Spider-Man: Blue

Scritto da Davide Bortolo il 14 maggio 2012 in Fumetti Marvel Comics e Spider-Man con 3 commenti

Testi: Jeph Loeb
Disegni: Tim Sale
Edizione originale: Spider-Man Blue #1-6 (2002)
Edizione italiana: pubblicato dalla Panini Comics in 3 sottili brossurati (Marvel Miniserie 45-46-47) e nella collana Spider-Man (collezionabile da edicola uscito insieme alla Gazzetta dello Sport) n.13

Leggendo queste mie righe, vi chiedo di perdere 6 minuti e 11 secondi… cosa sono? La durata esatta di una delle canzoni più belle mai composte, mettetela in sottofondo e poi leggete questa recensione musical/fumettistica.
ecco il link:

Buon ascolto e buona lettura.
pronti, ai posti, via!

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Il vecchio registratore di Peter parte, al microfono, l’alter ego del ragnetto, è inizialmente incerto con quello strumento ormai obsoleto di suo zio Ben, ma presto diventa un fiume in piena.
E’ una notte malinconica, come la tradurrebbero gli americani è una notte “blue” e una chitarra lontana ma distinta colora la notte. L’unica nota rossa è una rosa posata in una pozzanghera vicino ad un pilone del ponte di Brooklyn (Tav5). E’ una notte “blue” dicevo… è la notte di S.Valentino.

It’s late in the evening
She’s wondering what clothes to wear
She puts on her make up
And brushes her long blond hair
And then she asks me
Do I look alright
And I say yes, you look wonderful tonight

E’ sera tardi
lei si sta pensando a cosa mettersi
si trucca e pettina i suoi lunghi biondi capelli
poi mi chiede
sono bella?
E io rispondo sì
sei splendida stasera

“Gwen Stacy. Eri meravigliosa”(Tav23)chi di noi, non ha identificato nell’acquisto della prima moto o della prima auto, l’inizio della propria indipendenza? Quando “Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili corron dietro a delle Silvie beffeggianti” chi di noi non ha attribuito alla magia di quei “motori” la possibilità, magari remota che la nostra “silvia beffeggiante” si stringesse a noi e ci dicesse di andare più veloce con la nostra moto? E noi, con un sorriso stampato sulla faccia, acceleravamo, ma non troppo. Già, perché in cuor nostro eravamo indecisi se assecondare il desiderio di chi si teneva a noi o far continuare quel momento per sempre. Sono scelte che non vorresti mai fare.
già… Scelte, tutta la vita di Peter è una scelta, tutto intorno a lui pare dividersi in due: Gwen e Mary Jane, il nemico Norman (padre) e l’amico figlio (Harry), una vita piena di pericoli e la protettività di una Zia a cui si spezzerebbe il cuore se gli accadesse qualcosa, il suo DOVER essere da qualche parte contro il suo VOLER essere in tutt’altro luogo, i super-poteri e le super-responsabilità… perfino il suo nome è spezzato in due: l’UOMO e il RAGNO.
Per i suoi più acerrimi nemici non è così, hanno un nome unico, quasi a celare in fondo al loro cuore nero la loro umanità, e così vediamo il Goblin, Rhino, Lizard, l’Avvoltoio e infine “il cacciatore”, quello che vuole imparare dagli errori degli altri ma che commette quello più grosso, si fida troppo dei suoi sensi e l’olfatto non lo porterà a Peter ma a ben altra vittima.

We go to a party
And everyone turns to see
This beautiful lady
That’s walking around with me
And then she asks me
Do you feel alright
And I say yes, I feel wonderful tonight

Andiamo al party
e tutti si voltano a guardare
questa splendida donna
che cammina al mio fianco
e lei mi chiede
ti senti bene?
e io rispondo sì
mi sento splendidamente stasera

I combattimenti in questa opera di Loeb e Sale, binomio artistico che adoro incredibilmente ma di cui non parlerò qua, sono ridotti all’essenziale, ma diventano parte essenziale (scusate il gioco di parole) del tutto, i sentimenti di Peter, infatti, si intrecciano nolenti a questi incontri tanto che nel party in onore di un amico che partirà per prestare servizio alla patria (manco a dirlo, ispirato dall’Uomo-ragno che l’ha salvato), la “banda” di amici è attaccata, Peter cerca di allontanarsi con la scusa di voler fare delle foto, come se fosse ovvio che l’Uomo-Ragno sarebbe intervenuto e le sue due donne sono incorniciate nella stessa, per me splendida, vignetta, Peter dichiara al registratore un suo grande dubbio (Tav 124) “Vorrei potervi chiedere adesso… qualcuna di voi si è mai bevuta le mie patetiche scuse?”

I feel wonderful
Because I see the love light in your eyes
And the wonder of it all
Is that you just don’t realize
How much I love you

Mi sento splendidamente perché vedo
la luce dell’amore nei tuoi occhi
e la più grande meraviglia di tutto questo
è che tu non realizzi quanto io ti amo

E tutto accade poi, in un attimo, e capiamo che non era la moto che andava veloce, né lo sguardo timido dei giorni precedenti passati in laboratorio, né le premure per un raffreddore che ci inchioda nel letto, neppure l’atto coraggioso di “rimanere a far foto” quando tutti scappano… è solo, semplicemente quell’attimo… Non ci sembra vero, ma quello che sognavamo accade. E così, Gwen esprime il desiderio di passare S.Valentino insieme e finalmente succede ciò che il mondo aspettava, il tutto in una romantica tavola di Sale (tav 131)…
…già…in un attimo ed “E’ stato allora che sono stato tuo, Gwen Stacy. Con tutto me stesso.”
Nessun altro S. Valentino sarebbe stato uguale.

It’s time to go home now
And I’ve got an aching head
So I give her the car keys
She helps me to bed
And then I tell her
As I turn out the light
I say my darling, you were wonderful tonight
Oh my darling, you were wonderful tonight”

E’ tempo di tornare a casa
e ho mal di testa
così le do le chiavi dell’auto
e lei mi aiuta a mettermi a letto
dopo le dico
quando ha spento la luce,
tesoro, eri splendida stasera
oh tesoro mio, eri splendida stasera”

Nessun altro S. Valentino sarebbe stato uguale, dicevo… Ma dopo il BENE… arriva il MALE. Sappiamo tutti cosa succede a Gwen… e così un Peter che, con la barba incolta, ci suggerisce aver passato tutta la notte in soffitta col vecchio registatore e che, per tutte quelle tavole sottolinea questa terribile e inevitabile conseguenza del BENE si ferma, la voce nel registratore incespica. Le parole escono inciampando nella notte…”Per anni ho tentato di dare un senso alla tua morte. Di trovare qualcosa di… BUONO… che potesse derivare da tutto quel… MALE…” ma la risposta questa volta c’è…e nuovamente, tutto in un attimo, il BENE arriva. E’ MJ, che nonostante colga il marito fare questa confessione proprio la notte di S.Valentino, lo guarda e semplicemente… gli chiede di salutarla anche a nome suo… Peter la guarda profondamente, è lei che gli ha insegnato nuovamente ad amare.
Mentre i passi di MJ discendono le scale, Peter saluta la sua Gwen e quando la chitarra BLUES fa scemare il suo suono nella notte, ferma il registartore.

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