Odyssey: parla Adams

Scritto da Simone Sperati il 10 aprile 2010 in Batman e Fumetti DC Comics con un commento

Come vi abbiamo anticipato di recente, la DC Comics ha ufficializzato l’uscita della miniserie in 12 numeri The Odyssey, scritta e disegnata da Neal Adams, a partire da luglio 2010.

La storia rappresenterà proprio un’odissea per il personaggio, il quale si troverà ad affrontare una serie di avventure che finiranno per essere collegate tra loro. Stando a quanto dice Adams, le prove a cui Batman verrà sottoposto sono basate su idee da lui generate e mantenute durante gli anni, e mostreranno delle verità sul personaggio alle quali i lettori potrebbero non aver mai pensato prima.

Il leggendario fumettista ha creato un solido script da 12 numeri, nel quale potrà mostrare tutte le sue abilità non solo come disegnatore ma anche come scrittore.

Riportiamo gli estratti più significativi di un’intervista rilasciata al sito d’informazioni americano Newsarama, nei quali Adams svela qualcosa in più sul progetto.

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Ho raccolto piccoli pezzi di questa storia nel corso del tempo senza nemmeno accorgermente; non pensavo necessariamente all’opportunità di raccoglierli e  trasformarli in una storia, ho semplicemente iniziato a chiedermi perché la gente non faccia certe cose che dovrebbe fare col personaggio di Batman. Quando l’opportunità è giunta, quindi, ho scavato nei miei ricordi andando a ripescare tutti quei pezzi raccolti durante gli anni e tirandone fuori questa storia, la quale credo contenga alcune cose alle quali normalmente non si pensa.

Con “cose che dovrebbe fare” intendo cose che sono lì, ma alle quali non si pensa realmente. Come quando parlo di cose riguardanti Batman e mi sento rispondere “Oh si, è vero. Non ci avevo mai pensato.” Un esempio: molti, vedendo le prime illustrazioni realizzate per il progetto, hanno notato che Batman aveva delle pistole e hanno esclamato “Aaah! Batman con delle pistole? Come può Neal fare una cosa del genere? È oltraggiosa! Rovinerà Batman!”…ora, vorrei poter andare da loro e dirgli “No, Batman all’inizio aveva delle pistole, ma poi, in poco tempo, se ne è liberato. Ti è mai passato per la mente, però, perché se ne sia liberato e come l’abbia fatto?”

La domanda successiva sarebbe “Potrebbe effettivamente usare delle pistole?” E non credo che possa, in quanto i suoi genitori sono stati uccisi con una pistola. Anche se fosse moralmente contro di esse, cosa che tutti crediamo, sarebbe allo stesso tempo una questione psicologica a renderlo incapace di usare una pistola. Non importa quindi quante pistole si vedano in mano a Batman…non sparerà a nessuno, perché non può! E questa è la prima parte della sua odissea.

Nei primi sei numeri racconto storie che sembrano separate tra loro, ma alla fine si comincia a vedere Batman muoversi verso qualcosa, si inizia a capire cosa sta succedendo. Deve andare in un luogo nel quale risolvere alcuni problemi personali. Sarà un inferno, dovrà andarci per scoprire sé stesso e risolvere seriamente quei problemi.

Avrà a che fare col Joker, l’Enigmista, Deadman…si, mi vedrete ancora alle prese con Deadman [ride]. In una scena si vedrà Batman con in macchina il Joker, legato. A un certo punto Deadman entra nel corpo del villain ed inizia a parlare a Batman nella sua maniera. Puoi immaginare Batman nell’auto, mentre guida, con accanto il Joker che gli dice una marea di cose folli ma che, all’improvviso, lo guarda e gli dice qualcosa di molto serio, del tipo “Hai mai notato di essere costantemente alle prese con dei clown? Pensi che abbiano i clown a Metropolis?”

Questa, comunque, è solo una delle cose che vedrete. Tutte quelle piccole cose rimaste in sospeso, le prenderò e le esaminerò. E potrebbe darsi che abbiano tutte a che fare con qualcosa di davvero terribile che sta accadendo a Batman, o con qualcosa che debba affrontare. Per me, è questo ciò che rappresenta un’odissea. Non si tratta di una certa cosa che gli è accaduta, ma di tante cose diverse che insieme culminano in ciò che Batman deve scoprire ed affrontare.

Abbiamo a disposizione quella magica cosa chiamata flashback. La storia quindi non si svolge realmente in un lungo periodo di tempo, ci saranno vari flashback a rendere tutto più chiaro, rivelando parti che si aggiungeranno al tutto. Torneremo indietro fino all’inizio, il primo caso di Batman: “Perché le mie orecchie svolazzano? Mi sa che devo renderle più rigide!”

Ci saranno villains del passato e attuali,oltre ad alcuni nuovi e, magari, qualche nuovo eroe. E non necessariamente nel modo in cui siete abituati a vederli. Sto cercando di trattare i villains come personaggi specifici di questa storia. Non è un’avventura nella quale Joker o l’Enigmista commettono un crimine che Batman deve risolvere, niente del genere. Essi diventano parte integrante della storia di Batman o, in altre parole, sono lì apposta per Batman. Cosa gli faranno, come lo influenzeranno e come si comporterà lui di conseguenza. In questa storia è successo qualcosa di molto brutto. È una storia ampia e più personale per Batman. Vedremo personaggi importanti per lui, per la sua vita, personaggi che gli sono amici. Ci sarà qualcun altro di cui non posso parlare, qualcuno di nuovo, anch’esso con un sidekick. Vedrete davvero molti personaggi.

Nella mia storia Batman è Bruce Wayne e Robin è Dick Grayson. La immagino come un film, come il prossimo film di Batman.

Inchiostrerò i primi due numeri, dopodiché ci saranno alcune sorprese relativamente all’inking. Ho molti amici nel giro, ci saranno numeri inchiostrati da persone diverse. Ora che ci penso, non inchiostrerò nemmeno per intero i primi due numeri: di alcune pagine si occuperà qualcuno di magico, per ora non posso dirvi di chi si tratta.

Credo che la miniserie uscirà mensilmente, ne abbiamo parlato al riguardo. sono 12 numeri, un anno di pubblicazione. Ora come ora sono al numero 8, non sono quindi troppo preoccupato per le scadenze.

All’inizio Frank [Miller] doveva essere coinvolto nel progetto, ma poi si è ritrovato piuttosto impegnato. Mi ha comunque chiesto di vedere il materiale finito prima degli altri [ride] e sono sicuro che mi darà alcuni saggi consigli, così come ne ho dati io a lui, ma il suo apporto non è stato necessario, ho impostato uno script molto solido.

Molta gente non sa quanto abbia scritto per i comics: la maggior parte dei Deadmans, due Spettri, ho contribuito a Green Lantern/Green Arrow. Non ho fatto gli script per Batman, ma ho realizzato dei plot per gli X-Men e per gli Avengers. Ho scritto molto, sia per i comics che per la pubblicità. La cosa strana è che sostanzialmente ho scritto tanto quasi quanto ho disegnato, ma la gente non lo sa essendo totalmente innamorata del disegno. Sono un narratore piuttosto bravo, e al di sopra delle immagini sto raccontando una storia. Sono un artista che racconta delle storie: non un artista che disegna per decorare la Cappella Sistina o simili, ma un narratore. Scrivo script, pubblicità e comics.

I miei 10 numeri iniziali sugli X-Men sono diventati il plot per il loro primo film, con Magneto che trasforma gli umani in mutanti. Ho visto il mio Batman trasposto negli ultimi due film dedicati al personaggio: certo, le cose sono cambiate, ma c’è Ra’s al Ghul sulle montagne innevate, quindi mi ricorda molto le mie storie. Il Green Arrow che ho contribuito a definire è ora in Smallville, e Hal Jordan sarà nel film di Green Lantern. Ciò che è successo è che molto del mio vecchio materiale è finito sullo schermo, quindi per me è giunto il momento di riprendere i giochi.

Ne sono molto eccitato, la cosa mi sta piacendo molto. Spero che alla gente piaccia leggere una cosa tanto quanto a me è piaciuto scriverla e disegnarla.

A cura di Simone Sperati