Clock-Maker

Scritto da Giuseppe Urso il 22 dicembre 2009 in Batman e Manicomio Arkham e i nemici di Batman con nessun commento

L'Orologiaio

Vero Nome Mr. Brock (si conosce solo il cognome. Nome sconosciuto)
Status Defunto. Durante lo scontro finale col Dinamico Duo, un calcio di Robin lo manda giù da un campanile. Crisi sulle Terre Infinite dovrebbe poi averlo cancellato dalla continuity ufficiale.
Occupazione Orologiaio
Affiliazioni Nessuna
Armi ed Abilità Nessuna in particolare. Abile nel costruire orologi, e qualche conoscenza chimica nel campo dei veleni e dei gas mortali.
Base Operativa Gotham City. Un piccolo ed angusto negozio in Bell Street.

“Non si ammazza il tempo!”

-Padre Tempo-

Il Signor Brock trascorre costantemente le sue giornate rinchiuso all’interno della sua piccola ed angusta bottega, circondato da centinaia di orologi in perenne movimento. Probabilmente è stato proprio questo suo essere continuamente immerso nel monotono ed eterno ticchettare dei suoi orologi a causare l’insorgere di una spiccata pazzia. Il vecchio orologiaio è arrivato, infatti, al punto di credersi Padre Tempo in persona.
A sottolineare questa sua convinzione ci pensa il disegno di Kane, che lo munisce di falce, ed inizialmente, per sottolineare meglio la sua relazione col tempo, di una clessidra appesa al collo; elemento abbandonato però subito dopo la sua prima vignetta, nonostante nel fumetto ci venga comunicato che sia una costante del suo abbigliamento.
L’Orologiaio esordisce quando un gruppo di azionisti della Hobbs Clock Company (un’azienda legata in qualche maniera al mondo degli orologi), tra i quali lo stesso Bruce Wayne, si reca al suo negozio in cerca di qualche pezzo antico per le proprie collezioni.
La follia dell’Orologiaio non tarda a scatenarsi, azionata dalle parole di questi ricchi clienti che innocuamente affermano “di avere moltissimo tempo libero”, e di essersi lì recati per cercare “di ammazzarne” un po’. Brock li accusa immediatamente di essere degli uccisori di tempo e li manda via in malo modo dal negozio.
Qualche giorno dopo, uno dopo l’altro, questi uomini iniziano a morire, e l’artefice sembrerebbe essere proprio il vecchio negoziante!
L’Orologiaio costruisce infatti degli orologi mortali da spedire alle vittime predestinate. Allo scoccare della mezzanotte, questi oggetti iniziano il loro monotono scampanellio, con la particolarità di avere però un tredicesimo rintocco che serve ad azionare una trappola mortale contenuta dentro la cassa.
Ma quando The Batman pensa di aver scoperto l’identità dell’assassino e raggiunge il negozio di Brock, scopriremo che in realtà la mente dietro agli omicidi è quella di Atkins, uno degli azionisti della stessa Hobbs Clock Company. Desideroso,infatti, di ottenere il totale controllo dell’azienda, Atkins, traendo spunto dal primo incontro con l’Orologiaio, se ne serve per eliminare i suoi colleghi senza macchiarsi direttamente le mani, facendo leva sulla presunta colpa di tali uomini, assassini del tempo…
L’Orologiaio si sente allora investito del dovere di punire i colpevoli di tale tremendo crimine, e nelle vesti di Padre Tempo agisce…
A fine storia, dopo l’immancabile scontro finale tra buoni e cattivi, ed il topos della caduta da un alto edificio, la follia dell’Orologiaio viene estrapolata ed utilizzata come morale da proporre ai lettori.
In linea teorica, il vecchio Brock non aveva tutti i torti, dato che sprecare inutilmente il proprio tempo è brutta cosa… soprattutto se può esser impiegato per fare qualcosa d’importante….
Chissà se la lettura dei fumetti rientra proprio in questo…

Cronologia delle Apparizioni


Informazioni sull'autore

Giuseppe Urso [Cappellaio Matto]Teinomane patologico, collezionista compulsivo di inutilità, ospite occasionale dell'Arkham Asylum. Non proprio una bella persona, insomma. Con la testa perennemente rivolta al passato, sogna un futuro da rigattiere. Nel frattempo, trascorre le sue giornate a guardare documentari su History Channel, organizzare tea-party e prendere qualsivoglia decisione dopo un bel tiro di dadi.Leggi tutti gli articoli di Giuseppe Urso