Black Mask

Scritto da Giuseppe Urso il 3 ottobre 2010 in Batman e Manicomio Arkham e i nemici di Batman con nessun commento

Maschera Nera

Vero Nome Roman Sionis
Status Assassinato da Catwoman
Occupazione Ex boss della malavita di Gotham City. Collezionista di maschere ed amante della tortura amatoriale nel tempo libero.
Affiliazioni Capo della False Face Society
Armi ed Abilità Normali capacità umane. Come ogni malavitoso, uomo dal grilletto facile
Base Operativa Gotham City

«Sappiate che la maschera distrugge un’identità per crearne una più potente»

«La vera forza è la capacità di accettare il dolore. Qualunque dose di dolore. Ignorarlo non funziona. Devi accettarlo. Quasi amarlo…in un certo senso»

.:: Novello De Sade ::.

Un costoso gessato, un elegante cappello stile anni ’20 ed un sigaro in mano. Questo è Maschera Nera, uno dei più noti volti della criminalità organizzata di Gotham City.
Ma dietro l’imbeccabile, sebbene bizzarra, presenza si nasconde ben altro… Un animo follemente crudele, sadico e sanguinario.
L’insana passione per il dolore e la tortura consente infatti di accostare Roman Sionis ai più perversi serial killer di ogni tempo. Non c’è supplizio fisico che egli non abbia mai sperimentato su una delle sue povere vittime, le cui carni sono state diligentemente ed amorevolmente seviziate oltre ogni umana immaginazione. Una macabra passione fortemente subentrata nel background del personaggio soprattutto a partire dagli eventi narrati in Terra di Nessuno.
La specialità preferita dal criminale è la deturpazione del volto. Nulla lo ha mai reso più felice del dar vita a sempre nuove maschere facciali, in una danza perversa di ferite, cicatrici e tumefazioni.
Da ciò si evidenzia un’altra delle ossessioni di Sionis. La più significativa e caratterizzante. L’amore per le maschere e soprattutto per ciò che rappresentano.
La maschera è un simbolo di rinascita e sicurezza. Un archetipo di libertà e potenza. Indossata dà la possibilità di nascondere agli altri le proprie debolezze ed insicurezze, ed allo stesso tempo permette di assumere una nuova identità; diventare qualcun altro.
Fin da ragazzino Roman Sionis ricorreva a questa parvenza di protezione per sfuggire alla difficile realtà nella quale si ritrovava a vivere. E dopo il fallimento della propria azienda l’esigenza di ricominciare nuovamente da capo s’impose prepotentemente. Da qui una maschera perpetua a coprire le reali fattezze.

.:: L’odio come unica ragione di esistere ::.

Batman - Maschera NeraOgni criminale ha le proprie priorità, e quelle di Roman Sionis possono riassumersi in due semplici concetti. Da un lato il controllo dell’intero sottobosco criminale di Gotham City e dall’altro il totale annientamento di Bruce Wayne e del suo impero economico.
A volte ha prevalso un aspetto, a volte l’altro. In base agli schemi generali susseguitesi nel corso degli anni.
L’odio nei confronti di Bruce Wayne ha antiche radici e trova le sue reali cause nel profondo risentimento di Sionis nei confronti di un coetaneo dall’invidiabile ambiente familiare e da quanto mai evidenti doti di socializzazione (entrambi aspetti naturalmente venuti a mancare dopo il famoso incidente…). I Wayne ed i Sionis erano infatti amici (entrambe le famiglie componenti dell’alta società di Gotham) ma i loro due pupilli, Bruce e Roman, non sembravano andare molto d’accordo. Tutta colpa del secondo, troppo ingarbugliato ad odiare il mondo che lo circondava.
Il seme di una nascente e futura follia aveva intanto già preso piede nella mente del ragazzo.
Il disprezzo di Roman per la sua vita raggiunse l’apice nel tentativo, riuscito, di assassinare i propri genitori dando fuoco alla casa di famiglia.
I Sionis, d’altra parte, non erano mai stati come i Wayne, affettuosi ed amorevoli verso il figlio. Piuttosto distanti e sempre occupati.
L’ultimo tassello, la goccia che fece traboccare quel vaso colmo di risentimento, fu il tracollo finanziario della Janus Cosmetici, la ditta dei Sionis, affossata per la scarsa diligenza del suo unico proprietario. Il gesto di Bruce Wayne, disposto ad evitare la bancarotta acquistando il marchio e lo stabile, divenne per Roman un affronto troppo grande da dimenticare. Ancora una volta non era riuscito ad essere all’altezza del suo ex compagno.
E’ in questo preciso istante che la maschera prende il sopravvento. In disprezzo del proprio fallimentare essere, Roman Sionis decide di iniziare una nuova vita e per farlo deve mascherare quella precedente. Il passo sarà la creazione di una maschera nera come la pece, ottenuta da un pezzo della bara del genitore assassinato tempo addietro. Nasce Maschera Nera.
La scalata verso il potere criminale inizia immediatamente con la fondazione della False Face Society, una bizzarra organizzazione nella quale ogni membro è costretto ad indossare stabilmente una maschera in un eterno carnevale.
In quest’ambiente egli muoverà i primi passi fino a diventare uno dei boss più influenti di Gotham City; un avversario irraggiungibile e nascosto, la cui presenza occulta, non sempre manifesta, ha monopolizzato le avventure di Batman per gran parte degli anni ’90.
Nel frattempo, il suo primo scontro contro il Pipistrello (di cui ignora la paradossale vera identità) lascia il segno. Il terreno di lotta sono i desolati resti della villa di famiglia dei Sionis, ancora una volta vittima di nuove fiamme. Roman ne esce sconfitto e cosa ancor più grave con il viso orribilmente deformato dalla maschera, fusasi con la carne per via del fuoco.
Ciò che fino a questo momento aveva avuto una valenza più che altro simbolica diventa ora indispensabile.

.:: Signore di Gotham City ::.

Il primo vero, grande, cambiamento nel background del personaggio avviene in seno alla grande storyline conosciuta come “No Man’s Land”, pubblicata a cavallo tra il ’99 ed il ’00. Artefice di questa rinascita è lo sceneggiatore Greg Rucka che, nella storia in due parti Mosaic,  sfoglia Roman Sionis delle vesti precedenti per dargliene di nuove.
L’elemento relativamente più importante è la totale sparizione della maschera come oggetto di distinzione. D’ora in avanti il volto del criminale verrà mostrato in tutta la sua bellezza. Un macabro teschio nerognolo totalmente privo di pelle.
L’abbandono della decennale maschera è accompagnato però da una specie di giustificazione filosofica, un nuovo modus pensandi da inserire all’interno del background.
I catastrofici ultimi eventi di Gotham City lo hanno portato a maturare una nuova visione della vita, nichilistica e quasi apocalittica. In questo scenario diventa inutile cercare di essere qualcun altro, di trovare protezione dietro ad un’identità fittizia.  Non c’è scampo dalla crudele realtà.
Questo aspetto lievemente misticheggiante del personaggio andrà però a svanire col tempo per lasciare spazio ad altri elementi. Il “nuovo” Maschera Nera vede soprattutto evidenziata la sua vena sadica, folle e sanguinaria. Messo da parte il gessato ed il sigaro tenderà ad assomigliare sempre più ad un boia piuttosto che ad uno dei più potenti boss della città.
Nel frattempo il suo ruolo attivo nelle vicende gothamite aumenterà a dismisura fino all’apice raggiunto con l’inizio di War Games, mega crossover batmaniano del 2004.
Qui Gotham City cade vittima di una violenta guerra interna tra tutte le sue maggiori bande criminali. Dietro ai disordini non si trova però Sionis, bensì lo stesso Batman, artefice di un piano immaginario che mirava ad unificare i vari partecipanti al “gioco” sotto al proprio controllo servendosi di un prestanome. Il piano parte a causa dell’imprudenza di Spolier, e Maschera Nera è abilissimo nello sfruttarlo a proprio vantaggio. Da semplice passante si trasformerà in breve tempo in protagonista, riuscendo a strappare le redini degli eventi dalle mani di Batman, ideatore del tutto.
Conclusi i giochi, l’eterno sogno di Maschera Nera è così finalmente realizzato. Bruce Wayne sarà ancora vivo e vegeto, ma almeno adesso si ritrova davvero a controllare ogni angolo di Gotham City. Tutte le più potenti famiglie criminali lo omaggiano della loro obbedienza, rendendolo di fatto il sovrano assoluto di una specie di “stato nello stato”.

.:: La maschera del gatto ::.

Batman non è stato l’unico supereroe incontrato da Sionis lungo la sua ascesa a capo della malavita organizzata di Gotham City. Un ruolo altrettanto importante lo ha rivestito Selina Kyle, alias Catwoman, al momento dell’incontro paladina della giustizia dell’East End, la parte più vecchia di Gotham.
Black Mask - BatmanL’East End ha rappresentato per Maschera Nera il punto di partenza per la sua scalata nell’era post TdN. Proprio per tale ragione la battaglia per il suo controllo non poteva che essere delle più violente. La scelta di Catwoman di opporsi al dominio del boss le costerà cara. Maschera Nera darà vita ad un vero e proprio attacco psicologico ai danni dell’avversaria, evitando di affrontarla direttamente per prendere invece di mira le persone a lei vicine. Le vittime più illustri di questo piano saranno la sorella ed il cognato. Quest’ ultimo barbaramente ucciso dopo essere stato torturato, mentre la donna fatta letteralmente impazzire, costretta peraltro ad ingoiare parti del corpo del marito.
Ma ormai l’ultimo capitolo della vita di Roman Sionis stava per concludersi ed è proprio Catwoman a porre fine all’intera faccenda servendosi sorprendentemente di una pistola.
Il codice etico e morale dell’eroina è in quel periodo messo in crisi non dal desiderio di vendetta per le perdite subite, bensì da un’improvvisa scottante rivelazione della maga Zatanna riguardo a quanto avvenuto durante gli eventi narrati in Crisi d’Identità. Questo peserà in maniera indelebile nel suo modo di rapportarsi alla vita.
Confusa dalla scoperta ed invasa da un profondo senso di sfiducia e tradimento, Catwoman decide, in un impeto impulsivo, di eliminare almeno questo problema una volta per tutte. Per Maschera Nera non c’è scampo.


Informazioni sull'autore

Giuseppe Urso [Cappellaio Matto]Teinomane patologico, collezionista compulsivo di inutilità, ospite occasionale dell'Arkham Asylum. Non proprio una bella persona, insomma. Con la testa perennemente rivolta al passato, sogna un futuro da rigattiere. Nel frattempo, trascorre le sue giornate a guardare documentari su History Channel, organizzare tea-party e prendere qualsivoglia decisione dopo un bel tiro di dadi.Leggi tutti gli articoli di Giuseppe Urso