Morrison: The Super Psyche

Scritto da Edoardo Ghiringhelli il 2 maggio 2012 in Batman e Fumetti DC Comics e Superman con 3 commenti

Direttamente dalla rivista Playboy, ecco per voi alcune considerazioni dello scrittore scozzese Grant Morrison su alcuni dei personaggi più importanti con i quali ha lavorato!

SUPERMAN

Prima apparizione: Action Comics #1 (DC Comics, 1938).

Creato da: Jerry Siegel, Joe Shuster.

Scritto da Grant Morrison: All-Star Superman (2006–2008).

Quando venne creato durante la Grande Depressione Superman era considerato il campione degli oppressi e combatteva dalla parte dei lavoratori, agiva al di fuori della legge. Se picchiavi tua moglie, ti buttava fuori dalla finestra. Se eri un politico corrotto, ti teneva in cima ad un cornicione finché non confessavi. Immagino poi che fosse molto apprezzato dai lavoratori che perdevano il posto rimpiazzati dalle macchine, in quanto improvvisamente vedevano Superman prendere a pugni dei robot. Col tempo però Superman è entrato in crisi, in quanto nessuno oggi vuol leggere le avventure del figlio di un contadino. Spesso gli autori americani lamentano grosse difficoltà nello scrivere Superman poiché è troppo potente e non è facile creargli una adeguata minaccia. Per me invece Superman è una metafora. Ha gli stessi problemi che abbiamo noi, ma su una scala Paul Bunyan (una figura folkloristica americana, è un falegname gigante). Se Superman deve portare fuori il cane lo porta in una cintura di asteroidi perché può volare. Quando vengono i parenti a fargli visita è vero che arrivano dal XXXI secolo accompagnati da qualche mostro infernale, ma è sempre la storia dei tuoi parenti che vengono a trovarti.

BATMAN

Prima apparizione: Detective Comics #27 (DC Comics, 1939).

Creato da: Bill Finger, Bob Kane (disputa).

Scritto da Grant Morrison:  Arkham Asylum, run ancora in corso iniziata nel 2006.

Mi hanno sempre colpito gli elementi classici di Batman: lui è un uomo ricco che combatte gente povera. E’ una missione abbastanza bizzarra quella di andare in giro di notte vestito da pipistrello e riempire di botte le persone per poi tornare a casa e vivere in una enorme villa. C’è un grande slancio in lui, l’anelito verso qualcosa… E’ un fuorilegge, e può comprarsi di tutto. Ha una nuova Batmobile ad ogni film. Ha un carattere plutonico, nel senso che (come chi nasce con questo pianeta nel segno n.d.t.) ha maturato grandi ricchezze, ma anche che ha una sessualità deviata. L’omosessualità è insita in Batman. Non sto parlando di omosessualità in termini negativi, ma Batman è molto, molto gay. Non c’è bisogno di negarlo. Chiaramente essendo un personaggio immaginario è stato creato per essere eterosessuale, ma la sua idea di base è totalmente gay. Credo che questo sia il motivo per cui piace alla gente. Tutte queste donne pazze di lui vestite con abbigliamento fetish che gli saltano attorno per averlo e lui non se ne cura, è più interessato ad andare in giro con il tipo anziano e il ragazzino.

WONDER WOMAN

Prima apparizione: All Star Comics #8 (DC Comics, 1941).

Creata da: William Moulton Marston, Harry G. Peter.

Scritta da Grant Morrison: attualmente sta lavorando su una sua graphic novel.

William Moulton Marston, il creatore di Wonder Woman, era un noto psichiatra, inventore del poligrafo, la cosiddetta macchina della verità. Era un bohemien molto libertino tant’è che lui e sua moglie, Elizabeth, condividevano un amante, Olive, che venne utilizzata come modello per Wonder Woman. Ciò che lui e la moglie fecero fu considerare la società amazzone come donne che per 3.000 anni non ebbero contatti con gli uomini, sviluppando la storia come una utopia lesbo. Anche se apparentemente la loro cultura sembra amare la pace, tutte queste super-ragazze alla fine si tengono occupate per lo più nel combattere le une contro le altre. Tutto è molto folle e rituale, con queste giovani che sembrano quasi delle cerbiatte cui dare la caccia, legate e poi servite simbolicamente in tavola per essere divorate (dal lettore n.d.t.), come in un banchetto. Wonder Woman è stata costantemente presa e sballottolata, ed è stato un gran successo. Quando Marston morì nel 1947, provarono a eliminare questi elementi un po’ perversi ed immediatamente le vendite crollarono a picco. Wonder Woman dovrebbe essere la donna più sensuale, intelligente, potente che si possa a immaginare, non appena la si è trasformata in quell’insensato incrocio tra la vergine Maria e Mary Tyler Moore ha smesso di piacere anche alle ragazze.

IL JOKER

Prima apparizione: Batman #1 (DC Comics, 1940).

Creato da: Bill Finger, Bob Kane

Scritto da Grant Morrison: Arkham Asylum, run ancora in corso iniziata nel 2006.

In una certa misura mi identifico con il Joker, o almeno nel modo in cui lo scrivo, ovvero come un pazzo cosmico. E’ la perfetta nemesi di Batman, anche perché è sexy come lui, se non di più. Nel tempo ha avuto diverse caratterizzazioni, quando venne introdotto nel 1940 era un accigliato maniaco omicida, in seguito hanno tolto la sua componente violenta ed omicida per renderlo un pagliaccio che andava in giro con la sua Joker-mobile e più tardi ancora l’hanno reso un malato mentale nella versione televisiva di Cesar Romero coi suoi mustacchi e coperto di cerone. Improvvisamente poi negli anni ’70 è tornato ad uccidere i suoi scagnozzi mentre negli anni ’80 era una sorta di travestito. Così mi sono detto “bene, ho tutte queste versioni tra cui scegliere”. Lasciatemi dire che per me si tratta della stessa persona che cambia ogni giorno la sua personalità. Sono giunto alla conclusione che si tratta di una persona Supersana, la prima persona del 21esimo secolo che sfrutta la grande quantità di informazioni per cambiare completamente la sua personalità. Lo adoro perché è una pop-star, è un po’ come David Bowie.

MAGNETO

Prima apparizione: X-Men #1 (Marvel, 1963).

Creato da: Stan Lee, Jack Kirby.

Scritto da Grant Morrison: run su X-Men dal 2001 al 2004.

Magneto è un vecchio terrorista bastardo. Ho avuto problemi con lui, i fan degli X-Men mi odiano perché l’ho reso uno stupido drogato. E nato come un grottesco, feroce terrorista, così ho pensato, bene, è ciò che è realmente. Chris Claremont nella sua lunga gestione fece davvero un gran lavoro nel redimerlo, rendendolo un sopravvissuto ai campi di sterminio e un nobile antieroe. Poi però arrivai io e riempii di merda tutto il suo lavoro. Era subito dopo l’undici settembre, e pensai che non ci fosse nulla di fottutamente nobile in lui.

King Mob

Prima apparizione: The Invisibles #1 (Vertigo, 1994).

Creato da: Grant Morrison, disegni di Steve Yeowell.    

Scritto da Grant Morrison:  The Invisibles, 1994-2000

Quando stavo scrivendo The Invisibles pensavo che, se fossi stato seduto in casa a scrivere tutti i giorni, nei fine settimana avrei voluto sembrare questo personaggio figo, in modo che le ragazze mi corressero dietro. Mi son rasato i capelli e vestito come lui. Era una cosa artistica e occulta. Potevo far accadere delle cose mettendo King Mob in certe situazioni nel fumetto, come una bambola voodoo. Se incontrava una certa ragazza, tre settimane dopo la vedevo comparire nella mia vita. Col tempo è diventato difficile raccontare la sua storia e separarla dalla mia vita. È andato fuori controllo e per questo son finito all’ospedale. Nel fumetto, la guancia di King Mob viene mangiata da qualcosa: entro tre mesi, mi son preso un’infezione giusto nella guancia. Congiuravo con questi dei-scorpione, e da loro son stato punto. Non voglio dire che gli dei-scorpione siano reali, ma si possono far accadere alcune cose se si crede abbastanza in loro.

Supercontext

Prima apparizione: The Invisibles #1 (Vertigo, 1994).

Creato da: Grant Morrison, disegni di Steve Yeowell.    

Scritto da Grant Morrison:  The Invisibles, 1994-2000

A Kathmandu c’era questo tempio con 365 scalini, uno per ogni giorno dell’anno, e apparentemente se riuscivi a salire in un respiro ricevevi l’illuminazione. È facile da fare, se sei giovane e in forma. Ho preso un bel respiro e son corso su. Tre giorni dopo sono stato visitato da alieni pentadimensionali (avevo mangiato un po’ di hash ma, onestamente, non era un viaggio da drogato. Ho mangiato un sacco di cose, in seguito, per vedere se potevo farlo accadere di nuovo, ma non ci son mai riuscito). Ero in questo spazio blu e c’era una griglia di luci argentate, con scambio d’informazioni. Ho visto l’intero universo dall’inizio alla fine: c’erano Shakespeare da una parte e i dinosauri dall’altra. Il tempo è diventato spazio ed ero più grande di entrambi. Più tardi ho messo tutto ciò in The Invisibles, chiamandolo Supercontext.

Lord Fanny

Prima apparizione: The Invisibles #2 (Vertigo, 1994).

Creato da: Grant Morrison, disegni di Steve Yeowell.    

Scritto da Grant Morrison:  The Invisibles, 1994-2000

Quando scrivevo The Invisibles, spendevo tutti i soldi guadagnati con Arkham Asylum facendo tutte le cose che non avrei mai fatto come ragazzo presbiteriano. Vai fuori di testa, prendi un sacco di droghe. Era uno squilibrio sistematico dei sensi, come disse Rimbaud. Son venuto fuori con questa nozione di un alter-ego in forma di ragazza squilibrata. Non riuscivo a fumare tabacco, faceva male, ma lei poteva. Ho creato questo personaggio e contattato demoni, vagando per strada in quello stato ridicolo. Non sembravo una ragazza ma piuttosto un buon travestito, quindi diciamo che andava bene. L’ho fatto per quattro o cinque anni, prima di diventare troppo vecchio per continuare a farlo. Ho ancora alcuni dei vestiti, ma per la maggior parte sono andati distrutti in qualche insano rituale, scalando colline in tacchi alti e via dicendo.

JUSTICE LEAGUE OF AMERICA

Prima apparizione: The Brave and the Bold #28 (DC Comics, 1960).

Creata da: Gardner Fox, disegni di Mike Sekowsky.

Scritta da Grant Morrison: run dal 1997 al 2000.

La Justice League è come il pantheon delle divinità greche. Per me Ermes ha molto più senso come Flash. Wonder Woman è come Afrodite o Era. Posso poi fare una veloce connessione tra Zeus e Superman. Aquaman è Poseidone chiaramente. Batman è Ade, il dio del mondo sotterraneo. Persone come Aleister Crowley (poeta ed occultista britannico n.d.t.) hanno scritto riti per invocare Ermes perché se vuoi contattare lo spirito della magia devi parlare con lui. Ma una volta fatta la magia, voglio usare i personaggi perché significano qualcosa in più per me. Poiché utilizzo la magia di continuo essa fa parte della mia vita quotidiana. So perfettamente che per la maggior parte delle persone questo è impossibile, per questo suggerisco agli scettici di fare i rituali per assicurarsi che non funzionino. E quello sarà il più grande shock della vostra vita.


Informazioni sull'autore

Edoardo GhiringhelliVentiquattrenne studente di giurisprudenza e amante dei comics, dopo un paio d'anni incentrati principalmente sui "supertizi coi mutandoni" ho ampliato le mie conoscenze con letture Vertigo e indipendenti, ma come sempre il primo amore non si scorda mai!Leggi tutti gli articoli di Edoardo Ghiringhelli