IL CREPUSCOLO DEI SUPER-EROI di ALAN MOORE

Scritto da Andrea Ruscito il 23 luglio 2013 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

TWILIGHT OF THE SUPER-HEROES
Nel 1986, lo scrittore Alan Moore propose alla DC Comics “Il Crepuscolo dei Supereroi”: una storia epica di crossover che si ispirava al mito norreno del Ragnarok, il crepuscolo degli dei. Nel Crepuscolo di Moore, impostato diversi decenni nel futuro, gli eroi del mondo erano diventati la nuova casta suprema, a causa del declino delle istituzioni sociali tradizionali, letteralmente sbriciolatesi decenni prima. Essi si univano in otto grandi casate, ognuna alla ricerca di una regione diversa degli Stati Uniti da abitare.

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Ma la decadenza morale era ormai parte integrante anche in molti degli eroi e dei loro clan. La guerra tra casate sarebbe stata imminente. Molti eroi e criminali che non si erano alleati con una delle casate principali vivevano ormai nei ghetti metropolitani. In questo mondo Moore dava il via ad un complesso viaggio nel tempo che avrebbe coinvolto gli eroi del presente e del futuro, creando una continuità multi-realtà che avrebbe unificato l’universo DC senza tralasciare le miriadi di altri mondi e le versioni alternative dei personaggi, che erano apparsi nel corso degli anni.

La DC declinò l’offerta di Moore e la saga del Crepuscolo non fu mai prodotta. Certo, ci sarebbe voluto molto coraggio da parte della DC di andare fino in fondo ad una storia del tutto abbozzata anche da parte dell’autore stesso (molto del materiale presentato allora da Moore era piuttosto buio e non definito, e gettava alcuni personaggi preziosi in una luce del tutto contorta e negativa). In verità, però, la proposta dettagliata di Moore poi mostrò la sua solita ricca immaginazione e profondità psicologica. Sarebbe stato meraviglioso vedere la saga realizzata per intero.

CONCEPTUAL DESIGN OF THE GODS
Alcuni artisti collaborarono con Alan Moore alla stesura di alcuni concept, da presentare alla DC stessa per approvare il progetto e a supporto di una prima stesura dell’opera: la galleria che segue propone alcuni di questi artisti e le loro personali interpretazioni, dei personaggi rappresentati nella saga Crepuscolo.

-Stephen R. Bissette “Congorilla
imageCongo Bill alla fine ha deciso di rimanere nel corpo del gorilla per sempre e ora è un ricco e di successo uomo d’affari locale, un gorilla d’oro che indossa un completo e riesce anche a parlare da solo in modo riconoscibile, anche se in alcuni casi deve utilizzare il linguaggio dei segni. La specie di operazione in affari a cui ha dato vita è una organizzazione criminale con un cospicuo reddito, volta soprattutto ai bar e le bische, i bordelli e fornisce anche la maggior parte del traffico di droga del barrio… ha un oscuro segreto nel suo armadio però… quasi letteralmente. L’organismo di Congo Bill, ormai un novantenne, si rifiuta di morire. La mente del gorilla che è stato intrappolato in essa rifiuta ingiustamente di lasciarsi andare de è appesa alla vita con una forza di volontà feroce ed orribile. Impossibilitato a suicidarsi, Congorilla mantiene il vecchio incatenato e nudo in appositi locali nel suo appartamento, lo nutre di spazzatura e spera che morirà presto, ma non accade mai. Si trova proprio in un angolo della stanza, e ogni volta che il gorilla entra, il vecchio ringhia debolmente e lo fissa con i suoi antichi occhi, per vedere come gli offre il cibo.”

-Gil Kane “Adam Strange”
Adam Strange è intrappolato sulla Terra, ma è ancora in contatto con l’alleanza aliena, basata soprattutto sulla nuova Casa delle Lanterne, sulla luna di Marte. Lui è una sorta di talpa, e lui finirà per capire in gran parte il piano degli alieni per invadere la Terra e ‘liberare’ dalla dominazione dei supereroi.”

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-Don Simpson “La Famiglia Marvel”
“Il Casato del Tuono è composto dalla famiglia Marvel, più alcune aggiunte… La famiglia Marvel deve fare i conti con l’avere degli altre-ego umani, a differenza degli altri superesseri… Accanto a Capitan Marvel c’è Mary Marvel, che il capitano ha sposato solo per formare un clan, in opposizione a quello di Superman. C’è anche Capitan Marvel Jr., ora un supereroe adulto altrettanto potente e imponente come Capitan Marvel nella sua perfezione, ma costretto a lavorare sotto l’ombra eterna di un protettore più anziano. A complicare le cose, Capitan Marvel Jr. e Mary Marvel hanno una storia all’insaputa del Capitano, come Ginevra e Lancillotto, che avrà delle terribili conseguenze, proprio come nelle leggende arturiane”.

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-John Totleben “Doll Man”
Doll Man… la costante contrazione per la crescita, più gli effetti della legge al cubo-quadrato, in materia di aumento di dimensioni, hanno preso sopravvento su di lui. Col passare degli anni, le ossa sono diventate fragili e si rompono facilmente, se resta a lungo alle normali dimensioni. Infine sceglie di rimare sempre alto 6 pollici, ma questo non pone fine al problema: rimanendo a una costante altezza di sei pollici, il corpo e il cervello di Dane iniziato ad adattarsi alla loro nuova dimensione; ridistribuendo la loro massa e l’invecchiamento dei neuroni per un maggiore comfort ed una efficacia superiore. Come risultato, Dane ha lentamente cambiato forma in un orribile uomo insetto allungato, ancora alto 6 pollici, la cui struttura ossea lo ha alterato drammaticamente in qualcosa di appena riconoscibile, qualcosa che un tempo era un essere umano …è ancora intelligente, ma è una intelligenza non umana e riesce a malapena a comunicare coerentemente con i normali esseri umani”.

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-Timothy Truman “Blackhawk”
wcx7Blackhawk… ha una coppia perfetta di protesi alle gambe per sostituire le proprie perdute, in puro stile Douglas Barder, ora appunto mancanti. Egli è una figura sinistra e ossessiva, che sta ancora combattendo una guerra privata dentro la sua testa, una guerra di cui non ne ha mai abbastanza, visto che è stata la stessa missione in cui tutti i suoi compagni di squadra sono morti e in cui ha perso le gambe… la sera lui magari chiama Sandy per un bicchiere di Perrier prima di andare in crociera intorno al bar in balia del barrio (la droga di Congorilla). Al bar, avvicina ragazzi single fuori dal locale con qualche sistema noto solo a lui e offre loro un lavoro in qualche impresa non specificata: scopriremo così che egli sta assumendo i giovani per formare un nuovo squadrone di Blackhawks e sostituire i suoi amici morti. Egli possiede sette F-111, bombardieri nascosti in un enorme hangar sotterraneo, dove ha investito tutto il suo oro”.

 

-Rick Veitch “Deadman/Baron Winter”
“…Una strana amalgama tra il Barone Inverno e Deadman. Il Barone Inverno ha avuto la sua mente bruciata in una battaglia psichica, alcuni anni prima, e ora è solo un guscio vuoto, tranne quando è abitata dallo spirito di Boston Brand. Egli utilizza il corpo del Barone come una sorta di casa di vacanza, nella terra dei viventi “.

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-JH Williams & Mick Gray “Nightwing”
“Uno dei due clan più importanti rispetto alle Casate minori è composto dai Giovani Titani sopravvissuti, ormai cresciuti in un mondo infernale e irriconoscibile, molto più torvo e spaventoso di quanto sia stato in passato. Sono guidati da un adulto Nightwing che, cercando di emulare e far rivivere la reputazione di Batman, è diventato simbolico e feroce come il suo mentore, ma che manca della profondità di compassione e comprensione che separavano Batman da tutti gli altri vigilantes oscuri”.

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THIS IS THE END
Da quando Moore propose questa saga alla DC, senza però riceverne il via libera, le voci che si sono rincorse per i motivi e le cause del “no” della casa editrice sono state molteplice, e ancora oggi sulla rete si fanno ipotesi su ipotesi. Molti altri autori negli anni si sono avvicinati all’idea originaria dello scrittore di Watchmen e V for Vendetta, ma solo alcuni sono riusciti a realizzare parte di ciò che lo stesso autore aveva concepito: una corale saga che avrebbe spalancato i cancelli del multiverso DC e fatto confluire personaggi da ogni parte delle terre alternative e da ogni luogo del tempo e delle spazio. Di questi scrittori che si sono avvicinati all’idea di Moore, alcuni si sono distinti più di altri per l’utilizzo delle tematiche, per la connotazione temporale, per la dissolvenza della trama, per la concezione di corpus finale e per crepuscolo vero e proprio, definito come fine di un’epoca, di un’era e di un mondo intero.

KINGDOM COME
Il capolavoro scritto da Mark Waid e magistralmente dipinto da Alex Ross nel quale si assite all’ipotetico futuro dell’universo DC Comics; un futuro in cui gli eroi principali sono praticamente assenti, una nuova generazione di vigilanti segna l’umanità che dovrebbe proteggere, generando orrore e malumore come mai prima. La Justice League guarda a questi giovani eroi, che hanno abbracciato il credo della violenza e della spietatezza, senza fare nulla sino a quando l’ennesima catastrofe non costringe Superman, Batman e Wonder Woman a cercare di arginare la follia generata dalla mancanza di regole, di morale, ma soprattutto di icone come esempio. Nella corale Kingdom Come sarà la stessa Lega a dover riavvicinare l’umanità agli dei dimenticati, che smisero di vegliare sull’uomo il giorno in cui, questi ultimi, ne ebbero davvero bisogno.

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SUPERMAN: FUOCHI LONTANI
Dopo una catastrofe nucleare, gli unici sopravvissuti sono i superumani, molti di loro hanno perduto i poteri, altri subito gravi ferite, alcuni non sanno più chi in realtà siano.
Superman ha visto morire la donna che amava, la sua famiglia e molti dei suoi amici e ora si aggira tra lande desolate alla ricerca di un sogno a cui aggrapparsi, sostentato solo dai fantasmi del suo passato. Ciò che resta della terra è solo una popolazione di mutanti e un insieme di flora e fauna sconvolta dalle radiazioni (ratti giganti, colombi e gatti dalle dimensioni colossali); il girovagare di Kal-El lo porterà ad incontrare alcuni vecchi compagni e rifondare una società che darà futuro e speranza a ciò che resta dell’umanità, ma sarà davvero possibile ricostruire e dare vita a qualcosa di nuovo? Quando il malumore e l’astio giungerà da loro gli eroi si separeranno decretando la nascita di due caste distinte: la prima guidata da Superman e dalla sua sposa, Diana. La seconda formata dai dissidenti del passato che hanno come leader Capitan Marvel, fondatore di una nuova stirpe di eroi, tutti nati sotto il simbolo del tuono. Il finale è uno dei più sconvolgenti di sempre, non tanto per ciò che accade, tanto per quello che rappresenta.

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Liberamente ispirata all’idea di Alan Moore “Twilight of the Super Heroes” Fuochi Lontani è probabilmente uno degli Elseworld (storie immaginarie in altri tempi ed altri luoghi) più belli, realizzati sulla figura di Superman. Molto debitore (sia per atmosfere che per modalità narrativa del disegno e delle tavole) alla fantascienza anni ’50, la storia di Howard Chaykin, Gil Kane, Kevin Nowlan & Matt Hollingsworth sceglie di narrare una sorta di crepuscolo non solo superumano, ma anche e soprattutto umano.


Informazioni sull'autore

Andrea Ruscito [Jor-El]Nato a Cassino (FR) e residente a Pontecorvo (FR), classe 1982. Cultore del brand mutante di Casa Marvel (gli X-Men) con specializzazione nella Forza Fenice e Jean Grey. Amante della DC Comics, vede in Superman la più grande forma di rappresentazione ed espressione del fumetto supereroistico. Tra le passioni s'annoverano la musica, la Science Fiction, il fumetto, il cinema, la poesia e la pittura. Serie tv preferita? Battlestar Galactica!Leggi tutti gli articoli di Andrea Ruscito