Action Comics #775

Scritto da Marco Cecini il 21 ottobre 2009 in Fumetti DC Comics e Superman con nessun commento

act775

Testi: Joe Kelly
Disegni: Doug Mahnke and Lee Bermejo
Edizione originale: ACTION COMICS #775 March 2001
Edizione italiana: Superman Tp 7, ed. Play Press, Superman, i classici di repubblica.

È una costante della vita chiedersi quale sia il limite delle cose. Nel mondo della giustizia e del diritto poi è forse il cardine stesso di qualsiasi presa di posizione. Questo scontro di vedute si è più volte riflesso anche nel mondo dei fumetti di super-eroi. I personaggi che da sempre si sono fatti simbolo di una via alternativa, con regole ben precise che non vanno mai superate, si scontrano con quei personaggi che tolgono il velo di positività dalla realtà e la affrontano per quello che è.

Il mondo è malato, Kent. La gente richiede cure drastiche, basta prediche e acqua ossigenata.  Superman è morto.  Lunga vita all’Elite.”

In questa storia si assiste al confronto fra ciò che rende Kal-El Superman, e ciò che rende l’Elite la squadra definitiva della lotta contro il male.
Superman vuole combattere il male con il bene. Vuole mostrare che non basta combattere il male per estirparlo dagli altri, ma bisogna farlo dalla parte giusta per estirparlo da noi stessi.
L’Elite invece si propone come cura interna, capace di togliere “il cancro” dalla società seguendo le stesse regole del cancro. Sono marci quelli dell’Elite, godono a menare le mani, a portare violenza, sanno benissimo di essere un virus anche loro, ma il loro scopo è di combattere il cancro proprio con un attacco virale.
Il fine giustifica i mezzi. La gente ha bisogno di sentirsi sicura. Le soluzioni apportate dal metodo Superman, non portano a nulla di definitivo. Presto o tardi il problema si ripropone.
L’Elite invece propone di estirpare il problema affinchè non abbia più neanche la capacità di riproporsi, qualora lo desiderasse.

Hanno potere, e pretendono il loro spazio. Se lo prendono e non accettano intromissioni.
Quando Superman attacca, loro sono contenti perchè non aspettano altro.
Lo scontro è inevitabile. È uno scontro di potere, dove il potere non è quello strettamente fisico, bensì quello ideologico.
Il mondo di cosa ha bisogno? Di eroi, o di bisturi chirurgici?
Per Manchester black non c’è il bianco e il nero, ma solo tanto tanto grigio.
E questa è forse la più grande delle lezioni che Superman comprenderà da questo singolare personaggio. Il grigio. La via di mezzo fra il nero e il bianco.
Che non è facile da comprendere e accettare neanche per chi dice di vederlo.
Bisogna adattarsi, e accettarlo.
A volte invece si soggiorna nel grigio solo in attesa di raggiungere il bianco o il nero.

In questa storia Superman darà la sua soluzione. Abbracciando il grigio, la via di mezzo. Fra eroi e bisturi chirurgici, Superman sceglierà gli eroi capaci di usare consapevolmente i bisturi chirurgici.
Dove Black avrebbe ucciso e squartato, recidendo come un bisturi, Superman decide di intervenire con consapevolezza. Colpisce ciò che c’è da colpire. Eventualmente estrae tutto ciò che potrebbe creare un problema irrisolvibile, ma non spazza via il problema totalmente.
Superman spiega come l’odio, la rabbia e la vendetta siano strade semplici, mentre il controllo e il rispetto siano strade difficili, che richiedono intelletto e umiltà.
Laddove l’arroganza spiana le porte della scusabilità, l’umiltà ti costringe a rivedere le tue posizioni, a non accettare la via più semplice, a migliorarti e a renderti migliore. È una via più lunga. Ma diversa.

Black non accetta la sconfitta perchè dal grigio da dove era transitato, ha poi stazionato nel nero che cercava. Una scusa per essere ciò che altrimenti non avrebbe potuto. La rabbia, l’odio e la violenza trovano la loro legittimità ad esistere nella vendetta. Sono sentimenti deprecabili che possono essere sfogati solo attraverso il canale della vendetta, che le ammanta di uno straccio che copre parzialmente la loro bruttezza.

La giustizia, il senso di giusto, il limite di rispetto e la speranza invece sono appannaggio di quelle persone che non cercano un modo per essere legittimamente violenti, criminali legalizzati.
Quando stazionando nel grigio, la luce di queste persone risulta grigia nonostante tutto, ecco che l’abbracciare l’equilibrio, porta l’eroe a non dover togliersi il mantello.

L’operazione chirurgica di Superman è la metafora dell’eroe che usa sapientemente il bisturi. Superman interviene come il vero dottore, senza provare soddisfazione nella violenza, senza esagerare, senza credere che non ci sia nulla di salvabile. Mette solo in sicurezza il tutto, toglie il peggio e permette al resto di vivere e di comprendere la sua via.
Superman è disposto a combattere all’infinito, non perchè creda  che il male sia inguaribile, ma proprio perchè è certo che alla fine qualcuno capirà.
Superman combatte per portare un esempio, per far sapere a chi crede nella giustizia che anche se difficile, uno spiraglio c’è se lo si vuole cercare.

La verità, la giustizia, e quello spirito di democrazia che Superman vuole incarnare, non sono sentimenti retorici auto-istallanti; sono una concreta battaglia di persone che sono chiamate eroi perchè scelgono queste cose, pur sapendo che saranno difficili, e le vivono con l’esempio, portando speranza nel mondo.
Superman non combatte solo il male che c’è fuori, combatte anche il male che c’è dentro di lui, come in tutte le persone…e invita tutti a fare altrettanto.

A cura di Roberto Giordano

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Informazioni sull'autore

Marco Cecini [Barry Allen]Nato a Roma, classe 1982. Appassionato, volitivo, amante di tutto ciò che è epico, eroico, e che rimanda al sapore antico e primigenio del vivere. In quanto tale, il fumetto supereroistico rientra di diritto nel novero delle sue passioni più grandi.Leggi tutti gli articoli di Marco Cecini