L’ULTIMA NOTTE

Scritto da Andrea Ruscito il 11 marzo 2012 in Fumetti DC Comics e Supergruppi DC Comics con nessun commento

Storia: Karl Kesel, Ron Marz.
Disegni: Stuart Immonen, Mike McKone.
Ed.ITA: Play Press Presenta n.1 Ed. Play Press, oppure DC Sagas n.8 Ed. Planeta DeA
Ed.USA: The Final Night TP

NOCTE

Se le profezie rappresentano degli avvertimenti per un futuro, degli anatemi a volte o semplici frasi che permettono moniti, esse nello stesso momento sono dei richiami allo spazio-tempo in luoghi, epoche o periodi definiti dalle leggi fisiche.
Prima del giorno più splendente, prima ancora delle notte più profonda, l’universo DC è stato sconvolto da un presagio molto più oscuro, un presentimento di distruzione totale e di eterno freddo.

All’origine v’era il nulla: puro, buio, fermo.
Poi giunse il caos e infine la luce; nata dalla sofferenza delle ere e dal ghiaccio eterno dell’abbraccio siderale.
Essa si scisse e fece breccia nei cuori degli esseri viventi del cosmo, alimentandone le forze, sia nel bene che non.
Ma si sa, la forma e la forza sono equilibri che non coesistono senza pesi: ecco dunque la genesi dei lumi e la creationem:

•  la Luce e il Sole divengono coevi della Terra e la loro creazione è sinonimo di Principio.

Su queste basi si poggiano gli esseri e ad essi tornano, senza mistificazioni, senza remore o scetticismi; non v’è assolutismo, solo comprensione.

Nel giorno più splendente.
Nella notte più profonda.
Il Divoratore di Soli è incombente e sfugge ad ogni ronda.
Non dubita potere alcuno.
E’ inarrestabile e non teme nessuno.

ECLIPSIS

Una antica entità che vaga nell’universo giunge in prossimità del nostro sistema solare, attaccandone con fermezza la stella primaria ed iniziando ad oscurare il suo potere, la sua luce e con essa la vita: il Sole sta morendo e il Divoratore di Soli (ecco l’appellativo dell’antico) diventa sinonimo di sventura.
Gli eroi del pianeta Terra (e non solo) si uniscono per fronteggiare una delle minacce più potenti di sempre, coadiuvati dall’esperienza già vissuta di una aliena che ha visto morire il suo universo (personale e non) e che tenta di avvisare gli abitanti del pianeta azzurro.
In poco tempo assistiamo alla scomparsa della luce e all’eterno buio: il freddo e il ghiaccio che cedono il passo all’annichilimento, alla perdita e, non in ultimo, alla morte.
E’ la fine per molti esseri che tentano di strappare il creato terreno dalle fauci dell’oscurità: Superman, il campione di Metropolis che attiva i suoi poteri dopo aver accumulato radiazioni solari sente scemare la sua potenza e, con essa, la sua possibilità di aiuto.
Gli esseri di e con luce assurgono a ruoli di fari: Alan Scott/Sentinella (all’epoca) e sua figlia Jade mostrano alcune delle possibilità che la notte hanno celato; esseri come Green Fire o Ray attingono alle proprie energie nel vano tentativo di portare la luce, come tedofori di un passato invocato e puro.
La verità è però celata in poteri differenti e in strategie diverse: se da un lato scene come la stretta di mano tra Superman e Luthor rivelano una apparente solidità di intenti d’altra parte gli esperimenti provati dalla Legione (Brainiac V, Ferro e tutti gli altri) per far desistere il Divoratore denotano una caparbia volontà ed una insolita considerazione di alleanze (particolare la scelta di incanalare molti dei poteri energetici dei vari esseri “super” in un globo, sì da ricreare in modo fittizio un Sole esca per allontanare la creatura di buio – purtroppo il tentativo fallisce meramente –).
Si arriva a contare (giustamente) i giorni che separano l’umanità intera da una fine ormai annunciata ed inevitabile: persino esseri supremi non riescono a dare battaglia a questa entità e le creature più potenti dell’universo sono impossibilitate ad intervenire (lo Spettro, Straniero Fantasma e altre sentinelle magiche) perché messe a guardia dell’essenza stessa del pianeta Terra in pericolo (Gaia sta per soccombere alla fredda e gelida morsa della morte eterna).

FIAT LUX

Nel giorno più splendente,
nella notte più profonda
nessun malvagio sfugga alla mia ronda.
Colui che nel male si perde
si guardi dal mio potere,
la luce di Lanterna Verde!

Siamo coscienti, TUTTI, del fatto semplice e chiaro che l’arma più potente dell’universo (DC) è l’Anello del Potere delle Lanterne Verdi.
Ora sappiamo anche che, dello stesso anello, esistono altre variazioni non meno potenti, ma nel momento in cui il Divoratore di Soli giunge a cibarsi della stella più luminosa del nostro sistema solare, questa/e arma/i è/sono insufficiente/i.
Il portatore dell’unico anello (e che Tolkien ce lo conceda) è Kyle Rayner, l’ultima Lanterna Verde rimasta dopo il genocidio commesso dalla follia di Hal Jordan (Lanterna prima di Kyle e leggendario leader); ed è proprio a Jordan che Rayner sceglierà di rivolgersi per tentare di strappare il velo dell’oscurità intessuto dal Divoratore, l’ombra, la zona d’ombra della fine.
Alla fine della distruzione del Corpo delle Lanterne Verdi, ad opera di un Hal Jordan sconvolto, egli attinge alle energie della Batteria del Potere (la fonte di energia della Volontà) e si trasforma in Parallax: un essere con inimmaginabili capacità.
Kyle riesce a scovarlo ai confini dell’universo conosciuto e gli spiega la situazione, Jordan sembra non volersi curare di ciò che sta per accadere e chiede di essere lasciato solo.
La riflessione che accompagna colui che un tempo fu la migliore delle Lanterne è figlia di un desiderio primordiale e non meno potente della forza di volontà: l’amore.
In nome di esso Jordan fa ritorno sulla Terra e prima di decidere se salvare o meno quel pianeta (apparentemente che non riconosce o non più suo) fa visita a tutti coloro che negli anni lo hanno accolto, incoraggiato, amato.
I principali a cui lui si accosta sono Guy Gardner, John Stewart, Carol Ferris e Oliver Queen: a Guy sceglie di far visita nel locale che ha aperto in onore dei vecchi tempi e del Corpo stesso e tra un battibecco e un altro saluta il suo vecchio compagno.
Stewart, paralitico, viene guarito da Parallax/Hal; Oliver è morto da anni e Jordan fa visita alla sua tomba e Carol è una donna su cui grava un peso non suo e un destino mai del tutto accettato (stupenda la pagina in cui Jordan la bacia sotto i fiocchi di neve e poi scompare, lasciando Carol col sapore del suo stesso affetto; incontrerà poi anche Tom Kalmaku e Ganthet).
Infine egli si presenta alla congrega degli eroi e spiega la sua strategia per porre fine alla notte: Batman, in primis, è titubante e furioso e sembra non accettare di buon grado Jordan (sono, infatti, tutti consci di ciò che Jordan tentò di fare tempo prima, ovvero manipolare le linee temporali per rimediare alla distruzione di Coast City e tutto il resto – ORA ZERO – con gravi conseguenze).

FINEM

Hal.
Il Crociato di Smeraldo e la leggenda delle Lanterne, Hal la recluta di Sinestro e Hal il prescelto di Abin Sur, la speranza dei Guardiani e il protettore del settore spaziale 2814.

Hal Jordan della Terra.
Tu hai la capacità di vincere la paura attraverso la volontà.
Benvenuto nelle Lanterne Verdi.

Parallax si avvicina al divoratore, il Sole è ormai una stella che sta per collassate e solo l’enorme potenza di Jordan riesce nell’intento di salvare l’umanità: attingendo a tutte le energie depredate dalla Batteria Centrale di OA, Jordan assorbe l’oscurità di cui è composto l’alieno e riattiva la stella gialla rinvigorendo la vita del corpo astronomico stesso.
Jordan muore portando, per l’ultima volta, tutta la luce che poteva contenere e a cui aveva votato la sua personale esistenza.
Jordan muore generando nel creato un bagliore di luce verde a cui molti si ispireranno e redimendo la sua (presunta) follia e se stesso allo stesso tempo.
Quello che per decenni ha rappresentato la forza di volontà incarnata è anche lo stesso che in un istante ha posto fine all’anti-luce.
La Terra è finalmente salva e l’ultima notte passata.

ET PRINCIPIUM

Sebbene la storia sia concepita come un evento che raccoglie tutti gli eroi del DCU, è impossibile non soffermarsi sulla figura di Hal Jordan/Parallax e su quello che è il suo estremo sacrificio.
Hal diventa una figura divina mentre accresce il suo potere e porta battaglia alla creatura della notte; assurge al ruolo quasi messianico e ad una rappresentazione molto forte, non a caso mentre opera sul potere del Divoratore recita per l’ultima volta (allora) il giuramento delle Lanterne Verdi, non soffermandosi sull’aspetto delle Lanterne stesse, ma su quel potere come mezzo per realizzare lo scopo a cui sta andando incontro: la salvezza.
E’ un Jordan finale quello che ci si presenta nell’Ultima Notte, un Jordan che vuole “solo sistemare le cose, come ho sempre voluto fare”, un personaggio che non ispira fiducia in Batman ma che, fortunatamente, ha l’appoggio da parte di Superman e termina la sua vita e la sua carriera di eroe proprio come aveva iniziato: emanando luce e forza di volontà, salvando vite, risplendendo.
Se nella storia siamo testimoni di un sacrificio e anche presenti al momento in cui avviene, c’è da chiedersi se la volontà di Hal è figlia della comunione nata dai tentativi degli eroi precedenti, se rappresenta le speranze e le preghiere degli esseri umani e se, quella stessa volontà, altro non è che la summa di un destino fulgido a cui abbandonarsi.
Il tempo ci ha dimostrato che Jordan è morto solo per poter poi tornare/ risorgere ma non come Spettro, bensì come Lanterna Verde ancora.


Informazioni sull'autore

Andrea Ruscito [Jor-El]Nato a Cassino (FR) e residente a Pontecorvo (FR), classe 1982. Cultore del brand mutante di Casa Marvel (gli X-Men) con specializzazione nella Forza Fenice e Jean Grey. Amante della DC Comics, vede in Superman la più grande forma di rappresentazione ed espressione del fumetto supereroistico. Tra le passioni s'annoverano la musica, la Science Fiction, il fumetto, il cinema, la poesia e la pittura. Serie tv preferita? Battlestar Galactica!Leggi tutti gli articoli di Andrea Ruscito