Multiversity N.9

Scritto da Antonio Gatti il 5 dicembre 2015 in Fumetti DC Comics con nessun commento

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MULTIVERSITY N.9

di Grant Morrison, Ivan Reis, Joe Prado
Contiene: The Multiversity #2
16,8×25,6, S, 64 pp, col.|€ 4,50
Ed.RW-Lion

Ben ritrovato, o eccelso lettore, a questa analisi finale di Multiversity la miniserie di Grant Morrison che è già un oggetto di culto per molti appassionati.
Il capitolo conclusivo della saga riprende gli eventi maturati nelle ultime pagine di Multiversity: The Guidebook (numero 6): la Legione dei Sivana, l’empia congregazione di scienziati pazzi infettati dalla Cerchia, è pronta a invadere il Multiverso, mentre la Casa degli Eroi è sotto attacco diretto da parte del membro della Cerchia noto con il nome di Macchina Infernale.

Assistiamo al ritorno online di Harbinger, l’intelligenza artificiale che presiede alla Casa degli Eroi e alle memorie dei Monitor: Harbinger chiede aiuto a tutte le Terre, mentre Macchina Infernale sta cancellando tutti i files dalla sua mente artificiale. Notiamo che il ritorno online di Harbinger richiama esplicitamente lo “spegnimento” di Ultra Comicsnell’ultima tavola del numero precedente: Ultra Comics, anch’esso un’intelligenza artificiale a suo modo, si spegne automaticamente per evitare l’infezione diretta di Terra-33 da parte di Intellectron, il membro di punta della Cerchia. Alla vignetta finale di Multiversity #8 con Ultra ormai “offline” e la didascalia disperata QUESTA E’ LA FINE seguono direttamente le prime vignette di Multiversity #9, dapprima totalmente “spente” e buie, fino a quando una nuova luce si accende e Harbinger torna online: Proprio quando pensavi che fosse tutto finito la storia va avanti, con o senza di te.

Notiamo inoltre una certa somiglianza tra l’occhio appena aperto di Harbinger e l’occhio di Thunderer, il dio del tuono aborigeno che è l’anima della lotta degli eroi contro la Cerchia. Infine anche Harbinger, come Ultra, ha un “terzo occhio” sulla fronte.

A pagina 4 ci troviamo su Terra-13, un mondo perennemente immerso in un crepuscolo magico e che per questo motivo viene scelto come terra di conquista ideale dal Sivana vampiresco di Terra-43. Sivana ha già soggiogato i supereroi del suo mondo, la Blood League (la versione vampiresca della JL) e comanda un buon numero di truppe di non-morti succhiasangue. Non ha fatto però i conti con i isupereroi di Terra-13, la Lega delle Ombre guidata dal Superdemone Etrigan, un amalgama di Superman e del demone Etrigan ideato da Jack Kirby per la DC dopo la chiusura dei titoli del Quarto Mondo. Le caratteristiche essenziali del personaggio vengono rispettate, in primis la sua familiarità con il linguaggio in rima (nella storia originale di Kirby fu proprio una poesia a evocare il demone Etrigan ai giorni nostri), ma questa versione sembra comunque molto più potente. Le fattezze dell’identità “civile” di Etrigan sembrano essere quelle classiche di Jason Blood, con un abito da sacerdote cattolico. L’invasione vampiresca viene rapidamente fermata grazie alla Lega delle Ombre e al suo membro Annataz (una versione colored di Zatanna che apparentemente ne condivide gli stessi poteri) che con un incantesimo converte la Blood League da supervampiri succhiasangue in super-bevitori di caffè. Non è un caso che, di tutte le crisi sulle varie Terre, proprio questa di Terra-13 sia stata presentata per prima e con un certo dettaglio. L’intera sequenza è una lode al potere magico della parola: di Etrigan, capace di trasformarsi in demone grazie alle rime; di Sivana che soggioga la Blood League con un incantesimo verbale; di Annataz che infine salva la situazione ancora grazie all’uso magico della parola. Non è forse questo che sta facendo anche Morrison? Provare a “incantarci” con la magia delle parole?

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Il cubo transmaterico è presente anche su Terra-13, e appartiene al Sivana di questa Terra. Dark Sivana. Nella Falsa Roccia dell’Eternità (vedere #5) la Legione dei Sivana sta organizzando l’invasione del Multiverso usando il proprio cubo transmaterico: gli ultimi due membri della Legione, Lecter-Sivana di Terra-40 e il serpente Sivana di Terra-26 devono affrettarsi perché la famiglia Marvel sta arrivando per attaccarli. Mentre la famiglia Marvel è compatta e unita, i membri della Legione dei Sivana non si fidano l’uno dell’altro; mentre il trionfo della famiglia Marvel sulla Cerchia è dovuto all’innocenza intrinseca, inattaccabile perché “inattuale”, della saga di Shazam, Lecter-Sivana rappresenta gli impulsi meno confessabili sui quali l’editoria moderna cerca di far leva per vendere: il sangue, la pornografia (l’ossessione per la “dolce” Mary Marvel).

La strana coppia di Sivana si ritrova su Terra-18, la Terra “western” dove la tecnologia è ferma al 19°secolo. Fort Sivana è stato appena espugnato e il Sivana di Terra-18 ucciso: Lecter-Sivana gli fasubito compagnia. Il piede meccanico che il serpente Sivana sputa in questa sequenza appartiene al Mini-Sivana di Terra-42, visto per l’ultima volta nel numero 6 proprio in procinto di essere ingollato dal suo animalesco alleato. Come tutti gli altri mini-eroi e villains di quella Terra anche il piccolo Sivana era in realtà una macchina (il che provoca problemi di digestione al serpente).

Ogni Terra o quasi è comunque impegnata in una Crisi. Su Terra-17, la Terra “atomica” che abbiamo intravisto nel numero 6 scorgiamo una immensa nave spaziale, recante il simbolo di Darkseid (l’omega). Gioverà ricordare che nel numero 6 il Batman Atomico di Terra-17 menziona Darkseid come nemico e dice di aver usato il cubo transmaterico per cercare il “grail” che avrebbe permesso agli eroi di Terra-17 di sconfiggere le orde di Apokolips. I pezzi del puzzle che è Multiversity vanno man mano componendosi. Vediamo inoltre il Mini-Batman di Terra-42 impiccato ad un palo: infatti come vedremo i mini-eroi di quel mondo sono tutte macchine-spia della Mano Vuota e della Cerchia.

Kamandi, su Terra-51 è alle prese con squali intelligenti; su Terra-20 gli eroi se la stanno vedendo con le conseguenze degli avvenimenti che abbiamo letto nel numero 2; su Terra-36 un redivivo Optiman in versione zombie attacca gli altri membri della Justice 9. La morte di Optiman, ucciso da Superdoomsday di Terra-45, era stata annunciata nella run morrisoniana di Action Comics per chi ha buona memoria; su Terra-26 i combattenti della Zoo Crew se la stanno vedendo con….le versioni fittizie di se stessi inventate dal fumettista Rodney Rabbit, l’alter ego di Capitan Carota. In un mondo dove regna la fisica dei cartoni animati dopotutto cosa impedisce ai fumetti di prendere vita e attaccare i loro creatori? Nel mondo pre-Crisis, lo Zoo Crew abitava Earth C mentre la JLA (Just’a lotta animals) creata da Rodney Rabbit risiedeva su Earth C-Minus; su Terra-48, dove ogni evento è un EVENTO (vedere il Guidebook) la crisi è annunciata in maniera grandiosa, a ricordare le roboanti pubblicità che fatalmente precedono ogni evento fumettistico.

Ci ritroviamo infine nel luogo in cui si sta organizzando la reazione alle varie Crisi occasionate dalla Cerchia: la Casa degli Eroi. Al lettore il piacere di collegare ogni eroe alla rispettiva Terra. Quello che a noi interessa notare è che il primo compito dei supereroi ora è liberare Harbinger dalle grinfie di Macchina Infernale. Macchina Infernale sta cancellando i file dalla memoria di Harbinger, la quale contiene tutti i dati dei Monitor, la memoria del Multiverso. Fuor di metafora, la Cerchia, l’industria contemporanea del fumetto, ritiene di potersi sbarazzare dei gravami della tradizione passata, per poter scrivere sempre da principio eventi, crossover, origini etc…etc…all’inifinito. Macchina Infernale non ha un cervello: ha un centro abitato in testa. Il suo scopo non è produrre un lavoro intellettuale, ma solo distruggere quello che è stato fatto per poi vendere tutto come nuovo in un ciclico ritorno di numeri 1 e “all-new” sui quali si abbattano con sguardo spiritato le sue infinite legioni di fanboy. E’ la macchina dell’industria. Una macchina infernale, appunto.

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Macchina Infernale ha trovato e attaccato la Casa degli Eroi perché qualcuno ha segnalato la posizione della Casa alla Cerchia. Qualcuno: ma chi? La risposta non tarda a venire: sono stati i piccoli eroi di Terra-42 . Essi vengono scoperti da Nth Metal Hawkman di Terra-44 una delle creazioni di Doc Will Tornado: grazie alla sua speciale natura di macchina costruita con circuiti di Metallo Nth, Hawkman-44 legge e processa un dato fondamentale: i piccoli eroi di Terra-42 sono le “spie” e i “giocattoli” di un essere oltre la comprensione, il nemico finale, il capo della Cerchia. La Mano Vuota. Perché la Cerchia usa i mini-eroi come spie? A mio avviso proprio per la natura semplice, infantile e innocente di questi eroi: chi non si fiderebbe di un mini-eroe che usa giocattoli come armi? E’ proprio questo uno dei punti che Morrison vuole sottolineare: l’industria contemporanea dell’intrattenimento si presenta molto spesso come family-friendly per abbassare le difese mentali dei giovani (e dei meno giovani) e introdurre dinamiche poco chiare e consumistiche nelle loro teste. Bisogna badare a chi facciamo entrare nella nostra testa, è uno degli insegnamenti di Multiversity, in fondo.

In un fumetto DC che si rispetti, non poteva mancare un ruolo importante per Batman. Per UNO dei Batman, almeno. Il Batman Atomico già visto nel numero 6 porta con sé una copia del….numero 6 stesso: il Guidebook che contiene l’elenco delle Terre e informazioni vitali sull’origine e la storia del Multiverso. Può essere usato per ripristinare la memoria di Harbinger.

Intanto su Terra-8, al Terra che ricorda la Terra-616 della Marvel, si consuma la tragedia principale: Nix Uotan, corrotto dalla Cerchia, sta combattendo gli eroi di Terra-8 e la task force guidata da Presidente Superman, un’alleanza questa che ricorda come la minaccia della Cerchia sia reale per entrambe le case editrici, Marvel e DC.

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Nix Uotan sta usando un cubo di Rubik, che ovviamente è simile ad un cubo transmaterico ma ancora più ovviamente è la versione tridimensionale di una pagina a fumetti divisa in vignette. Nix Uotan spera di risolvere il cubo in diciassette mosse la qual cosa condannerà il creato, una citazione al rovescio di quanto è successo in Crisi Finale, dove la risoluzione del cubo in diciassette mosse ha provocato la sua trasformazione in supergiudice e la riscossa degli eroi.

Ogni attacco contro Nix sembra futile, egli può apparentemente attingere a tutti punti i deboli degli eroi prendendoli direttamente da centinaia di storie.

Mentre la battaglia infuria Nix Uotan avvia il processo di Gentrification. Il termine è intraducibile in italiano, e si rifà al termine inglese con la quale è conosciuta la Cerchia: Gentry. La gentry era la piccola nobiltà inglese e, in tempi moderni, “gentrificare” significa adattare un quartiere alle esigenze delle classi benestanti, rimodernandolo e cacciando via come brutti ricordi tutto ciò che appartiene alle classi meno abbienti. Borghesizzare, appunto. Ma ogni riammodernamento, ogni pulizia o riadattamento operati su un centro abitato comporta in una qualche misura la perdita dell’anima storica di quel centro stesso. E questo fa la Cerchia coi fumetti: li “ammoderna” li mette alla portata di tutti adattandoli alle mode correnti (“Ci fanno come loro” secondo le parole di Nix Uotan), ma allo stesso tempo li condanna all’uniformità che ogni moda comporta. Alla morte. A questo proposito non è un caso che la task force inviata su Terra-8 per combattere la Cerchia sia proprio il contrario di ogni ideologia borghese benpensante e WASP (White Anglo-Saxon Protestant): un omosessuale (Red Racer), una bestia (Capitan Carota), un nero (Presidente Superman), una donna pesce combattiva (Aquawoman) un aborigeno (Thunderer). La lode alla diversità, alla diversità di pensiero, di gusti, di modo di porsi, alla diversità che è vita, mentre la globalizzazione è sterile, imposta dall’alto e avvantaggia solo chi vende perché se tutti la pensiamo allo stesso modo allora sarà più facile imporre mode che convincano tutti. Notare infine come la diversa umanità dei membri della squadra di Presidente Superman strida invece con Ultra Comics, bianco, biondo e dagli occhi azzurri. Non è un caso che a subire la gentrificazione e l’occupazione diretta da parte della Cerchia siano proprio gli eroi di Terra-7, ovverosia gli eroi del mondo Ultimate Marvel: si possono avanzare due spiegazioni. La prima è che l’universo Ultimate sia un esempio da manuale di continuity di successo quantitativo e qualitativo massacrata in seguito da “maxi-eventi” a fini di lucro senza la minima attenzione al concetto dietro la pubblicità; in secondo luogo i personaggi Ultimate rappresentano quei supereroi dal taglio cinematografico, piuttosto violento e realistico tanto criticati da Morrison.

L’unica vittoria che gli eroi riescono a mettere a segno in questo primo confronto contro il corrotto Nix Uotan è proprio di Aquawoman di Terra-11 che conficca il suo tridente nell’occhio del supergiudice. Ancora un cattivo dall’occhio ferito, dopo quello di Ultra Comics/Intellectron nel numero precedente. Come abbiamo visto l’occhio rosso indica corruzione in molti fumetti di Morrison.

Intanto grazie ai dati sul Multiverso presenti nel Guidebook la memoria di Harbinger ritorna in piena funzione. Macchina Infernale viene definitivamente sconfitto dalla famiglia Marvel che irrompe nella Casa degli Eroi in trionfo. Il destino di Macchina Infernale è quello di venire consumato dalle creature mostruose che vivono tra i mondi. Queste creature incarognite sono, secondo la mia interpretazione, i critici che si “muovono” tra più media; se Macchina Infernale rappresenta, come abbiamo visto, il lato più consumistico dell’industria, egli è inattaccabile fino a che tiene salda la presa sulle sue prede; ma non appena viene scalzato dal trono, ecco che anche il più potente tra gli editori di grido può essere massacrato e consumato dalle critiche che sembrano quasi uscire, anche graficamente nel nostro albo, dagli schermi.

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Intanto su Terra-8 il dramma raggiunge il culmine. Sono Red Racer, Mr.Stubb (la scimmia antropomorfa di Nix Uotan) e Capitan Carota (o meglio la sua testa) che ribaltano la situazione; Mr.Stubb intuisce che Nix Uotan, pur infettato, ha orchestrato un modo per ritorcere il piano della Cerchia contro la Cerchia stessa; Capitan Carota e Red Racer capiscono che i fumetti sono la chiave di svolta. Procediamo con ordine per capire la sequenza: il cubo di Rubik, che Nix Uotan risolve in un numero di mosse inferiori a quelle usate in Crisi Finale (15 contro 17), è il cubo transmaterico definitivo che sincronizza simultaneamente tutti gli altri cubi, e in grado di aprire tutti i cancelli in tutte le direzioni del Multiverso; d’altro canto, come già notato, il cubo di Rubik risolto è decisamente simile a una pagina di fumetti tridimensionale, divisa in griglia di vignette. Secondo il piano della Cerchia, il ruolo di Nix Uotan infettato è quello di risolvere il cubo di Rubik e quindi sincronizzare tutti i cubi transmaterici simultaneamente aprendo le porte del Multiverso all’invasione diretta della Cerchia. Ma la porta si apre in entrambe le direzioni –un leitmotiv presente in tutta la miniserie- e se da una parte la Cerchia può invadere ora tutte e 52 le Terre, è vero anche che ora gli eroi di 52 Terre possono convergere nel punto di crisi e sconfiggere la Cerchia a loro volta. Abbiamo visto nel numero 1 che Nix Uotan ha scelto come arma per combattere la Cerchia i fumetti e sono proprio i fumetti ora che respingono l’invasione multidimensionale da parte di forme di pensiero indipendente (la Cerchia). Fuor di metafora, la Cerchia (l’editoria “corrotta” dal punto di vista di Morrison) tenta di manipolare gli autori (rappresentati da Nix Uotan a mio avviso) affinché “gentrifichino” (cioè massifichino, globalizzino, rendano tutto uniforme e  “alla moda” bandendo le diversità) l’industria del fumetto supereroistico affinché proprio essi, gli editori corrotti, la Cerchia, possano infiltrarsi e diffondere i loro perversi messaggi in quanti più “mondi” (cioè storie a fumetti) possibile. La salvezza può venire solo se i personaggi che si cerca di “massificare” hanno un’identità talmente forte da resistere al tentativo di appiattimento. Ci riuscirà questo nuovo multiverso DC?

Un ruolo importante nella sequenza viene giocato da Red Racer, il Flash omosessuale di Terra-36: egli grazie ai suggerimenti di Stubb e Capitan Carota legge tutta la serie di Multiversity in un batter d’occhio (letteralmente!) e capisce che i fumetti, l’arma scelta da Nix Uotan per combattere la Cerchia, sono la chiave dell’S.O.S. cosmico. Se i fumetti sono messaggi multiversali, dal momento che la finzione di un universo è la realtà di un altro, allora ciascun numero di Multiversity dettaglia la storia dell’invasione della Cerchia e contiene la chiave della vittoria rivelando la parola che controlla i cubi: S.O.S. Tutto ciò permette a Red Racer di arruolare un esercito di Flash di più mondi che riesce a liberare Nix Uotan dalla maledizione della Cerchia. La sequenza è un chiaro omaggio alla centralità di Flash in tutte le crisi del Multiverso DC, che Morrison ha puntualizzato in più occasioni e che questa volta celebra proprio solennemente rinverdendo il mito di Flash in maniera coerente e rispettosa delle tradizioni (ci sono anche le “notizie Flash” come nei vecchi numeri della Silver Age).

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Dopo aver goduto L’IMMENSA soddisfazione di vedere Thunderer fare finalmente un sedere tanto a Intellectron e essersi beati della sconfitta degli altri membri della Cerchia, ci viene da constatare insieme a Presidente Superman che la vittoria è stata un po’ troppo facile. Tutto qui? Due cazzotti e via? No. Rimane da capire chi c’è dietro tutta la storia: dalla porta di un edificio, che una volta era Lord Macerie, arriva un “segnale”. Viene da Terra-7 la prima Terra a essere stata invasa dalla Cerchia e l’unica ad essere stata da essa completamente distrutta. Finalmente incontriamo il capo che sta dietro la Cerchia.

Assiso su un trono fatto di rovine e macerie, l’immensa creatura è circondata da decine di Intellectron, Lord Macerie, Lady Spietate, Macchine Infernali e Demogorgunn. Analizziamo la fisionomia della Creatura: egli porta sulla fronte il simbolo di Terra-33, un fumetto aperto stilizzato già simbolo di Ultra Comics. Non ha nome, non ha volto, potrebbe avere le fattezze di chiunque salvo per quelle mostruose corna che ricordano il demone Trigon apparso su New Teen Titans e subito macchiatosi dell’omicidio di una bambina (così come Intellectron ha spietatamente eliminato i bambini che hanno deciso di seguire Ultra Comics nel numero 8: non è un’industria per giovani….d’altronde gli adulti hanno in genere le tasche più gonfie giusto?).

Non vi riconoscete o fidi lettori? La Mano Vuota siete voi, siamo noi. La mano piena serve a tenere la penna per scrivere o digitare o altro: la mano piena crea; la Mano Vuota è quella che usiamo per girare la pagina. La Cerchia, l’editoria corrotta, ci costruisce il trono, ci blandisce perché alla fine siamo noi, con i nostri soldi con i nostri gusti che decidiamo il successo o meno di un’impresa editoriale. La Cerchia costringe persino gli autori a inchinarsi davanti al nostro trono, a venire incontro a quelli che secondo loro sono i nostri gusti, esattamente come Nix Uotan è stato costretto a inchinarsi davanti al trono della Mano Vuota (ricordiamo che Nix Uotan simboleggia la creatività dell’autore). Se una delle idee più stimolanti di Morrison è quella che tutto ciò che immaginiamo esiste davvero in un’altra prospettiva dimensionale, allora dal punto di vista dei personaggi, il lettore è come un dio; perché, certo, l’autore inventa e l’editore vende, ma se il lettore non apre il fumetto con la sua Mano Vuota allora il personaggio in questione non prenderà mai vita nella nostra testa. Ecco perché il nome della creatura non si può pronunciare: essa ha migliaia di nomi, i nostri. Ecco perché il volto non si può realmente scorgere, esso ha migliaia di facce, le nostre.

La Macchina dell’Oblio che la Cerchia sta costruendo è, come abbiamo visto in Ultra Comics, il fumetto spersonalizzato, massificato, che rompe la complicità intima tra personaggio e lettore, non arricchisce ma serve solo a consumare le nostre preziose ore mortali. Ma è questo che i lettori vogliono ora, essi non sono meno corrotti dei loro editori, anzi lo sono forse di più; per questo non hanno nulla da temere dagli eroi del Multiverso-3, perché per ora questi eroi non hanno la forza di creare un legame personale col lettore che spezzi il meccanismo perverso della Macchina dell’Oblio costituendo una lettura non solo alla moda o di svago, ma che arricchisca e ispiri. La Macchina dell’Oblio è definita il capitolo finale della storia infinita dei supereroi in riferimento al fatto che per attirare l’interesse su un’industria in costante declino gli editori sono costretti ciclicamente ai reboot, veri e propri capitoli finali di una determinata continuity, che ne generano però successivamente un’altra senza soluzione di continuità. Fino a che non sorgeranno eroi migliori e lettori migliori, che dovranno ispirarsi reciprocamente (“la porta si apre in entrambe le direzioni”) questo circolo vizioso non sarà mai spezzato. Le legioni a cui la Mano Vuota fa riferimento sono a mio avviso le legioni di autori in attesa di un’indicazione, da parte dei lettori (cioè delle vendite), del momento giusto per il prossimo reboot: nel frattempo essi si cibano delle carcasse dei precedenti multiverso, saccheggiando le idee (e i profitti) da essi precedentemente generati.

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Quindi la Mano Vuota è un avatar di noi lettori, esattamente come lo era Ultra Comics; ma un avatar infettato dalla Cerchia che lo ha prima corrotto e poi eletto a sovrano onnipotente perché, di fatto, senza di noi neppure la Cerchia potrebbe vivere. Come Ultra Comics anche la Mano Vuota ha un simbolo sulla fronte: ma se il simbolo di Ultra, l’Ultragemma, era un vero e proprio terzo occhio, immaginazione in forma solida che permetteva il collegamento personale tra noi e il personaggio, la Mano Vuota ha un simbolo standardizzato e impersonale, il simbolo di Terra-33, quasi un “brand”.

La Mano Vuota dopo aver precisato che sarà lui a decidere il momento del prossimo scontro con gli eroi del Multiverso-3 rispedisce tutti alla Casa degli Eroi dove Presidente Superman presiede alla creazione di un nuovo team di supereroi provenienti dalle più disparate Terre: Giustizia Incarnata, squadra che sarà preposta ad affrontare minacce di livello multiversale. Ancora una volta viene precisato che la natura della minaccia proviene da Terra-33 e ancora una volta appare Ultra Comics, nelle mani di Presidente Superman. La natura della maledizione di Ultra Comics l’abbiamo vista nella recensione del numero 8, comunque riassumendo: Ultra col suo sacrificio riesce a chiudere Intellectron nella “scatola” (il fumetto)La Cerchia fallisce l’assalto diretto a Terra-33 e allora cerca di entrare nella nostra testa indirettamente, infettando gli altri one -shot di Multiversity tramite Ultra Comics, il che rende necessaria la creazione di Ultra Comics per proteggere la nostra mente. In questo senso la serie stessa è un loop, che può essere spezzato solo dalla nostra “ribellione” all’apatia e al male.  Riusciremo ad essere all’altezza del compito assegnatoci?

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Il finale vede le celebrazioni in onore di Nix Uotan, il monitor che ha salvato il Multiverso grazie alla fiducia che ha avuto nei fumetti, scelti da lui come arma per ribaltare la sfida con la Cerchia. E i fumetti ora lo celebrano. In una bella splash page vediamo un grande numero di eroi (e qualche villain: spicca per esempio la presenza di Superdoomsday!) . Abbiamo la conferma che la voce narrante nelle didascalie dal carattere solenne è sempre di Harbinger che registra l’accaduto nei suoi file, il tutto va a comporre un nuovo capitolo nella storia del Multiverso: anche nel numero 6 sono apparse le stesse didascalie proprio mentre Kamandi comincia a leggere la storia degli albori del Multiverso.

800 dollari: è questa la ricompensa che Nix Uotan chiede ai supereroi per il suo contributo, i soldi necessari per pagare l’affitto. Il volume si conclude con una mano piena, quindi. Di soldi. Nix Uotan ora rappresenta forse la possibilità, la necessità di trovare un compromesso tra esigenze artistiche e narrative e il lucro, perché comunque la DC è un’impresa il cui scopo è il guadagno. In questo caso Nix Uotan sembra dire che si può guadagnare anche, anzi forse si può guadagnare DI PIU’, trattando gli eroi e i fumetti (e i lettori) con rispetto e con desiderio di veicolare messaggi importanti tramite essi. In fondo la vita prospera dappertutto, in ogni luogo, se gliene si dà l’opportunità, questo ci dice l’ultima pagina: quindi perché non dovrebbe fiorire anche nella nostra testa? E’ per questo che dobbiamo essere cauti quando facciamo entrare idee e messaggi nella nostra testa: possono fiorire e prendere vita dentro di noi e se sono brutte idee inevitabilmente le conseguenze saranno tristi; se sono idee in grado di ispirarci invece, potrà nascere qualcosa di grande dentro di noi.

Infine c’è la possibilità che Nix Uotan si sia sognato tutto: lo vediamo svegliarsi senza ferita all’occhio, circondato da numeri di Multiversity, da un cubo di Rubik e da una scimmia pupazzo non certo animata. Ma conta realmente qualcosa? Se quanto abbiamo detto sul fatto che i pensieri e le idee hanno vita propria conta davvero se i fatti si sono svolti in qualche terra alternativa o nella testa di Nix? O magari nella nostra?

Chiudiamo parlando del disegnatore Ivan Reis. Ha fatto un lavoro spettacolare, su un albo oggettivamente difficile. Manca in questo numero il pathos e la sofferenza che Mahnke ha saputo imprimere a Ultra Comics lo strano e perseguitato eroe di Terra-33, ma in compenso ci sono scene di azione a bizzeffe e un simbolismo allegorico, meta-fumettistico nonché un serrato confronto con le splash pages di George Pérez su Crisis. Non credo Reis abbia vinto il confronto con quell’inarrivabile modello di “arte multiversale” (chiamiamola così!) però le sue rappresentazioni della Cerchia, della Mano Vuota e del Nix Uotan corrotto difficilmente escono dalla testa. Ha saputo seguire alla grande il complesso quadro meta-fumettistico ordito da Morrison e questo è sicuramente un merito non da poco.

A cura di Antonio Gatti