Ratcatcher

Scritto da Giuseppe Urso il 24 dicembre 2009 in Batman e Manicomio Arkham e i nemici di Batman con nessun commento

The Ratcatcher

Vero Nome Otis Flannegan
Status Morto agli esordi di “Infinite Crisis”
Occupazione Ex disinfestatore del Dipartimeno d’igiene di Gotham City
Affiliazioni L’intera popolazione dei ratti del sottosuolo

Armi ed Abilità

Flannegan possiede la bizzarra abilità di piegare ai suoi voleri ratti e topi. Vi riesce grazie ad uno speciale fischietto di sua creazione.
Base Operativa Le fogne di Gotham City

“Il mondo appartiene ai topi!”

-Sovrano delle fogne di Gotham City

Topi, topi e topi.
Nell’immaginario collettivo la figura del topo, piccolo e famelico roditore, non gode certo di grande popolarità. Moltissimi romanzi, film e soprattutto fiabe e leggende hanno portato in scena fameliche orde di ratti pronte ad invadere villaggi, città o intere regioni. Il topo rappresenta lo sporco, l’infetto, il caos ed è soprattutto sinonimo di bestialità. Un essere subdolo e feroce che si annida nelle profondità delle fogne, sempre pronto a minacciare la tranquillità dell’uomo.
Il timore di un’invasione “rattesca” è sempre stato così vivo nel nostro inconscio da far sorgere un po’ ovunque immaginari ed inquietanti personaggi in grado di governare questi innumerevoli eserciti sotterranei.
Anche la DC è riuscita a sfruttare l’idea e, dopo qualche tentativo conclusosi senza un reale successo, ha dato vita al villain conosciuto come l’Acchiappatopi (The Ratcatcher), un bizzarro individuo capace di comunicare con i roditori.
Otis Flannegan, questa la reale identità, è in grado di compiere tale prodigio per mezzo di un semplice fischietto (da lui stesso costruito) programmato per emettere determinate frequenze di suoni.
Nel corso della sua “carriera” editoriale, l’utilizzo di tale fischietto sembrerà via via scemare, come a dare l’impressione che Flannegan abbia ormai maturato proprie capacità di controllo.
Il rapporto di Otis Flannegan con i topi non è sempre stato idilliaco. Un tempo, prima di essere arrestato e condannato a quindici anni per l’uccisione di un uomo in un bar, egli lavorava presso il dipartimento d’igiene di Gotham City con il ruolo di disinfestatore. Periodiche derattizzazioni dei stabilimenti cittadini e delle fogne rientravano nelle sue consuete mansioni.
La svolta avvenne proprio a causa della sua condanna. Considerandosi innocente, Flannegan maturerà un sentimento di sfiducia nei confronti del “genere umano”, reo, a suo dire, di averlo tradito. Nei topi, da sempre cacciati e sterminati dall’uomo, egli vide il suo stesso destino e tale identificazione lo porterà presto a cadere in forme sempre più accentuate di sociopatia.
Un processo di costante perdita di razionalità accompagnerà infatti il personaggio storia dopo storia, fino allo sfortunato epilogo.
Nel tempo il suo rapporto con i topi è cambiato, passando da una mera visione opportunistica ad un vero e proprio legame fraterno.
L’obiettivo dell’Acchiappatopi è comunque più o meno rimasto stabile: la conquista dell’intero pianeta terra. Un “must” per ogni supercriminale che si rispetti. Nel suo caso c’è però di più… La conquista deve essere accompagnata dalla totale distruzione del genere umano, affinchè i topi, legittimi proprietari del mondo, possano finalmente ottenere ciò che appartiene loro di diritto.

-Derattizzazione

La scelta di uccidere il personaggio durante le battute iniziali di Infinite Crisis, l’evento cardine dell’Universo DC negli anni ‘05/’06, non ha stupito più di tanto.
Nonostante i suoi quasi vent’anni di onorata carriera, il ruolo dell’Acchiappatopi ha sempre occupato una posizione di scarsa rilevanza all’interno delle avventure di Batman.
La causa principale di tale situazione è certamente da rintracciare nel profondo legame tra il personaggio e la sua gimmick; il tema caratterizzante del background.
Se al di fuori dei topi difficilmente avrebbe trovato una propria dimensione, allo stesso modo anche il suo rimanere legato ad un copione sempre uguale lo ha alla fine affossato. Nessuna trama è infatti riuscita ad infondere un po’ di originalità all’interno delle sue storie.
La carriera di Otis Flannegan è stata perlopiù caratterizzata da un ampio ricorso ai camei distribuiti per le testate affiliate al Cavaliere Oscuro.
Frequente è stata infatti la possibilità di vederlo utilizzato durante le scene ambientate nel penitenziario di massima sicurezza di Blackgate, tra le fila dei detenuti lì rinchiusi.
Quando uno degli androidi di O.M.A.C, il “grande fratello” ribelle costruito da Batman, lo “terminerà” in un angusto vicolo di Gotham City, l’ancestrale terrore dell’uomo nei confronti dei topi sarà ancora una volta costretto a ritornare a muoversi tra le ombre.

Cronologia delle Apparizioni


Informazioni sull'autore

Giuseppe Urso [Cappellaio Matto]Teinomane patologico, collezionista compulsivo di inutilità, ospite occasionale dell'Arkham Asylum. Non proprio una bella persona, insomma. Con la testa perennemente rivolta al passato, sogna un futuro da rigattiere. Nel frattempo, trascorre le sue giornate a guardare documentari su History Channel, organizzare tea-party e prendere qualsivoglia decisione dopo un bel tiro di dadi.Leggi tutti gli articoli di Giuseppe Urso