Humpty Dumpty

Scritto da Giuseppe Urso il 11 febbraio 2011 in Manicomio Arkham e i nemici di Batman con nessun commento

Cover di "Arkham Asylum: Living Hell #3"

Vero Nome Humphry Dumpler
Status Attivo
Occupazione Sabotatore
Affiliazioni Avvistato tra le file della Secret Society of Super Villains di Alexander Luthor.
Armi ed Abilità

La mastodontica mole, un ammasso di grasso, gli consente di possedere una resistenza fuori dal normale. Stesso dicasi per la forza muscolare.

Tendenza a rimettere insieme tutto ciò che gli appare rotto.

Base Operativa Gotham City

“Se la vita è sempre peggio, vuol dire che il presente non è mai così male?”

– Ciò che rotto è, può essere aggiustato
In una rogue gallery che conta ormai pressoché infiniti battaglioni di villains, dai pesci più grandi a quelli più piccoli, riuscire a ritagliarsi un proprio spazio pare diventare sempre più difficile. L’emergere dal gruppo, per originalità o complessità, un’impresa non da poco. La quantità è soverchiante, e molte sono state le strade già percorse.
Paradossalmente, poi, quando un’idea è trovata, anche il suo utilizzo può, a volte, risultare altrettanto difficoltoso; proprio per la sua estraneità ai profili più comuni. E’ il caso, per esempio, del “buon” Humpty Dumpty, all’anagrafe Humphry Dumpler.
Frutto dell’inventiva dello scrittore Dan Slott e del disegnatore Ryan Sook, che per primi lo hanno utilizzato su “Arkham Asylum: Living Hell”, nonostante il nome, ben poco il personaggio ha da spartire con l’omonimo carrolliano (una delle tante creature da Alice incontrate al di là dello specchio), in realtà, a sua volta, creazione folcloristica ben precedente.
Tutto ciò che li accomuna è infatti l’aspetto: l’uno un vero e proprio uovo, l’altro quanto di più vicino ad un uovo un essere umano potrà mai essere: grasso, talmente grasso da risultare tondo, e con una forma del cranio che non suggerisce altrimenti.
Ma l’originalità non risiede certo nella lontana verosimiglianza con l’aspetto di un personaggio della letteratura per ragazzi, quell’universo creato da Lewis Carroll, al quale il batverse, in una sorta di bizzarro legame, si è sempre (e continua a farlo) ispirato. No, si va oltre. Con un criminale che, in realtà, criminale non dovrebbe essere, per via di un animo certamente buono e paradossalmente puro. Puro ed ingenuo come quello di un bambino. Ma anche pericoloso, perché grande fatica sembrerebbe fare nel riuscire a distinguere ciò che è bene da ciò che bene non è.Ogni cosa può essere riparata
Incapace infatti di vedere o anche solo concepire il male, Humpty Dumpty vive immerso in un perpetuo ottimismo, reo di fargli credere che tutto, a questo mondo, “può essere riparato”, dall’oggetto difettoso alla persona cattiva. Non curato, bensì proprio riparato. Smontato e rimontato. Letteralmente.
Vittima di un’infanzia difficile, conseguenza di una serie di sfortunati incidenti e delle cure non certo amorevoli di una perfida nonna bisbetica, l’ingenuo Dumpler si è ritrovato ben presto aggrappato alla speranza di poter “aggiustare” ciò che tanto brutto ai suoi occhi appariva.
Un treno non poteva davvero aver saltato una fermata, la sua fermata, costringendolo così ad arrivare in ritardo. Un bancomat non poteva non avergli permesso di ritirare quanto gli era necessario per acquistare ciò che serviva. La nonna non poteva trascorrere il suo tempo ad insultarlo e picchiarlo. Non era giusto.
Tutto ciò, per un individuo impossibilitato ad accettare l’idea che qualcosa, nel mondo, potesse non funzionare, essere rotto, o che qualcuno potesse possedere un animo marcio e perfido, era del tutto inconcepibile. Da qui l’essere soprannominato “Humpty Dumpty, il super sabotatore di Gotham”. Da qui l’omicidio della vecchia tutrice: “Lei era così orribile. Qualcosa dentro di lei doveva essere rotta. Così l’ho smontata e l’ho rimessa insieme”. Da qui l’arresto e l’internamento.
Ogni cosa rotta sembrerebbe quindi poter essere aggiustata. A Humpty Dumpty l’arduo compito di farlo.

Humphry Dumpler-Paziente modello
La palese unicità del criminale, la sua totale estranietà ai classici standard con i quali si è soliti alimentare la bat-rogue gallery, ha sempre reso Humpty Dumpty quanto meno troppo impegnativo per essere inserito all’interno di una trama che potesse garantirgli un ruolo di spicco.
In fondo Dumpty non ha nemmeno mai manifestato alcuna ostilità nei confronti del Dinamico Duo e della città da loro protetta. Tutto ciò che si è sempre propugnato di fare è stato aggiustare ciò che rotto era.
Non stupisce, quindi, come poche siano state le apparizioni attive, da protagonista, limitandosi piuttosto ad una scia di comparsate durante quei periodici viaggi all’interno delle mura dell’Arkham Asylum che tanto gli scrittori batmaniani amano fare.
Lì, nella propria cella, perlopiù impegnato a rimettere insieme i pezzi di un pupazzo rotto, di uno specchio infranto o di un foglio strappato, se ne sta allora la corpulenta figura del signor Dumpler, tra tutti i pazienti del manicomio, il più quieto e ubbidiente.
Tra tutti, forse il solo che sia talmente pazzo da considerare quel luogo di sofferenza come una vera casa. La sua vera casa.

Cronologia delle Apparizioni


Informazioni sull'autore

Giuseppe Urso [Cappellaio Matto]Teinomane patologico, collezionista compulsivo di inutilità, ospite occasionale dell'Arkham Asylum. Non proprio una bella persona, insomma. Con la testa perennemente rivolta al passato, sogna un futuro da rigattiere. Nel frattempo, trascorre le sue giornate a guardare documentari su History Channel, organizzare tea-party e prendere qualsivoglia decisione dopo un bel tiro di dadi.Leggi tutti gli articoli di Giuseppe Urso