La Maledizione di Gotham

Scritto da Roberto Besso il 9 settembre 2009 in Batman e Fumetti DC Comics con nessun commento

img2974Storia: Mike Mignola-Richard Pace
Testi: Mike Mignola
Matite:Troy Nixey
Edizione italiana: Play press 2001

C’è poco da fare, ogni volta che vedo la circonferenza stilizzata dell’Elseword in cima ad un volume a fumetti mi emoziono a dismisura.
Dare libera capacità ad un autore di arrangiare, mixare scomporre e rimontare nei modi più originali e disparati la storia e l’essenza di un personaggio in una singola storia è un concetto decisamente affascinante, se poi il personaggio in questione è un Dio del comics americano come Batman la cosa diventa ancora più intrigante. Mike Mignola è un originale e valente scrittore nel panorama del comics americano, famoso per le sue storie del diavolo dall’improbabile mento (storie che ho attualmente e colpevolmente bypassato ma che mi sono ripromesso di sperimentare in futuro), il suo Hellboy si è creato una folta schiera di Fan con le sue atmosfere magiche e disturbate, con il suo disegno frizzante e le sue storie a metà fra favola metropolitana e romanzo di Stephen King; partendo da questi presupposti ero curioso di vedere come il mito del pipistrello poteva essere stravolto dall’autore e in questo caso “stravolgere” è proprio il verbo più calzante che ci possa usare.
Ambientato nel 1928, il volume narra la storia di uno spaesato milionario (Bruce Wayne) che ritorna alla sua città Gotham City accompagnato dal suo maggiordomo Alfred e dai suoi giovani collaboratori Jason,Dick e Tim, dopo una spedizione in mare durata vent’anni, che lo ha portato faccia a faccia con fenomeni paranormali e inquietanti (come un uomo morto reduce di una precedente spedizione naufragata ma capace di tornare in vita solo se mantenuto in zone fredde o una tremenda creatura simile al mostro del film “The Thing” nascosto sotto strati di ghiaccio) che sono stati soltanto il terreno di prova per gli eventi catastrofici capaci di distruggere le sue certezze, la sua città e la sua vita.

Mignola non ci prova nemmeno ad adattarsi al mondo di Batman ma anzi porta il tutto nel campo che gli è più consono: il Gothic-Fantasy o se preferite il fantasy grottesco dalle tinte horror; l’ormai cosolidata crociata anti-crimine del Pipistrello si trasforma in una maledizione (e parlo in senso letterario) in una colpa vera e propria generata da un “mefistofelico” peccato paterno, la sua identità di Bruce Wayne che nel fumetto si annulla progressivamente in favore del ruolo di vigilante, qui viene completamente eliminata e lo stesso mantello,il suo stesso costume non sarà altro che una pelle di prova, una muta che lo aiuterà nella fase di passaggio, nella metamorfosi da uomo a Pipistrello (se la mia descrizione vi può sembrare allusiva, vi avverto che in realtà non sto fantasticando troppo,le trasfigurazioni dell’autore sono abbastanza nette, complete e sconvolgenti).
Chi è il nemico di Batman? il crimine? Sbagliato, il suo nemico peggiore è quella stessa maledizione che ereditata dal suo avo colpisce e divora Bruce Wayne e con lui cerca di divorare tutta Gotham; In questo delirio magico mistico, con demoni e formule magiche che si alternano con regolarità nello scorrere delle pagine tanto da dare l’impressione di vivere una storia di Dylan Dog è apprezzabile il lavoro di restyling operato sui Freak classici delle avventure del pipistrello:la Poison Ivy Demon-Mode, il Killer Croc in versione mostro vendicatore e L’Harvey Dent appena diventato sindaco trasformato suo malgrado in portale demoniaco, sono assolutamente deliziosi e pazzamente originali, paradossalmente il freak principale Ra’s al ghul (con tanto di figlia) è il personaggio che ha richiesto meno modifiche perchè da sempre legato all’occulto e alla magia.

I disegni di Nixey sono uno splendore, adattissimi allo stile della storia ma allo stesso tempo sintomatici di uno studio profondo del personaggio (gli omaggi grafici al Batman di Frank Miller e a quello di Mazzucchelli sono quantomeno due. uno all’inizio quando Batman si tuffa dalla finestra per fuggire da una sparatoria mimando la possa di Year one e un altro alla fine durante la scazzottata con Ra’s che vede un pipistrello in pieno stile DKR) e vi porteranno spesso a restare fermi imbambolati su una particolare tavola in modo da godersela pienamente. Insomma Elseworld originale, disegni stupendi uguale fumetto imprescindibile no? A malincuore mi tocca dire di no in quanto i difetti ci sono e sono anche piuttosto gravanti. Per prima cosa penso che Mignola toppi un pò il personaggio di Batman, infatti pur mantenendo intatta l’idea del geniale detective ci regala un Eroe troppo insicuro, sempre preda dei fatti e della rassegnazione e questo stona dannatamente col Dna dell’icona Dc, oltretutto ho trovato molto poco sfruttato il potenziale di personaggi come Oliver Queen e Tim, personaggio prima delineati magistralmente e poi relegati a ruolo di “veicoli” della storia o di macchiette e questo trasmette uno spiacevole senso di “potenziale sprecato”.

Chiaramente queste pecche non cancellano tutte le note positive precedentemente elencate ma fanno si che l’opera di Mignola non faccia quel salto di qualità che eleva una buona storia da una storia memorabile;ma dopotutto forse l’autore statunitense non ha fatto altro che interpretare alla lettera il significato di Elseworld senza porsi ambizioni di magnificenza ma semplicemente divertendosi a creare il SUO Batman.

A cura di Iago Menichetti