Justice League: Doom

Scritto da Alessandro Spaccini il 2 maggio 2012 in Batman e Fumetti DC Comics e Lanterna Verde e Serie TV con nessun commento

Regia: Lauren Montgomery
Interpreti (doppiatori): Kevin Conroy, Tim Daly, Susan Eisenberg, Nathan Fillion, Michael Rosenbaum.
Provenienza: USA
Durata: 77 min.
Prezzo: Combo pack (Blu-ray, dvd, digital copy) $ 24,98; DVD $ 19,98.
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita (USA): 28 febbraio 2012

La “DC comics” inaugura la sua rinnovata avventura animata per questo 2012, con un sentito omaggio per la recente scomparsa di un grandissimo autore, Dwayne McDuffie.
A soli 49 anni, ci lascia uno scrittore che merita di essere ricordato non solo per il suo contributo artistico nei confronti delle principali case editrici (I Fantastici 4, Spider-Man, Capitan Marvel, Power Pack, Deathlok, Batman, Justice League Of America), quantopiù per la forza e la perseveranza delle sue idee a favore della causa dell’integrazione razziale nei comics: fu infatti co-fondatore (insieme a Denys Cowan, Michael Davis e Derek T. Dingle) della Milestone Media, universo supereroistico in cui erano tutti afroamericani. La Milestone (tecnicamente) apparteneva alla DC comics, ma aveva un controllo totale delle creazioni, gli autori possedevano i diritti sui personaggi e decidevano loro su merchandising e derivati mantenendo un’autonomia più che rara.

Questa mia piccola ma doverosa introduzione penso sia significativa al fine di dare un commento più approfondito a questo lungometraggio animato.
Partiamo dalle caratteristiche più ovvie: “Justice League Doom” avrebbe dovuto essere la trasposizione speculare della storia “Justice League: Torre di Babele” , scritta ovviamente da McDuffie, ma ciò è vero solo in parte.
Pur partendo dagli stessi presupposti, si respira aria nuova già dalla scelta del villain di turno che non sarà più Ra’s Al Ghul ma Vandal Savage, immortale villain del DC Universe, che creerà una sorta di “dark side” della Justice League, chiamandola appunto “Legion of Doom”, squadra composta da super-cattivi (nemesi perfette dei membri della JLA) con lo scopo di annientarli sia da un punto di vista fisico che psicologico.
Piccole differenze che portano alla sostituzione anche di un altro personaggio, Aquaman, con uno forse meno conosciuto ed apprezzato, Cyborg, che ad una riflessione attenta è veramente molto significativo in accordo con l’introduzione che vi ho precedentemente fatto.
Se moltissimi in questa scelta hanno visto una volontà chiara da parte della dirigenza DC di porre un parallelo, non troppo velato, all’attuale reboot fumettistico, e quindi alla nuova formazione della Justice League in cui Cyborg ne è uno dei componenti più in vista, io ne ho tratto un’implicazione magari meno vera ma sicuramente più nobile: prediligere un personaggio del genere, poi così importante e decisivo all’interno della storia per la risoluzione positiva dei loschi piani di Savage, tanto da essere quasi al pari di Batman, è un tributo a quella Milestone Media così amata da McDuffie.
Un’eroe di colore che rivendica se stesso ed esce dall’anonimato, dimostrandosi all’altezza della situazione e dando un contributo fondamentale, riuscendo infine ad ottenere un posto nella prestigiosissima JLA, è un grandissimo ossequio verso le speranze di un grande scrittore.

“I have a dream” diceva qualcuno….

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici dell’opera, l’ormai consolidata Lauren Montgomery (la più prolifica tra i registi dei film DC Universe) fa un discreto lavoro, proponendo una buona costruzione della vicenda e una buona scelta registica soprattutto nelle scene d’azione, in particolar modo di Green Lantern, ma soprattutto nella fantastica realizzazione dello scontro fra Bane e Batman davanti alle lapidi degli Wayne.
I disegni alla “Young Justice” non riescono a convincere del tutto, soprattutto rispetto ad aluni visi di alcuni personaggi. Danno come la sensazione di essere meno curati e più frettolosi.

77 minuti di buon intrattenimento e divertimento, con alcune trovate veramente spettacolari.
Alcuni risvolti potrebbero sembrare esagerati anche in ambito supereroistico, ma credo che riescano bene, soprattutto nel finale, a trasmettere quel senso di epicità e di “potenza eroica” di cui lo spettatore non potrà che gradire!


Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini