Flex Mentallo

Scritto da Alessandro Spaccini il 5 gennaio 2010 in Fumetti DC Comics e Vertigo & Wildstorm con 4 commenti
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Testi: Grant Morrison
Disegni: Frank Quitely
Edizione Originale: Flex Mentallo #1-2-3-4
Edizione Italiana: Brossurato a col. Magic Press, 17×26 cm, pag.104

“Flex Mentallo: After the Fact” è una miniserie di 4 numeri scritta da Grant Morrison e disegnata da Frank Quitely, pubblicata dalla DC Comics sotto l’etichetta Vertigo, dal giugno al settembre del 1996.

Flex Mentallo è un personaggio forse poco conosciuto.
Trovò la sua prima apparizione nella serie a fumetti “Doom Patrol”, sempre edita dalla DC Comics sotto l’etichetta Vertigo, e sempre scritta da Grant Morrison, precisamente nel numero 35. Una delle storie più importanti per lui, in questo senso, fu nel numero 42 “Musclebound – The Secret Origin of Flex Mentallo” che svela qualcosa di più sulla sua storia e sul suo ex-gruppo supereroistico di appartenenza, composto da personaggi come Zipper, Pila Atomica, Mr. 45, Romantic Rick e il Fatto.

Mentallo è il macho definitivo. Il malinconico detective boy-scout.
E’ “l’uomo del mistero Muscolare”, un potere che riesce ad invocare semplicemente “flettendo” i bicipidi, facendo così comparire la mitica “aura dell’eroe”.  Un potere alquanto bizzarro e particolare.

Flex è un’eroe dei fumetti, creato da un ragazzino con una grande immaginazione, Wally Sage.
Flex è l’eroe senza macchia e senza paura che popola le avventure cartacee partorite dalla fervida mente di questo bambino. (Tutto questo è raccontato in Doom Patrol n. 44 “Voices”)
Wally immagina che Flex abbia acquisito i poteri a seguito di un episodio bizzarro accaduto in spiaggia: infastidito dalle angherie di un bulletto, Flex ordina un libro da cui apprende il “mistero muscolare”, e capace di manifestare l’aura dell’eroe, dà una sonora lezione al bullo.

In definitiva “Flex Mentallo: After the Fact” è una sorta di spin-off della Doom Patrol.

Pur essendo un’opera che tocca livelli di genialità e originalità altissimi, ha avuto una storia editoriale molto difficile e travagliata.
Difficile perché, come lo stesso Grant Morrison ha ammesso, è stata fatta poca pubblicità attorno a questa miniserie, e quindi le vendite non sono state ottimali… e travagliata perché la DC Comics ha dovuto affrontare una causa legale per accaparrarsi i diritti sul personaggio.
La causa legale fu scaturita dal fatto che Flex Mentallo non fu un’invenzione totale di Morrison, ma una sorta di re-invenzione in chiave chiaramente umoristica, di Charles Atlas, al secolo Angelo Siciliano.

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Atlas divenne negli anni 30 l’uomo immagine del culturismo fai-da-te, aprendo un’azienda, la “Charles Atlas ltd”.
Per questo intentò una causa alla DC Comics, perché sosteneva che tutto ciò, poteva portare “confusione” fra i clienti della sua azienda e su i suoi prodotti pubblicizzati.

Fortunatamente la causa fu vinta dalla DC Comics e il fumetto di Flex Mentallo, potè vedere la luce.
Ciò nonostante, moltissimi sostengono che la questione in realtà non sia ancora risolta del tutto, e che fra la  Charles Atlas ltd e la DC Comics ci sia in realtà un’accordo segreto, in base al quale Flex Mentallo non sarà mai più ristampato negli USA, in nessuna forma.
Ed in effetti qualcosa di vero, potrebbe effettivamente esserci.
Dopo un’attenta ricerca in internet, potrete scoprire che NON ESISTE un TP (Trade Paperback) della storia in America. La vertigo l’aveva in programma nel 2002, ma stranamente il progetto non fu più attuato.

Sotto questo punto di vista, per una volta, noi italiani possiamo godere di un piccolo privilegio: la MagicPress pubblicò la storia in volume, sempre nel 2002.

Parlare di Flex Mentallo non è facile.
Come ho già detto in precedenza, è un’opera veramente molto complessa sia da un punto di vista strettamente stilistico (come sono strutturate le tavole, impostate le vignette), che dal punto di vista narrativo (difficoltà a livello di dialoghi e intreccio storico).
Frank Quitely, come accade per qualsiasi altro artista, riscuote molti consensi, ma allo stesso tempo può anche non piacere. Ha indubbiamente uno stile molto particolare e soprattutto molto personale, chiaramente riconoscibile anche senza leggere il suo nome in copertina.
Anche io, inizialmente, ho dovuto abituarmi al suo tratto. Diciamo che mi ha conquistato piano piano.
Ciò che però ho sempre ammirato in lui, è la sua capacità incredibile nella cotruzione della tavola.
Riesce sempre ad essere chiaro e pulito. Attento ai dettagli ma mai troppo eccessivo. Non rischia mai di appesantire la lettura attraveso immagini troppo complesse o eccessivamente cariche di particolari.
Ha un’eccelsa visione della storia.
Riesce a creare inquadrature molto “cinematografiche” che rendono benissimo ciò che la storia cerca di comunicare:alle volte un senso di allucinazione perenne e delirio totale, come nel caso della splendida similitudine fra mano bagnata e mano “sciolta” (inizio del secondo capitolo), altre volte incute un senso di paura e inquietudine, come nel caso dell’immaginario paese di ceramica… o di alienazione, come nel sogno di Wally in cui crede di tenere per mano un’alieno.
Ma concede anche spettacolari splash pages in cui il “sense of wonder” dell’EROE con la E maiuscola appare in tutta la sua grandezza e splendore.
Meravigliosa è la parte del racconto dell’astronauta con il suo incontro ravvicinato con gli EROI,

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o la spettacolare immagine in cui un giovane Wally Sage, mano nella mano con uno dei più grandi e “puri” EROI, viene accompagnato nel luogo in cui prendono origine le sue idee. Veramente molto poetica.

E poi c’è Grant Morrison… autore scozzese che forse molti di voi non conosceranno, o conosceranno per opere più famose, come i suoi X-men (New X-Men) o il suo recente ciclo su Batman (Batman RIP).
Chi più, chi meno, tutti sapete bene che è un’autore molto particolare.
Il suo modo di scrivere, raccontare, immaginare è molto complesso e articolato e Flex Mentallo ne è la prova.
Ci sono moltissimi piani di lettura.
La stessa vicenda non può avere una collocazione precisa ne lineare, in quanto tutto (personaggi, ambientazioni, fatti) si svolgono sia in più dimensioni di realtà assolutamente distanti fra loro e sia avanti ed indietro nel tempo stesso.
Come da manuale, però, nulla è lasciato al caso.
Tutto ha un preciso significato. Ogni dettaglio ha la sua influenza.
Come un puzzle, alla fine tutto combacia… o quasi…

Già il titolo è emblematico di tutto ciò…  “Flex Mentallo: After the Fact” (“Flex Mentallo: Dopo il Fatto”) ha un duplice significato: quello banale “dopo il fatto”, che indica la volontà del protagonista a trovare il suo ex-compagno che, seppur lasciandogli strani messaggi, gli sfugge sempre (il Fatto, appunto), e quello (ben più importante) di “dopo la realtà”, che sta ad indicare come l’intera storia non sia ambientata in un unico mondo, ma piuttosto sia spezzettata in più universi paralleli e realtà alternative, che spesso riesce difficile distinguere.

Flex Mentallo, è un fumetto che è un’esplicita dichiarazione d’amore non solo verso i fumetti in generale, ma verso un modo preciso di fare fumetti e di immaginare gli eroi.
Modo che oggi non c’appartiene più.
Per questo, i lettori che potranno cogliere questo messaggio d’amore saranno solo quelli che hanno passione e dimestichezza con questo mondo. I lettori occasionali o i ragazzi che da poco si sono avvicinati a questa passione non sono sicuro capiscano completamente in messaggio morrisoniano.
Non perché siano stupidi o quant’altro… semplicemente perché si necessita di conoscenze storiche e stilistiche non solo dei fumetti odierni, ma soprattutto di quelli passati.

Se avete, perciò, un bagaglio culturale fumettistico abbastanza ampio, potrete notare, già durante la primissima lettura, che gli stili delle 4 parti in cui è diviso il fumetto, sono nettamente differenti.
Tutto ciò è voluto dall’autore stesso, che opera una sorta di excursus storico fra i vari trend che hanno caratterizzato il mercato dei supereroi: il primo numero simboleggia la golden age, il secondo la silver age, il terzo l’età del revisionismo (che ricalca parecchio le atmosfere di Watchmen) ed infine l’ultimo l’epoca moderna.

La prima cosa che ho pensato durante la lettura, e subito dopo averla finita, è che con Flex Mentallo, Morrison attua una sorta di contro-revisionismo del fumetto.
Avete presente gli anni 80?
Bene… come tutti un po’ sanno, in quel periodo storico, autori come Alan Moore, o Frank Miller, attraverso le loro opere, diedero il via a quello che chiamiamo “revisionismo supereroico”. (emblematica è, a questo proposito, la chiarissima citazione della terza copertina di Flex Mentallo al Ritorno del cavaliere Oscuro)
In pratica, cambiò radicalmente il modo di fare fumetti.
Storie fantasiose ed eccessivamente fantascientifiche e puerili si caricarono di tematiche reali, cupe, violente.
Se da una parte tutto ciò ha portato una grandissima innovazione (con opere memorabili) ed ha “aggiornato” il genere ai tempi odierni, dall’altra ha cambiato radicalmente l’essenza degli eroi.
Flex Mentallo è un fumetto che, attraverso Wally Sage, reclama disperatamente un mondo che dopo questa “rivoluzione” non esiste più. Un mondo in cui gli eroi sono diventati anti-eroi, con la loro carica di violenza, cinismo, drammaticità.
Pensati e disegnati per trasmettere, con le loro tutine attillate, anche un perverso messaggio sessuale.
Eroi cupi, che si sono fatti portavoce di messaggi di morte e pessimismo.

“Quelle terribili fanzine sulla bomba; quando sei piccolo all’inizio ti sembrano fumetti, ma non è così.
Sono tutte facce urlanti di Hiroshima, città in fiamme.
Pensavo che Dio fosse uno scheletro e il tuono fosse il rumore del suo treno di ferro nero.
La guerra… l’apocalisse…

Per me erano i fumetti dell’inferno.

 

Qualcosa mi ha davvero incasinato.”

Tutto questo ha distrutto l’immaginazione, i sogni, le speranze del bambino Wally.
Il suo mondo idilliaco, avventuroso, e magnifico con cui era sempre cresciuto, ora non esiteva più, scalzato dalla cruda realtà del mondo, in cui tutto è impregnato dalla paura della morte.
Per questo Wally Sage ha deciso di farla finita con la sua vita. Di uccidersi.
Non si muore solo fisicamente. Quando i tuoi sogni vengono uccisi, muori anche tu.

“Il mondo era finito.
Mi è successo qualcosa, qualcosa di peggio della bomba, ed è morto tutto.
Mi ci è voluto finora per capirlo.
Solo al mondo.
Solo in camera mia.

 

Ora i supereroi sono incasinati come i rifiuti della società che li scrivono e li disegnano e li leggono.
Tutti gli eroi sono in terapia e non resta nessuno che si preoccupi di noi”

Per questo Morrison reclama un’idea di Eroe e di eroismo tipica della Golden Age.
Sono loro i veri eroi. Sono loro che facevano sognare intere generazioni.
Solo loro, con i loro significati positivi, così perfetti e invincibili, hanno la possibilità di salvare il mondo da tutta la schifezza che c’è, e renderlo un posto migliore.
Perché attraverso questi EROI noi stessi siamo migliori.

Per cercare di trasmettere quest’immagine di bellezza perduta, e le conseguenze che ne ha portato, Morrison sviluppa la storia secondo almeno 4 diversi livelli di realtà:
1- La realtà di Wally Sage (che poi non sarebbe altro che l’alter ego dello stesso scrittore, che si impersonifica nel personaggio, per descrivere una situazione che gli appartiene direttamente)
2- La realtà fumettistica creata dallo stesso Wally Sage, in cui crea Flex Mentallo, il Fatto ecc (il fumetto in cui è stato creato l’eroe)
Questi due livelli si sovrapporranno durante la parte in cui Flex è nell’ufficio del tenente a pagina 7 del primo capitolo.
Si sovrapporranno ancora a pagina 11. Sembra che Wally Sage abbia provato una chiamata “inter-livello” al tenente.

3- La realtà intermedia, in cui i poteri mentali di Sage, hanno fatto uscire Mentallo dal fumetto, trasportandolo nella realtà.
Questa realtà si sovrappone con la 1 realtà, nel primo capitolo a pagina 15.
4- La realtà parallela (probabilmente un’altra terra) in esiste Lord Limbo, e in cui gli eroi sono veri, ma che viene distrutta dall’assoluto. Così per salvarsi gli eroi creano una sotto-realtà rinascendo come idee nella mente del piccolo Wally Sage (non so se definirna un’altra realtà)

Se dopo questo piccolo riassuntivo avete una qualche sensazione di dejavu con il megaevento DC “Crisis on the Infinite Earths” sappiate che non avete sbagliato. Credo che anche questo sia un piccolo omaggio verso quella storia.

In realtà molti sostengono che ci sia anche un altro livello di realtà nel racconto: il livello di “Grant Morrison autore” e di noi lettori. Questo è ipotizzabile tramite un piccolo particolare: il fumetto in cui nacque Flex, disegnato da Sage, era stato fatto con una penna verde.
Il tema del verde, torna molto spesso all’interno della storia:
– Il block notes di Flex a pagina 3 è verde
– Il fascicolo che tiene in mano il Tenente a pagina 7 è verde
– L’archivio, nella stessa pagina, in cui sono contenuti oggetti palesemente riferiti a personaggi famosi DC, come Flash, Lanterna Verde, Starman, è verde
– Il biglietto del Fatto, a pagina 8, è sporco di verde
– Le stanze della scuola, a pagina 16-19 sono verdi
– La luce dell’ospedale a pagina 18 è verde (Wally addirittura la paragona ad un’intelligenza aliena)
– La droga krystal a pagina 10 è verde… (La droga definitiva, dona l’immaginazione definitiva, e ti fa diventare il supereroe definitivo. Il krystal consente di comprendere la correlazione tra i veri livelli di realtà: “Un posto dove vedi tutto quello che è successo… che sta succedendo, che succederà, che potrebbe o non potrebbe succedere”, permette di innalzarsi dal proprio livello di realtà e avere una coscienza completa del proprio essere finzione)

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– L’indicazione del bar dietro le foto tessere scattare al Fatto, sono scritte in verde.
– A pagina 11 del 3 capitolo La ferrovia, dopo il sottopassaggio, si perde in una indistinta foschia verde. (Un altro portale di passaggio verso un altro tipo di realtà?)
Tutto ciò potrebbe significare che anche il livello di realtà di Wally e di Flax è solo finzione.
Finzione creata da Morrison con la sua penna verde…

Veramente molto importanti all’interno della storia, sono i significati attribuiti all’uovo, e ai personaggi di NanoMan e MiniMiss.
L’immagine dell’uovo, è stata espressa, da molti popoli, per rappresentare l’origine del cosmo, nascita e creazione del tutto.
Nel fumetto stesso, la bomba lanciata da Facoltà X, genera la crezione di una galassia che poi va ad esplicarsi nell’uovo.
Ma non è tutto: l’uovo è anche simbolo di idea.
Ce ne possiamo accorgere nella spash page di fine 3 capitolo. L’immagine di sfondo, quella che Lotus chiama “(luogo) Dove prendi le tue idee” rappresenta effettivamente Il processo di creazione delle idee: vengono messe a punto delle uova piene di idee con cui successivamente bombardare la realtà.
Questa creazione di uova/idee è possibile tramite l’opera degli eroi NanoMan e MiniMiss. Rimpiccioliti e riprodotti a livello quantico, essi fanno parte della struttura della realtà.
Sono dovunque! Tutto esiste a partire da loro. (Ecco cosa vede il ragazzo che si droga con il Krystal a pagina 13, vignetta 5, del secondo numero.)
Senza questo loro incessante lavoro, gli eroi estinti nella loro realtà, non potrebbero manifestarsi sottoforma di idee nella mente di Wally Sage.
Il loro esistere dovunque spiega anche l’insistente presenza della mosca… Come suggerito dal disegno a pagina 8, vignetta 4 del primo numero, essa, più che un insetto, è un uomo volante in miniatura (NanoMan o, più probabilmente, MiniMiss).

Altri piccoli particolari che magari possono sfuggirvi durante la lettura:

PRIMO VOLUME

[Ultima vignetta di pagina 7] “Solo perché tu sei paranoico, non vuol dire che non lo siano anche loro” è una versione distorta del verso “Solo perché sei paranoico, non significa che non ti stiano seguendo”, tratto dal brano “Territorial Pissings” dei Nirvana (dall’album Nevermind), ispirato a sua volta da un’affermazione di William Burroughs (lo scrittore beat disse che un paranoico è colui che sa esattamente cosa sta succedendo). Quel “loro” si riferisce agli abitanti di un altro livello di realtà, possibilmente il livello del Narratore. Il significato che assume, in questo caso, è più o meno “probabilmente anche loro sono paranoici e sanno della nostra esistenza”.
[pagina 12] Casa di Mentallo. La parete dietro Flex è completamente composta da porte. Che Flex simboleggi il passaggio tra il proprio livello di realtà e quello del Narratore?
[prime vignette di pagina 13] Inizia qui la serie di omaggi a Superman. Jor-El compare sulla tv. Una citazione delle origini di Superman, ma al contrario. Il luogo d’origine di questo Kal-El è infatti il Kansas, e suo padre è un rozzo, vecchio e pazzo contadino.
[pagina 15] l’uomo con il cartello in mano, con l’esplosione atomica “he is coming” potrebbe essere un piccolo omaggio a Rorschach di Watchmen
[pagina 21] Ovvio il riferimento al Capitan Marvel della DC COMICS. Questo vecchio potrebbe facilmente essere Billy Batson, l’adolescente che può trasformarsi (invocando la parola magica Shazam) nel mortale più forte della terra. L’origine infatti è simile… e anche la parola del cruciverba potrebbe facilmente essere SHAZAM. In realtà, la parola magica “necessaria” all’attivazione di NanoMan e MiniMiss (e al ritorno degli eroi), non è Shazam ma SHAMAN, ovvero sciamano, mistico cantastorie, mediatore tra il mondo degli spiriti (l’immaginazione) e quello degli uomini (la realtà).

SECONDO VOLUME

[ultima vignetta di pagina 6] La mano di Flex è la stessa di Wally Sage. Forse Flex Mentallo e Wally potrebbero essere la stessa persona. Morrison gioca ancora una volta con le nostre idee di creatore, personaggio, soggetto, oggetto. Infiniti mondi paralleli, infinite versioni… significa che in qualche modo (e in qualche mondo) siamo tutti supereroi.
[prima vignetta di pagina 18] Un altro omaggio a Watchmen: sul marciapiede giace il cadavere di un cane col mantello. Il riferimento è al “Dog carcass in alley”, la frase del diario di Rorschach che compare sulla prima vignetta del primo capitolo del capolavoro di Alan Moore
[pagina 20-21] “Ero in una delle ultime missioni Apollo”: l’astronauta è possibilmente Ken Mattingly, l’unico a fare una camminata nello spazio in una delle ultime missioni Apollo, l’Apollo 16. In realtà, Mattingly ammise di aver visto qualcosa, degli oggetti volanti non identificati, durante la propria missione. Una cosa inquietante da notare e che circa la metà degli astronauti che parteciparono alle missioni Apollo ebbero al ritorno seri problemi psicologici, che li gettarono nell’ansia o nell’alcolismo.
[pagina 22] Secondo omaggio a Superman. L’uomo vestito di blu, stà leggendo il daily planet ed ha un vestito veramente molto simile a quello di Clark Kent

TERZO VOLUME

[pagina 6-7] Compare il Burlone, una sorta di Enigmista. Il Burlone ha già fatto una fugace apparizione (coincidente col momento del suo arresto) a pagina 7, vignetta 1 del primo numero.
Il simbolo del Burlone potrebbe essere un doppio punto interrogativo, una lampadina o anche un cuore. O un mix di tutte e tre le cose. Tutto il discorso del Burlone potrebbe essere una sorta di confessione degli autori, sull’ispirazione… “Occorre solo la giusta combinazione di elementi, un pizzico di persuasione, depistare l’attenzione”.
[ultima vignetta di pagina 8] I teppisti che stanno dando fastidio alle ragazza, sono veramente molto simili ai muntanti che infestavano Gotham City, nel Ritorno del Cavaliere Oscuro.
[seconda vignetta di pagina 18] “Quanto cazzo aveva ragione Frederic Wertham”. Frederic Wertham è lo psicologo che nel 1954 scrisse il trattato “Seduction of the Innocent” , in cui si scagliava violentemente contro i comic books, accusati di corrompere i giovani, e di guidare i ragazzini che li leggevano a una vita di violenza e deviazione morale. Pur non avendo alcun fondamento scientifico ed essendo nulla più che una serie di farneticazioni di un pazzo, il libro riscosse un grande successo. Fu proprio a causa di questi fatti che nacque il Comics Code Authority, come strumento interno di auto-controllo.

QUARTO VOLUME

[ultima vignetta di pagina 3] L’immagine della lampada a forma di luna con la quale Wally poteva leggere i suoi fumetti rappresenta, per la Legione delle Legioni, la chiave che li trasporterà in una nuova realtà.
[pagina 9-10] Wally si trova nel villaggio di ceramica all’interno della boccia del pesce. Ancora intersezioni tra vari livelli di realtà: Wally adulto incontra Wally bambino, e ricorda di aver vissuto nel passato la stessa scena, sotto forma di sogno.
[ultima vignetta di pagina 17] Svelata l’identità segreta del Cattivo: l’adolescente incazzato che c’è in ognuno di noi.  La parte di noi che induce ad allontanarsi dai comic books, che pensa che i fumetti siano roba per bambini, “stronzate”, “patetiche fantasie di potere per segaioli”.
[ultima vignetta di pagina 18] Il Narratore ha creato Flex affinché lo salvasse dagli impulsi suicidi e distruttivi adolescenziali… “Dovevo saperlo quando l’ho creato. Dovevo saperlo quando ero piccolo. Flex non ci avrebbe mai abbandonati”.

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[ultima pagina] “Ultima chiamata per il volo 230” si riallaccia alla prima pagina del primo numero (vignetta 8). Forse anche l’ultima domanda sollevata nel corso della storia ha una sua risposta. Qual è la più grande burla messa a segno dal Burlone (pagina 7, vignetta 3 del terzo numero)? Che sia la realtà? Quando credevamo di aver capito tutto, Morrison si burla di noi…



Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini