Unknown Soldier v.1

Scritto da Massimo Rubbino il 23 settembre 2009 in Fumetti DC Comics e Vertigo & Wildstorm con nessun commento

UNKNOWN SOLDIER VOL. 1: HAUNTED HOUSE TP


Il rilancio del Milite Ignoto affonda il colpo e si prende una meritata nomination al Will Eisner Award come Miglior Nuova Serie. Dov’eravate voi quando il viaggio è iniziato?

Testi: Joshua Dysart
Disegni: Alberto Ponticelli
Edizione originale: Unknown Soldier Vol.1: Haunted House TP, DC Comics/Vertigo

Questa nuova serie di Joshua Dysart è un reboot totale del personaggio, con la creazione ex novo di un Unknown Soldier calato nel contesto della guerra civile in Uganda, nel 2002. La cosa bella è che questa serie riesce a tenere due registri, quello dell’azione e quello della politica, senza che nessuno dei due soverchi l’altro. Se da una parte abbiamo l’uomo solo disperso nella giungla, armato di fucile e in guerra contro tutti (Rambo, ed in maniera anche abbastanza chiara), dall’altro abbiamo delle coordinate storiche e geografiche, nonché un coinvolgimento politico e un amore per gli approfondimenti psicologici, che lo rendono un fumetto da nomination per il Will Esisner Award. E’ impressionante come una scena possa elettrizzarti per il ritmo fragoroso-bellico dell’azione, l’estrema violenza e la brutalità del protagonista; poi, tre pagine dopo, eccone un’altra con Unknown Soldier che entra in chiesa e cerca furiosamente delle risposte dal Cristo in croce, in una bellissima citazione dal Cattivo Tenente di Ferrara. Da questo primo volume mi sembra essere la perfetta serie Vertigo moderna, che con grande intelligenza coniuga il divertimento (se così vogliamo chiamarlo) con l’impegno sociale e politico. Siamo dalle parti dello Scalped di Jason Aaron, seppur con le dovute differenze (lì c’è una maggiore complessità narrativa, ma qui il sottotesto “altro” è molto più forte e presente, ben fuso con la narrazione principale).
I disegni di Alberto Ponticelli sono stupendi, riescono a colpire per la loro brutalità e schiettezza pur sfoggiando uno stile caricaturale e grottesco. E rendono benissimo sia la frenesia delle sequenze d’azione, concitate e feroci, sia i momenti d’angoscia e quelli di affetto, nonché gli attimi di smarrimento del protagonista (perennemente in dubbio sul proprio operato).
È questo di fatto un fumetto d’azione, sì, ma in cui questa stessa è in realtà vettore di fortissime emozioni umane, manifestazione del disagio di un continente (l’Africa, è ovvio) che dopo secoli ancora non riesce ad evitare di rispondere con la violenza, a quella stessa violenza che lo mette in ginocchio. Un fumetto di genere, dunque… ma non è forse sempre dal “genere” che nascono le opere che più di altre sono in grado di scuotere i lettori con la loro potenza? In apparenza inoffensive, partono da territori falsamente innocui (in questo caso una variazione sul tema di Rambo, come dicevo), ma presto colpiscono al mento con la forza di un documentario e fanno più effetto di tanti articoli giornalistici.

Purtroppo non sono così fiducioso sulla lunga vita di questa collana (mi pare d’aver capito che venda davvero poco), ma mi auguro che la DC/Warner faccia di tutto per sostenere questo Unknown Soldier, perché Dysart & Ponticelli meritano davvero di dire la loro. E di lasciare un segno nella Vertigo moderna, cosa che hanno tutte le carte in regola per fare.


Informazioni sull'autore

Massimo RubbinoNon ricorda di essere nato nel 1982; non ricorda d'essere un appassionato di fumetti dal vecchio Uomo Ragno N° 48 (Maggio 1990); non ricorda di non aver mai pubblicato su carta nulla di ciò che ha scritto; non ricorda di aver collaborato ad un sito che ha contribuito a lanciare e che adesso ha cancellato dalla sua memoria (qualcosa come W la F. it); non ricorda perché stia scrivendo questa bio in uno stile da far impallidire Beavis & Butthead.Leggi tutti gli articoli di Massimo Rubbino