioni che richiameranno ancora la sua storia.

CBR: Capito. Siete facendo una guardia molto stretta su un arc intitolato “Verità” [Risate].  Va bene, capisco! In “Verità” dedicherai tanto tempo a Clark quanto a Superman?

Romita: Sì, ed ha senso. Mi viene in mente una cosa che mi disse Stan Lee quando ero più giovane: la chiave sta nel bilanciare il lato fantastico con la realtà. Se dedichi troppo spazio ad una, ti mancherà l’altra. Si deve fare in modo che la vita privata di Clark sia interessante come la parte supereroistica. Eccedere troppo con una, d’altra parte, lo rende noioso. Clark viene colpito da questo cambiamento, ed il modo con cui noi andremo a rappresentarlo dovrà renderlo importante come la roba che riguarda Superman.
Chi ha una identità segreta e chi è reale? È un alieno. Prima di tutto lui è Superman, quindi dovrò scegliere prima l’uovo o prima la gallina? Io prenderò la gallina. Lui è un alieno, quindi è Clark la sua identità segreta – – ma questo fattore lo abbiamo modificato in questo story-arc

Yang: Non avrei saputo dirlo meglio. Ma potrebbe anche non importare se lui in realtà sia prima di tutto Superman o Clark. Potrebbe essere solo che lui in realtà incarni quella tensione tra le sue due identità e durante tutta la sua storia si è spostato più da una parte che dall’altra a seconda dei momenti.

CBR: Gene, tu volevi realizzare un fumetto di supereroi da molto tempo, ed è per questo che hai fatto “The Shadow Hero”. Hai mai pensato che il tuo supereroe successivo sarebbe stato Superman?

Yang: No, credo che sarebbe stato da pazzi. Uno dei motivi per cui ho voluto realizzare “The Shadow Hero” era che avevo trovato questo personaggi degli Anni ’40, che proveniva dal vero e proprio inizio del genere supereroistico. Era quel supereroe chiamato Green Turtle, e in qualità di fan dei supereroi, l’inizio di questo genere mi affascinava sul serio. Quindi passare da quel personaggio a quello che ha dato inizio a tutto, che ha stabilito i canoni del genere, è stato emozionante.

SM-Cv41-0bc9eCBR: A parte il fatto che operano nel nome del bene, ci sono altre analogie tra Green Turtle e Superman?

Yang: Io credo che ogni singolo supereroe tragga origine da Superman. Superman ha stabilito tutte le convenzioni del genere. L’unica cosa che mancava a Green Turtle era che lui non aveva una vera e propria identità ufficiale. Non era un personaggio molto popolare – – di sicuro non come Superman. È sopravvissuto solo per cinque numeri. L’autore che lo aveva creato non ha nemmeno fatto in tempo a narrarci le sue origini o la sua identità segreta.  Questa è proprio la parte delle convenzioni che si è persa, e proprio questo è ciò che rappresenta “The Shadow Hero”. Con Superman devi per forza avere a che fare con le origini di tutte queste convenzioni.
Uno dei fattori che mi ha più emozionato è che, quando la DC mi fece la sua offerta, una parte di quello che mi avevano detto era che volevano io affrontassi proprio queste convenzioni in maniera diversa. Questo è proprio ciò che io e John avevamo l’incarico di fare, ed è per questo che ne siamo così eccitati.

CBR: John, tu hai lavorato con un mucchio di scrittori diversi durante tutti questi anni, partecipando ad alcune run leggendarie su personaggi che vanno da Spider-Man agli X-Men. Come è stato lavorare con Gene che rappresenta una nuova voce nei fumetti sui supereroi?

Romita: Il problema di adattarsi è stato minore e riguarda solo il fatto di essere noi due che lavoriamo insieme. Questa è la nostra prima sceneggiatura su cui sto lavorando per cui non c’è voluto molto per regolare la formula, o il ritmo del processo. Gene mi ha dato davvero un mucchio di roba anche se non avrebbe dovuto. Ed è così. Deve solo fare un passo indietro. Ora non deve darmi un suo tono ogni qualvolta mi consegna una sua sceneggiatura [Risate]

Yang: [Risate] Sì, credo che in ogni relazione di lavoro ci sia un periodo di tempo in cui ognuno cerca di farsi una sua idea sull’altro. E penso che sia proprio quello che io e John stiamo facendo adesso con “Superman” #41. Quello che sapevo su John da prima, ma che ho capito solo ora, è che lui assomiglia a un coreografo di combattimenti per un film d’azione. Se non fosse finito a fare fumetti, sarebbe proprio quello che avrebbe potuto intraprendere per vivere. Quando lavoravo sul #42, ne ho approfittato in pieno di questa sua forza.

Romita: Oh, lo apprezzo.

Yang: E’ stato fantastico. Lui odia quando lo dico, ma quando ero un ragazzo, avrei fatto la coda per avere un suo autografo, per cui lavorare per davvero con lui è pazzesco. Sembra come un sogno che si è avverato.

Romita: Gene ne sa davvero poco, ma sono stato ragazzo anche io. [Risate]

Yang: [Risate] Stavo per dirlo. Quando io avevo 16 anni, lui ne aveva 18.

Romita: No, ne avevo 14. [Risate]. No, onestamente, Gene è salito a bordo con entrambi i piedi e la sua sceneggiatura è eccezionale – – ogni cosa lo è. Si è trattato tutto di un bilanciamento del processo tra noi due. E questo succede per qualsiasi scrittore e qualsiasi disegnatore.

CBR: Gene, so che vorresti esplorare l’esperienza degli immigrati nella tua run su “Superman”. Avendo appreso che tu sei cresciuto in California, come si coniuga con Superman la tua esperienza familiare e quale è stata la tua prima esperienza con quel personaggio?

Yang: E’ vero. Io non sono un immigrato – – ma lo sono stati i miei genitori. Rifletto spesso sui figli degli immigrati che devono crescere in mezzo a due culture. A casa io parlavo una lingua, ed un’altra a scuola. Su di me gravavano aspettative diverse a casa rispetto a quelle della scuola. Qualche volta ripenso alla mia passione giovanile per i supereroi e mi chiedo se ero portato proprio per questo genere specifico a causa del fatto che tutti i supereroi hanno una doppia identità. Devono fare i conti con due tipi di aspettative.
Nel caso di Superman, lui deve venire a patti tra due culture: la cultura americana, con la quale è stato cresciuto in Kansas, e quella kryptoniana, che lui più o meno conosce attraverso degli echi.
È la stessa cosa. Credo che un figlio di immigrati la viva alla stessa maniera. Noi siamo cresciuti nella cultura americana, ma c’è anche l’altra cultura della quale abbiamo esperienza solo attraverso i nostri genitori.

 

Fonte: CBR


Informazioni sull'autore

Camillo Bongiovanni [Silver Surfer]Ingegnere, nato presso i lidi della Superba, oggi vive a Sanremo, unico rappresentante di sesso maschile in una casa che condivide con la sua ragazza, 3 gatte e 3 acquari. Affascinato dai fumetti ancora prima di saper leggere, grazie a Topolino e ai F4, diventa lettore abituale di supereroi a 17 anni e da allora non ha mai smesso. Marveliano della prima ora, scopre la DC con il Batman di Burton. Oggi legge un po' di tutto, con predilezione per i comics made in Usa.Leggi tutti gli articoli di Camillo Bongiovanni