BATMAN: LO SPECCHIO NERO

Scritto da Marco Cecini il 28 maggio 2012 in Batman e Fumetti DC Comics con 2 commenti


Da qualche tempo c’è un nuovo Pipistrello a Gotham. Il manto nero e il simbolo sul petto sono gli stessi di sempre, ma c’è qualcosa di diverso in questo Batman.
Questo Oscuro Cavaliere sorride, ti ascolta, aspetta che tu abbia finito di parlargli senza sparire nel nulla a metà frase.
Il protagonista dell’attesissima run di Scott Snyder su Detective Comics è Batman, ma non Bruce Wayne. Eppure i suoi demoni interiori non sono meno feroci.

Ne Lo Specchio Nero, questo il titolo dell’arc introduttivo della nuova gestione Snyder, vediamo Dick Grayson mantenere il ruolo di Batman della città di Gotham City, all’interno del vasto progetto di vigilantismo mondiale denominato Batman Incorporated, pubblicamente finanziato dal suo mentore e padre putativo.

Il titolo è foriero di molteplici significati. Siamo noi ad essere condizionati dal mondo che ci circonda, o è il modo in cui noi ci rapportiamo col mondo a plasmare la realtà attorno a noi?

Siamo quel che nell’intimo sentiamo di essere, o quel che il mondo dice che siamo? È più vera l’immagine riflessa nello specchio, o l’uomo davanti ad esso? Luce o oscurità, speranza o disperazione, giustizia o rabbia. Dick o Batman?

Testi: Scott Snyder
Disegni: Jock & Francesco Francavilla
Edizione Americana: Batman The Black Mirror
Edizione Italiana: Batman Detective Comics n.1 (di 2), Planeta DeAgostini;
Batman Detective Comics n.2 (di 2), Lion Comics. 

Negli 11 appassionanti capitoli di questo suo primo arc narrativo, Snyder, acclamato vincitore dell’Eisner Award con la sua serie Vertigo American Vampire, accompagnerà il lettore nel viaggio più ossessionante, pericoloso, torbido ed essenziale: quello alla ricerca di se stessi. Senza scuse, senza alibi. Dick Grayson sarà costretto a scoprire realmente chi è, o a morire. E il lettore insieme a lui.

EREDITA’

Non puoi dire di conoscere un uomo, finché non ne hai condiviso l’eredità.
Lo scontro generazionale fra Dick Grayson e Bruce Wayne è sempre stato molto acceso, innumerevoli sono le dinamiche in cui il padre severo e il figlio ribelle si sono confrontati e battuti sul terreno di una antitetica visione della vita e delle cose.

Alla loro personale tragedia, i due hanno risposto nella maniera più diversa possibile. L’uno dilaniato da un inestinguibile, insaziabile senso di colpa, l’altro schiacciato dal soverchiante sentimento di ammirazione e soggezione nei confronti di quello che non solo considera un padre, ma anche un eroe inarrivabile.

La consapevolezza della sua diversità, poi, non fa che rendere più difficile per Dick ereditare il manto del mentore.
Al fisico massiccio, poderoso, statuario di Bruce e alle sue movenze solide, ma potenti, veloci ma capaci di dettare un rigoroso senso di fissezza e inamovibilità, Dick subentra con tutto il suo bagaglio acrobatico, dinamico, con funambolici voli e spettacolari sequenze atletiche derivategli dalla sua esperienza circense.

I disegnatori Jock e Francesco Francavilla non possono che esaltarsi per questo lato del personaggio Dick Grayson, regalando al lettore pagine di grandissimo effetto.

Anche a livello metaforico questa diversa “impostazione” fisica fra Bruce e Dick trova la sua efficacia nel diverso rapporto che i due hanno con la città di Gotham. Città malata, perversa, corrotta. Gotham sembra tirar fuori il peggio dalle persone, e,  laddove Bruce la dominava come un fiero cavaliere pesta i calcagni nei fianchi del cavallo indomito, Dick sembra piuttosto voler rifuggire agilmente dai colpi con i quali la crudele bestia vorrebbe colpirlo, saltando, schivando, scansando le nere ombre di una città che lui sa bene potrebbe finire per inghiottirlo.

CARTELLO ANTI-CRIMINE

Una delle grandi novità del Batman di Scott Snyder è il suo inserimento in quella che a tutti gli effetti è diventata l’azienda di famiglia, la Batman Incorporated.
Gli enormi capitali e le inesauribili risorse economiche, finanziarie, industriali e politiche delle Wayne Enterprises sono ora asservite al fine della giustizia, in una vera e propria holding vigilantesca, un cartello anti-crimine.

Batman qui è molto lontano dall’essere un solitario crociato incappucciato, è piuttosto l’ingranaggio di un meccanismo assai più vasto e ben oliato, un mosaico la cui rete d’informazioni e di collaborazioni parte dal Dipartimento di Polizia di Gotham, passando per il network informativo di Oracolo, soffermandosi sull’appoggio tattico di Damian Wayne e Tim Drake e arrivando infine alla monumentale riserva tecnologico-scientifica che le industrie Wayne mettono a disposizione della multinazionale batmaniana, mettendo a disposizione dei membri nuovi futuristici gadget e apparecchiature avveniristiche.

Il significato simbolico del Pipistrello ha ormai raggiunto un valore globale, non più relegato alla sola Gotham e non più vincolato ai confini americani. È un marchio mondiale, presente in diversi paesi del pianeta e capace per la prima volta nella storia di questo personaggio di avere una risonanza globale di per sé.

LO SPECCHIO NERO

Considerato dagli studiosi di esoterismo e di divinazione come uno degli artefatti più potenti della magia nera, lo Specchio Nero può evocare presenze demoniache e spiriti dannati, ma la sua più grande capacità è quella di gettare uno sguardo su ciò che c’è “al di là”, oltre il velo.
Gotham City è l’oscuro specchio nel quale Dick Grayson evoca i suoi personali demoni. Pulsante di una vitalità maligna e corrotta, i marmi, le strade, i palazzi, la stessa tentacolare struttura della città sembrano richiamare l’eco di indicibili riti esoterici, un occulto battesimo del sangue sul quale Gotham ha costruito la sua tetra fama.

È una città malvagia, che si nutre della mente degli onesti portandoli alla follia e alla disperazione. Quando pensi di averla compresa, di aver messo a nudo le sue turpitudini, le sue sataniche ricorrenze, ecco che Gotham cambia ancora. Si adatta alle tue paure, ai tuoi dubbi, fa franare il terreno sotto i tuoi piedi, gettandoti in pasto agli oscuri nembi dello specchio nero.
Bruce Wayne era riuscito a dominare questa città, grazie alla sua inamovibile forza di volontà. Ma a quale prezzo? Per piegarsi al marchio del Pipistrello, Gotham ha chiesto in cambio la vita dell’uomo dietro la maschera. Ha chiesto che quell’uomo divenisse un simbolo, e smettesse di amare, di sperare, di sorridere.

Nello Specchio Nero di Gotham i peggiori demoni nati dalle perversioni più nascoste della nostra società hanno trovato la loro evocazione: da Joker, a Due Facce, al Folle Giocattolaio, al Pinguino.
Eppure questa città perversa, malata, è ancora capace di rispondere alla più difficile delle domande: chi sono io? Nelle buie nebbie di Gotham ci si può perdere per sempre, o ritrovare se stessi nel modo più nobile e alto.
Ma, come Dick scoprirà in questa storia, c’è sempre un prezzo da pagare.

MOSTRI

Nei fumetti siamo abituati a vedere la mostruosità dell’anima somatizzata da aspetti esteriori terrificanti. I freaks di Gotham non hanno nulla della “normalità”. Essi sono dei mostri, dentro e fuori, e come tali rappresentano il confine che l’uomo rispettabile traccia fra la sua sanità e la follia del delirio. Ma l’aberrazione non è figlia dell’estetica. Essa si nutre di quel male che non si vede, di quella pazzia invisibile che s’annida nel cuore più intimo dell’animo umano.

La vera bellezza di questo lavoro di Snyder, è di aver saputo cogliere l’essenza di quella scintilla di malvagità che giace anche in fondo al cuore dell’uomo più rispettabile.
Un diabolico seme le cui radici possono anche essere piantate nel terreno più fertile. La storia di Snyder è una storia di sferzante attualità, una storia di padri e di figli, di eredità e distorsione. Lo scrittore gioca con il lettore e con la sua percezione dei personaggi, per tutta la vicenda. Ti fa credere una cosa, solo per scardinarla poche pagine dopo. Ti fa amare, odiare, sentire in colpa per averlo fatto, ti fa gioire per il sollievo del riscatto, solo per poi precipitarti in un nuovo inferno di incertezze, fino alla lucida, disarmante, agghiacciante rivelazione finale.
Ma non vogliamo rovinare la vostra lettura rischiando di rivelarvi troppo.
Vi basti sapere che per appeal psicologico, per l’approfondita riflessione sulla natura della follia, della giustizia, del bene e del male, questa storia è un capolavoro. Una storia che sicuramente verrà annoverata dai posteri come una delle più pregevoli protagoniste dell’appassionante continuity batmaniana, con non pochi rimandi a un’altra grande pagina della narrativa a fumetti ispirata alle vicende del Pipistrello, The Killing Joke di Alan Moore.

Così se la vita, come Gotham, è davvero un’oscura città di incubi e mostri, se anche il cittadino più insospettabile può covare dentro di sé terrificanti degenerazioni, a noi non resta che scegliere se svegliarci, continuando a vivere quegli stessi incubi ogni notte, o se continuare a sognare di combatterli, e nella battaglia sempiterna contro ciò che non può essere sconfitto, trovare infine noi stessi.

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Informazioni sull'autore

Marco Cecini [Barry Allen]Nato a Roma, classe 1982. Appassionato, volitivo, amante di tutto ciò che è epico, eroico, e che rimanda al sapore antico e primigenio del vivere. In quanto tale, il fumetto supereroistico rientra di diritto nel novero delle sue passioni più grandi.Leggi tutti gli articoli di Marco Cecini