Chiude la Wildstorm!

Scritto da Iago Menichetti il 22 settembre 2010 in Fumetti DC Comics con nessun commento

Al funerale del tuo migliore amico…

Perentorie le parole della stella del fumetto Jim Lee. Entro dicembre, con gli ultimi numeri di WildCats e Authority, le sue due serie di punta, il Wildstorm Universe chiuderà.

A dirla tutta questo non è proprio un fulmine a ciel sereno per chi segue  attivamente la scena del comicdom statunitense, visto che l’universo immaginato da Jimbo e Brandon Choi nel lontano 1992 vivacchiava  in condizione comatose ormai da molto tempo.

Il 2006 doveva essere l’anno della redenzione: la stella  della DC  Comics Grant Morrison prese le redini di Authority e Wildcats per quello che, coadiuvato da Gene Ha e Jim Lee alle matite, doveva essere un rilancio in pompa magna dell’universo tempestoso. Purtroppo le cose andarono male e il progetto si arenò, Morrison non riuscì nella sua missione redentrice e toccò a Keith Giffen tappare le falle.
Negli ultimi anni la Wildstorm aveva nuovamente provato a stupire: condotta da talentuosi professionisti come Abnett e Lanning o Christos Gage si era imbarcata nell’ambizioso progetto World’s End , con l’obiettivo di scuotere dalla fondamenta tutte le sue testate. Ma anche in questo caso i risultati, almeno al boxoffice, non sono stati soddisfacente.

Nel panorama fumettistico americano moderno, con le sue vendite risicate e le poche certezze rimaste,  questo fatto non è altro che una naturale conseguenza delle logiche di mercato, ma per chi scrive questo articolo, l’effetto è pari alla perdita di un amico di lunga data.

I WildCats, fumetto simbolo della Wildstorm anni '90Certo, la Wildstorm aveva avuto i suoi momenti di splendore, aveva visto sbocciare e crescere quel fiore sporchissimo ma tremendamente affascinante di Warren Ellis (che per la Wildstorm ha firmato serie come Stormwatch, Authority o Desolation Jones), aveva conosciuto la fastosità di Alan Moore (incantevole il suo ciclo dei Wildcats, per non parlare del progetto America’s Best Comics), l’acidità corrosiva di Mark Millar (straordinaria la sua Run di Authority) o l’ammaliante vena romantica di Kurt Busiek (Astro City), ma non sono questi i motivi che mi fanno piangere la scomparsa di questo universo. La Wildstorm era una delle icone del fumetto anni ’90: Sia nel  periodo in “Team-Up” con l’Image, durante  l’indipendenza artistica, oltre che commerciale, e la sua maturazione stilistica, aveva caratterizzato un pezzo di storia del fumetto che ora andrà irrimedibilmente a mancare. Mi piaceva “spaccare i culi” insieme a Jack Hawksmoor, assistere alle spacconate di Cole Cash/Grifter o alle macchinazioni di Henry Bendix, mi ero affezionato a questi personaggi: al Team 7, agli Wetworks e a tutti gli altri tipici marines “stereotipati” che popolavano questo mondo.
Non era il più ricco degli universi, quello fatto meglio o sviluppato a dovere e sicuramente non poteva competere con la varietà del Marvel e del DC Universe, ma aveva il suo stile, Si era fatto voler bene nel tempo da tanti ragazzotti come me e poteva vantare tra le sue fila di fan anche molti scrittori affermati.

Chiaramente le storie che ci sono rimarranno ben salde nella mente ( e nella biblioteca) di ogni affezionato e nessuno le potrà mai portare via, Quella che invece si perderà sarà la soddisfazione di ritrovare un vecchio amico ogni volta che ci si sedava a sfogliare un albo nuovo.


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Iago MenichettiFilosofo del Fancazzismo militante.Leggi tutti gli articoli di Iago Menichetti