Ricca da Morire

Scritto da Elena Pizzi il 10 novembre 2010 in Fumetti DC Comics e Vertigo & Wildstorm con nessun commento

Ricca da Morire: cover di Lee Bermejo

Testi: Brian Azzarello
Disegni: Victor Santos
Edizione originale: Filthy Rich volume unico pubblicato dalla DC COMICS nella collana “Vertigo Crime”, e disponibile in edizione brossuratacartonata.  Il formato è simile a quello di un romanzo in edizione economica, quindi più piccolo dei volumi standard.
Edizione italiana: Panini Comics, collana Panini Noir n.1, cartonato, 14,90 euro, b/n. Come nel caso dell’edizione americana, il formato è ridotto.

Get dirty

Quando si pensa a uno scrittore di fumetti è normale associarlo con il genere che più lo rappresenta. Brian Azzarello, nonostante le sue molte incursioni nel mainstream, è indubbiamente uno dei maestri dell’hard boiled, come confermato dall’apprezzatissima saga 100 Bullets, uno dei titoli di punta della Vertigo degli ultimi anni.

L’hard boiled è un genere letterario nato negli anni 20 caratterizzato da una rappresentazione efferata e violenta del mondo criminale, abbinata ad un forte gusto per la licenziosità e le situazioni scabrose. Fin dalle sue origini questa forma narrativa fu legata alle riviste pulp, il cui nome deriva dalla carta di infima qualità utilizzata dagli editori per questo tipo di pubblicazioni, realizzata utilizzando la “polpa” (in inglese appunto “pulp”) del legno.

Di solito il protagonista di queste storie è un detective disilluso e cinico, solitario e non affidabile.  Sulla sua strada incontra quasi sempre una femme fatale che è destinata a sconvolgergli l’esistenza, trascinandolo in un turbinio di emozioni al limite. E’ questo il caso di Filthy Rich (espressione colloquiale che in inglese letteralmente significa “schifosamente ricco” e che è anche un esplicito gioco di parole con il nome del protagonista, Richard), seducente opera azzarelliana proposta nel 2009 dalla DC Comics nella collana di fumetti d’autore Vertigo Crime, che segna il debutto italiano della nuova collana PANINI NOIR.

Inaspettatamente  l’ambientazione scelta per l’occasione da Azzarello  non è “criminale” in senso stretto, anche se il lettore è comunque trascinato in un mondo sporco, crudele e vizioso: il protagonista agisce infatti nel contesto “borderline” dei VIP e del lusso, caratterizzato da un’evidente corruzione morale e dal desiderio di un’ostentazione sfrenata ed esplicita. Rich quindi, ex promessa del football professionistico che ha visto la propria carriera stroncata da un grave infortunio, ed è quindi costretto per necessità a lavorare (malvolentieri) presso un rivenditore di automobili, viene inaspettatamente trascinato in un oscuro intrigo che mescola inganni, sesso e denaro.

E sarà ovviamente difficile per lui, uomo dal carattere scostante e spigoloso, trovare una reale via d’uscita, dato che a trascinarlo in un torbido fango di passioni (“filth” in inglese significa  proprio “sporcizia”) è Victoriadark lady risoluta, implacabile e dannatamente sexy. La ragazza è probabilmente il personaggio meglio caratterizzato della storia, e ricorda da vicino alcune figure femminili già popolari negli anni ‘30 ma che sono state ulteriormente estremizzate da Frank Miller in opere come Sin City negli anni ì ‘80 e ’90.

Il disegnatore spagnolo Victor Santos si dimostra sicuramente adattissimo per questo tipo di atmosfere, sapendone cogliere al meglio la carnalità. Il suo tratto, valorizzato dal bianco e nero, insieme alla prosa spregiudicata di Azzarello conduce in un mondo di ombre, crudeltà e tradimenti, ed è inevitabile accostarne  tratto ad altri maestri del genere come lo stesso Miller ed Eduardo Risso.

In un mondo senza eroi in cui l’unico modo per sopravvivere è cannibalizzare i buoni sentimenti altrui, preparatevi a sporcarvi corpo e anima durante le conturbanti  nottate noir di Brian Azzarello.


Informazioni sull'autore

Elena Pizzi [Selina Kyle]Abita da tempo a Gotham City, anche se desidera volare per tutto l'universo insieme ad Hal Jordan. Spesso gioviale e sorridente, a volte è inaspettatamente solitaria, ma costantemente alla ricerca di ciò di cui sono fatti i sogni, cioè ciò che giace, spesso sepolto, in fondo a noi stessi. Non rinunciate mai alla forza delle vostre passioni.Leggi tutti gli articoli di Elena Pizzi