Il Progetto O.M.A.C.

Scritto da Marco Cecini il 28 agosto 2009 in Altri eroi DC Comics e Batman e Fumetti DC Comics e Superman con nessun commento

omacTesti: Greg Rucka
Disegni: Jesus Saiz
Titolo Originale: The Omac Project (2006)
Edizione italiana: Planeta De Agostini

Un altro importantissimo Countdown alla Crisi Infinita. Le tematiche accarezzate sono molto attuali, e credo che il fulcro della vicenda ruoti attorno al concetto del limite.
Cosa assai cara agli americani, affrontata anche in casa Marvel con Civil War, ci si pone il problema del limite del controllo, del limite del potere, del limite della morale, del limite del rispetto, della libertà.
Dove si pongono tutti questi limiti? Dove si ferma la libertà? Qual è il limite che trasforma la giustizia in giustizialismo?
La prima a superare questi limiti è Checkmate… Il Re Nero non dimostra forse di utilizzare il suo controllo del metaumano più come una giustificazione della sua brama di potere verso se stesso che come un effettivo intento morale? Gli O.M.A.C. nel tentare la pulizia del mondo distruggono innumerevoli vite umane, dimostrando che non può esserci giustizia quando la brutalità dei mezzi supera la legittimità di uno scopo.
Batman dimostra il limite della capacità umana di controllare e pianificare, dimostrandosi di fatto il principale responsabile del caos generato da Max Lord. Come già successo in Giochi di Guerra, la sua strategia sfugge al suo stesso controllo, generando disordine.
Superman rappresenta il limite della morale… l’eccesso di zelo morale porta ad essere sconfitti in partenza. Per un criminale diventa fin troppo semplice sfruttare la sua incapacità di fare del male per raggiungere i propri scopi.
Il concetto di eroe viene quindi messo fortemente in discussione: l’eroe è espressione del buonismo o della giustizia? E cosa si intende per giustizia?
Sicuramente quel che è certo è che non si contrappone il buonismo alla morte. Batman non è un buonista, nondimeno non tollera l’omicidio.
Wonder Woman dimostra di aver perso la sua proverbiale saggezza, cedendo allo stress e alla rabbia. Perché diciamocelo, un’alternativa c’era.
Max poteva essere colpito e fatto svenire, poi rinchiuso in una cella che ne inibisse i poteri mentali. O ancora, Superman poteva bruciare con la vista calorifica i neuroni latori dei suoi poteri ESP, così come già fece contro un nemico analogo nella storia Cosa c’è di sbagliato nella verità, nella giustizia e nel sogno americano?
La verità è che gli eroi sono al capolinea, dopo Identity Crisis più nessuno sa cosa sia la giustizia condivisa, ed ognuno percorre una sua propria via, credendo lui solo di essere nel giusto. In realtà sono tutti in errore, però.
L’ultimo grande limite della storia è quello umano/artificiale. Basta un nanovirus a spezzare un sentimento? Basta la lamiera a fermare una lacrima?
Nel bacio fra Bruce e Sasha e nelle lacrime di lei troviamo la risposta a quest’ultima domanda.

A cura di Marco Cecini


Informazioni sull'autore

Marco Cecini [Barry Allen]Nato a Roma, classe 1982. Appassionato, volitivo, amante di tutto ciò che è epico, eroico, e che rimanda al sapore antico e primigenio del vivere. In quanto tale, il fumetto supereroistico rientra di diritto nel novero delle sue passioni più grandi.Leggi tutti gli articoli di Marco Cecini