Final Crisis: la guida

Scritto da Alessandro Spaccini il 1 aprile 2010 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con 9 commenti

SPOILER WARNING: ATTENZIONE, QUESTA GUIDA PRESUPPONE LA LETTURA INTEGRALE DELLA MINISERIE E DEI SUOI TIE-IN, IN CASO CONTRARIO SI RISCHIANO MOLTISSIMI SPOILER.


Final Crisis è la versione DC della GENESI

Prologo: I Nuovi Dei sono una razza cosmica di origini antichissima, abitante su un pianeta chiamato “Urgrund”. Sono degli esseri così superiori ai normali esseri umani, da essere chiamati “Dei”.
In questo pianeta ancestrale si verificò eoni fa una guerra civile dalle enormi proporzioni denominata Ragnarök, che nella mitologia moderna indica la battaglia finale tra le potenze della Luce e dell’Ordine e quelle della Tenebra e del Caos, in seguito alla quale l’intero mondo sarebbe stato distrutto e quindi rigenerato. (Morte dei vecchi Dei e nascita dei Nuovi)
Alla fine di questa guerra il pianeta “Urgrund” si spaccò formando 2 pianeti gemelli: Nuova Genesi, pianeta idilliaco pieno di foreste incontaminate, fiumi e montagne, governato dal benevolo Altopadre, e Apokolips una distopia infernale piena di macchinari e pozzi infuocati, governata dal tiranno Darkseid.

Orion è figlio (secondogenito per la precisione) di Darkseid, Mister Miracle è il figlio dell’Altopadre di Nuova Genesi e di sua moglie Avia. Il figlio primogenito di Darkseid è Kalibak, un’autentica macchina per uccidere. La sua crudeltà rivaleggia solo con l’odio che prova per il fratello Orion.

Shilo Norman, il Mister Miracle delle pagine di Final Crisis, non è il Mister Miracle originale, figlio dell’Altopadre: è un semplice essere umano, cresciuto in un orfanotrofio di Metropolis, cresciuto sotto la tutela di Taddheus Brown, il Mister Miracle originale. Quest’ultimo, un maestro dell’escapologia di rarissimo talento, crebbe come fossero figli suoi Shilo Norman (Mister Miracle III) e Scott Free (Mister Miracle II), insegnando loro tutto ciò che poteva delle sue straordinarie abilità, e facendone i propri eredi.

Come parte di una mossa diplomatica per fermare una guerra sanguinosa contro il pianeta Apokolips, l’Altopadre acconsentì a uno scambio di eredi con il tiranno galattico Darkseid, siglando un accordo in virtù del quale nessuna fazione avrebbe attaccato l’altra. Mister Miracle venne così scambiato con Orion, figlio di Darkseid.
Mister Miracle, una volta cresciuto, si ribellò e fuggì da Apokolips, nascondendosi sulla Terra.

A causa di questo avvenimento Darkseid ruppe la tregua attaccando Nuova Genesi, il cui esercito era guidato proprio da Orion, ignaro di essere il figlio del dittatore di Apokolips.
Solo alla fine Darkseid si rivelò al figlio.

Come conseguenza di questa tragica e lunga guerra, si presume che tutti i Nuovi Dei trovarono la morte (a parte Orion che muore proprio in Final Crisis) , con le legioni di Apokolips vittoriose sui loro avversari di sempre.

I “Nuovi Dei” utlizzano le “Scatole Madri“, dei supercomputer senzienti e miniaturizzati che possiedono grandi poteri e capacità: possono curare persone ferite, e soprattutto permettono di creare Boomdotti e di spostarsi attraverso di essi. I Boomdotti sono dei portali che permettono alle persone di viaggiare attraverso distanze interstellari e attraverso diverse dimensioni, creando velocemente un condotto tra due punti.

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Siamo qui di fronte a una scena assolutamente mitologica, che racconta il leggendario primo incontro fra l’uomo e Dio (incontro presente in praticamente tutte le religioni del mondo).
L’uomo è Anthro e il Dio è Metron.
Anthro è l’uomo di Cro-magnon (periodo storico dell’Età della Pietra), mentre Metron è il dio della Conoscenza e della Ricerca, inventore dello scranno di Mobius, il suo peculiare seggio, che gli permette di viaggiare nel tempo e fra le dimensioni.
Durante questo incontro, il dio dona la conoscenza all’uomo. Questo dono gli permetterà di creare il fuoco (una delle più grandi scoperte dell’umanità) e di imparare l’uso dei segni e dei simboli (i primi mezzi di scrittura).
Anthro diventa simbolicamente così il primo uomo che si eleva intellettualmente rispetto alla sua stessa specie. In pratica diventa il primo prototipo dell’eroe DC.

Nota: Osservate attentamente il simbolo che appare sulla faccia di Metron. Lo ritroverete molto spesso nei visi dei vari personaggi che incontrerete nel corso della storia. Questo segno pare che sia una lettera dell’alfabeto dei Nuovi Dei, che significa “Libertà dai vincoli” (lo porta Metron sul viso proprio perchè lui è il Dio della conoscenza… Conoscenza che per essere tale, nel senso più ampio del termine, deve essere in effetti sciolta da qualsiasi vincolo).
Proprio per il suo significato, ha il potere di proteggere contro l’Equazione Anti-Vita.

Questo che vedete è Vandal Savage.
E’ l’uomo che simbolicamente rappresenta il male primordiale. Il criminale primordiale.
Colui che si contrappone fin dall’alba dei tempi a tutto ciò che rappresenta Anthro.
Lo ritroviamo sia nella preistoria che nell’epoca moderna, per il semplice fatto che è immortale, o meglio, è divenuto tale a seguito dell’incontro con un misterioso meteorite alieno capace di mutarlo per sempre.
Ora è un membro importante della “Società Segreta dei Supercriminali”, un gruppo di supercriminali che hanno unito le forze per cercare di ottenere qualche importante vittoria contro gli eroi.

Nel tie-in di “Crisi Finale- Apocalisse (Revelations)“, Vandal Savage assume inoltre un ruolo particolare: egli viene nominato capo della Setta di Caino, un gruppo di fanatici sanguinari comparso per la prima volta sulla serie settimanale DC 52, diventando quindi l’incarnazione stessa del Male, da un punto di vista religioso.
Il testo di riferimento di questa potente organizzazione è la Bibbia del Crimine, un testo  apparso in diverse serie pubblicate dalla DC Comics. Si basa sull’adorazione di Caino (Cain), personaggio dell’Antico Testamento noto per avere ucciso intenzionalmente il fratello Abele e aver quindi “donato agli uomini” l’omicidio. La copertina della Bibbia del Crimine è stata scolpita dalla roccia originariamente utilizzata per l’uccisione di Abele. Si tratta di un testo composto di 5 libri in cui si celebra il peccato come strumento di liberazione dell’uomo e in cui, oltre a Caino, è centrale la figura di Lilith, antico demone femminile mesopotamico associato al vento e portatore di malattia e morte, acquisito in seguito dalla tradizione ebraica.

Veniamo catapultati nel Mondo dei Monitor (Chiamato anche OLTREVUOTO).
Questo mondo si trova al di fuori dello spazio e del tempo, e non è un universo parallelo o mondo parallelo.
E’ una sorta di “fabbrica della crezione”, in cui attraverso un’apposita macchina ancestrale (il “Planetario dei Mondi”) si controllano e gestiscono tutti e 52 gli Universi paralleli che esistono dopo “Crisi Infinita”.
Ogni universo ha un Monitor (una sorta di Dio creatore/guardiano del Multiverso) che la controlla e la regola, per evitare che gli universi paralleli si uniscano e generino delle calamità.
Uotan era il Monitor di Terra 51, andata distrutta per colpa sua.
Per questo viene punito dal “Monitor Supremo”, il primo Monitor Tahotem (quello visto nelle Crisi più vecchie) e trasformato in un comune essere umano.

E’ necessario anche aggiungere un’altra cosa: i Monitor, esseri perfetti ed elegiaci, sono stati corrotti dalle emozioni umane, proprio per il loro contatto con esseri inferiori come noi.
Per questo dopo la dipartita di Uotan, Weeja Dell piange…

Questo è il Planetario dei Mondi.
Si tratta di una macchina utilizzata dai Monitor, ma metafumettisticamente parlando può assumere anche un significato diverso: Morrison stesso infatti, già in “Sette soldati della Vittoria“, concepisce l’universo come un gigantesco essere vivente, infinitamente grande, nella cui mente esistono le varie Terre, quasi fossero pensieri.
Lo spazio che intercorre fra una Terra e l’altra è chiamato Bleed (creato originariamente da Warren Ellis nei suoi lavori Wildstorm) che quindi, metafumettisticamente, rappresenta il sangue dell’Universo (che poi sarebbe il primo, ancestrale, onniscente Monitor).
Anche per questo infatti, quando Darkseid riuscirà a reincarnarsi iniziando così un processo di distruzione spazio-temporale fra le Terre, il Bleed si colorerà di rosso sia per indicare l’assottigliarsi dello spazio fra le Terre multiple, sia il sanguinare del Multiverso.
I Monitor hanno la capacità di toccare ed utilizzare il Bleed, fra le cui principali proprietà abbiamo quella di controllare “l’energia definitiva”, capace di guarire o annientare.

Questo che vedete è il Nero Corridore.
E’ un’entità che rappresenta la Morte, una sorta di “angelo” che appare per prelevare le anime in procinto di lasciare il corpo. Lo incontrerete infatti nei pressi del corpo di Orion, e all’inseguimento di Barry Allen nel flusso temporale…

Quelle che vedete sono le leggendarie Lanterne Alpha!
E’ un corpo estremamente specializzato che entra in azione solo in momenti precisi.
Viene interpellato solo in circostanze assai delicate per la sicurezza o particolamente inconsuete.
Se le Lanterne Verdi sono la polizia intergalattica, le Lanterne Alpha sono l’FBI intergalattica…
Hanno dei poteri maggiori rispetto alle comuni Lanterne: il loro anello è più potente, e hanno il potere di disattivare gli anelli delle Lanterne che reputano “sospette” o che commettono errori.
Questo Corpo è stato creato partendo da un suggerimento dello stesso Grant Morrison.

Questo è uno dei punti focali della storia.
Il detective Turpin è un ex membro dell’unità “Crimini Speciali di Metropolis”, ora in pensione.
Ciò nonostante torna nelle strade di Metropolis per indagare sulla scomparsa di alcuni bambini.
La sua pista lo porta al ritrovamento del corpo di Orion, e successivamente al “Dark Side Club”.
Qui non solo ritroverà i bambini, ma incontrerà Darkseid, reincarnato nel corpo del gestore del locale.
Il dittatore di Apokolips svela in parte ciò che è successo, della guerra che ha vinto contro le forze di Nuova Genesi, e dei suoi piani futuri.
Detto ciò si impossessa del corpo di Turpin, lasciando mummificato e morto (come vedremo all’inizio di Crisi Finale 3) il vecchio corpo.
Turpin non si accorgerà dell’accaduto. Anzi si dimenticherà di tutto ciò che è successo, e continuerà a cercare i ragazzi scomparsi senza rendersi minimamente conto di averli già trovati in realtà!
Noterà però dei cambiamenti evidenti nel suo modo di comportarsi… Cambiamenti molto violenti.
Solo recandosi a Bludhaven la personalità di Darkseid si risveglierà parzialmente in lui.

Queste sono le prime immagini del Comando-D. (Questa struttura, molto probabilmente, è la stessa che Kirby ha utilizzato in “Classici DC: Omac” (una serie fantastascientifica degli anni ’70): si trattava di un’unità clandestina speciale in cui si assemblavano robot-donna, che però in realtà erano sofisticatissime bombe)

E’ un sito sperimentale per le armi genetiche, all’interno di un bunker, che si trova al di sotto della città di Bludhaven, ormai distrutta dagli avvenimenti accaduti in Crisi Infinita. (Come ricorderete, la città in cui operava Nightwing venne rasa al suolo dalla Società Segreta dei Criminali Uniti, come atto di vendetta nei confronti dell’eroe. Per distruggerla è stato utilizzato un robot-contenitore di sostanze tossiche/radioattive ed esplosive, denominato Chemo, che venne scaraventato sulla città da un aereo. Bludhaven fu distrutta e vennero uccise migliaia di persone innocenti, inoltre l’area è rimasta parzialmente inabitabile, vista la coltre radioattiva che ancora persiste).
Questo bunker sembra il fulcro concreto della realizzazione del piano di Darkseid.
E’ qui che vengono imprigionate le persone rapite (quindi anche i bambini che cercava Turpin) e i loro corpi vengono utilizzati come “contenitori” per le essenze vitali dei Nuovi Dei di Apokolips che così facendo hanno la possibilità di reincarnarsi dopo la loro morte (Già in questo punto della storia avrete sicuramente notato che moltissimi personaggi in realtà sono posseduti da entità esterne).
Non solo: vengono creati geneticamente anche soldati metaumani: è il caso del corpo creato per il figlio primogenito di Darkseid, Kalibak, metà umano, metà animale.

Simyan e Mokkari, sono due “Nuovi Dei” molto importanti e vicini a Darkseid.
Nell’immagine li vedete con i corpi “terrestri” in cui si sono reincarnati.
Sono gli scienziati più importanti di Akopolips, e lavorano senza sosta all’interno del Comando-D per produrre corpi metaumani o soggiogare le menti delle persone prescelte, affinché le essenze degli spiriti dei Nuovi Dei si possano reincarnare nel nostro mondo.

Questa è forse una delle scene più epiche di tutta la storia.
Analizzando il corpo esamine di Orion, si intuisce che la sua morte è stata provocata da un proiettile, che lo ha colpito alla testa trapassandogli il cranio.
Ma per uccidere un Dio serve un proiettile particolare: infatti esso è composto da materiale theotossico (nella fattispecie radion, sostanza a cui gli dei sono altamente vulnerabili) e soprattutto non è un oggetto del mondo di oggi.
Si scopre infatti che il proiettile è stato sparato dal futuro, e che è stato rimandato indietro nel tempo attraverso l’utilizzo dello scranno di Mobius, che gli ha appunto aperto le porte del tempo e dello spazio.
L’unico che può provare a fermare il proiettile è l’uomo più veloce del mondo… Flash!
E proprio fra i meandri della linea temporale ritroviamo l’eroe che salvò l’universo DC durante la prima Crisi (Crisi sulle terre infinite), Barry Allen, anche lui occupato nel disperato tentativo di raggiungere il proiettile.
Nessuno dei tre velocisti, però, riesce nell’impresa e Orion viene colpito.

Da quel momento la linea temporale del passato si interrompeva e ripartiva a ritroso nel futuro (immaginatela come una sorta di strada in cui, arrivati in un punto preciso, si fa inversione di marcia e si riprosegue nella direzione opposta e parallela).
Jay, il primo e più lento dei Flash, riesce a fermare la sua corsa in tempo per tornare nel presente da cui era partito.
Wally e Barry, avendo raggiunto una velocità troppo elevata, riescono ad uscire dal tunnel temporale solo NEL FUTURO!

L’Equazione Anti-Vita è, forse, una delle armi più potenti esistenti: è una prova matematica della futilità dell’esistenza!
Le storie originali di Jack Kirby stabiliscono che l’Equazione dell’Anti-vita conferisce a chi la apprende il potere di dominare la volontà di tutte le razze senzienti!
È chiamata “Equazione dell’Anti-vita” perchè «se sei sotto il completo controllo di qualcuno, non sei veramente vivo!»

Darkseid venne a conoscenza dell’esistenza dell’Equazione all’incirca 300 anni fa quando venne a contatto con la popolazione di Marte. Da quel giorno cercò in tutti i modi di impossessarsene, vagando per l’universo e ricercandola nei mondi che trovava. (È per questa ragione che invia le sue forze sulla Terra, dato che crede che parte dell’equazione esista nel subconscio umano.)

E’ stata citata in molte storie precedenti, ed ha avuto molte versioni: quella che riportiamo è quella più attuale, utilizzata dallo stesso Morrison anche durante “Sette Soldati della Vittoria: Mister Miracle

solitudine + alienazione + paura + disperazione + autostima
÷ derisione ÷ condanna ÷ incomprensione
x senso di colpa x vergogna x insuccesso x giudizio

n=y dove y=speranza e n=follia,
amore=bugie, vita=morte, io=lato oscuro

In Final Crisis il dittatore di Akopolips è venuto a conoscenza integralmente dell’equazione dell’anti-vita, e se ne serve per sottomettere mentalmente tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Per divulgarla utilizza la nostra stessa tecnologia: attraveso una sorta di virus informatico riesce a raggiungere ogni dispositivo elettronico (dai cellulari, ad internet, alla televisione ecc) e di conseguenza ogni persona sulla terra.

Tutto ciò fa riflettere su quanto l’informazione (e i mass media) abbiano un ruolo importantissimo nella nostra società, e quanto possano influenzare le nostre scelte e il nostro modo di pensare e di comportarci.
Una tecnologia così utile per comunicare tra noi, pensata per annullare le distanze che ci dividono, considerata come una conquista positiva del nostro tempo, è qui mostrata come se fosse in realtà un nostro tallone d’achille, utile per manipolare le coscienze e le volontà delle persone.

GIUSTIFICATORI: sono guerrieri usati come forza militare nelle legioni di Apokolips, sostenuti soltanto dall’Equazione dell’Anti-Vita. Sono persone sottoposte a lavaggio del cervello a cui sono state fornite armi e armature apokoliptiane. In Final Crisis questi soldati vengono soggiogati attraverso appositi elmetti, che utilizzano la tecnologia del Cappellaio Matto per trasmettere l’equazione Anti-Vita direttamente al loro cervello.
Infatti gli eroi catturati vengono subito muniti di elmetto.

FURIE: sono un gruppo di guerriere fedeli a Darkseid, signore di Apokolips. I seguenti personaggi sono stati oggetto di lavaggio del cervello e sono diventati membri del gruppo: Batwoman, Catwoman, Giganta, Wonder Woman.


L’Articolo X – La leva dei Supereroi!
E’ l’ultimo baluardo per cercare di arginare la minaccia globale di Darkseid.
E’ una specie di servizio di leva che viene attuato in casi di calamità estrema, quando il pericolo da affrontare è mondiale.
Tutti gli eroi della Terra, si dovranno così riunire a formare un unico gruppo, e insieme unire le forze per abbattere la minaccia.
La proposta di richiamare L’Articolo X non poteva che venire da Alan Scott, prima Lanterna Verde e, soprattutto, veterano della II Guerra Mondiale, esperto quindi di strategia e organizzazione militare (E’ infatti lui stesso a divulgare via internet il messaggio di speranza e resistenza a tutti gli eroi).

Da questa formazione terrestre vengono istituite 6 torri di guardia, in cui gli eroi cercano di resistere alle armate dei Giustificatori. Queste “watchtower” sono:
- Castello di “Ceckmate” in Svizzera
- La fortezza della solitudine, al Polo
- Superbia (La citta fluttuante dei super marine creati da Morrison nel corso della sua gestione della JLA, in Uruguay)
- Gorilla City in Africa
- La Grande Muraglia in Cina

Grant Morrison ci regala ancora emozioni attraverso una delle scene più epiche e mitologiche di tutta la storia finora analizzata. Quando il mondo ormai è in preda alla distruzione, e i pochi eroi rimasti cercano disperatamente una via di salvezza, solo un’evoluzione dell’uomo a “Superuomo” può dare speranza.
L’autore sembra quasi volerci dire che nei momenti più cupi, duri, e dittatoriali del nostro tempo, solo l’uomo che riesce a innalzarsi rispetto a gli altri, a capire l’essenza del suo essere, a liberarsi dai suoi pregiudizi e dalle catene logiche del nostro mondo per vedere la realtà sotto un altro punto di vista, può rappresentare una concreta speranza di salvezza. Può diventare un simbolo, un esempio per tutti coloro che ancora combattono per la libertà.

Ma per ottenere tutto questo, per riuscire ad elevarsi, occorre ricorrere alla conoscenza e alla ricerca.
Proprio per questo, come aveva fatto agli albori dell’umanità, Metron ritorna nella vita degli uomoni come uno degli esseri più apparentemente inutili e miseri, per risvegliare nell’animo di Uotan ciò che già lui stesso stava ricercando.
La sedia a rotelle su cui è costretto è quasi una sorta di contrappasso rispetto alla sua condizione… Quando ha il pieno possesso della sua essenza di Dio siede sullo scranno di Mobius, che come abbiamo già detto è un oggetto dagli incredibili poteri e capacità, mentre ora che è stato relegato all’interno di un corpo umano la sua è una sedia a rotelle, simbolo di limitazione e di tutto ciò che è umano.
Nonostante tutto ciò, Metron diventa ancora una volta il Prometeo dell’evoluzione umana!

Il suo intervento è teso a far sì che Uotan prenda veramente coscienza della sua essenza e delle sue capacità.
In realtà, nel suo subconscio, è stato lui stesso a pianificare e a volere questo incontro con Metron, ma non ne ha coscienza.

Il suo disperato tentativo di tornare alla sua condizione di Monitor attraverso parole, disegni, e simboli è un chiarissimo omaggio “morrisoniano” alla magia e all’utilizzo dei sigilli (pratica che lo stesso autore racconta e spiega nel suo bell’intervento al DisinfoCon 2000 che potete vedere qui  http://www.youtube.com/user/DCLeaguers?feature=mhw4 ).
Ma tutto questo non può bastare se alla base di tutto non c’è la carica dell’amore (“l’amore che muove il sole e l’altre stelle” diceva Dante), l’amore per Weeja Dell, che è simbolo e parola “magica” per riottenere la forza necessaria al fine di raggiungere l’obbiettivo.

Finalmente Uotan torna ad essere ciò che veramente aspirava ad essere (e che era)… un Monitor!
Bellissima l’immagine in cui la sua potenza si manifesta attraverso l’immagine dalla matrice che gli avvolge il capo, come una sorta di cubo di Rubik in cui le varie facce rappresentano vari momenti della realtà che lo circonda… realtà che diventa ai suoi occhi piatta, mentre lui stesso assume le caratteristiche di un’essenza tridimensionale; così come Darkseid trascina con sé, nel baratro, lo spazio-tempo del mondo, Uotan scappa da queste regole e limitazioni diventando un’essenza che sfugge al controllo del Dio di Akopolips.

La storia primitiva delle origini della razza dei Monitor!

In origine c’era solo IL Monitor.
IL Monitor era l’Universo stesso. Infinita e perfetta forma di vita.
La sua mente era come un foglio bianco.
Ma l’immensità di questo “bianco”, trovò inaspettatamente un’imperfezione, che al suo interno conteneva impreviste contraddizioni.
Per analizzarla, IL Monitor (l’Universo) creò una forma miniaturizzata di se stesso (sonda) per esplorare l’imperfezione e capire i processi di cui era costituita.
All’interno dell’imperfezione, il Monitor (sonda) trova le storie (vite, eroi, criminali, eventi, amori ecc) che, con la loro essenza, lo intaccano. La loro contradditorietà fa nascere nel Monitor sonda la dualità: il Bene e il Male.
Il Monitor (l’Universo) scioccato da tutto ciò cerca di richiudere l’imperfezione presente nella sua mente all’interno di metalli divini, creando il Planetario dei mondi, nei quali sono rinchiusi tutti gli universi e le Terre parallele presenti nell’imperfezione.
Ma ormai la sua essenza è stata corrotta… Il suo essere si scinde in tanti più piccoli Monitor, ognuno dei quali ha lo scopo di controllare una Terra delle inummerevoli contenute nel planetario dei mondi.
Nasce così la Civiltà dei Monitor!
L’universo, IL Monitor ancestrale, non può far altro che lasciare l’ultima immagine di se stesso: una statua raffigurante le sua vestigia durante il suo primo incontro con l’imperfezione (La statua che vedete raffigurata è ovviamente quella di Superman, dato che egli stesso rappresenta l’emblema delle contraddizioni e delle individualità, che i Monitor chiamano “storie”… e infatti Superman è il primo supereroe, la prima storia) chiamata PENSIEROBOT!
Ma la parte del Monitor maligna, nata dal primo contatto con l’imperfezione non poteva essere lasciata libera.
Dax Novu, primo figlio del Monitor positivo, si offre volontario per contenere all’interno del suo corpo l’essenza malvagia che i Monitor chiamano Mandrakk.
Il corpo posseduto di Dax Novu verrà rinchiuso nelle profondità del Mondo dei Monitor.

Mandrakk ha le caratteristiche di un vampiro, proprio perché parassita delle storie. Si nutre succhiando il Bleed.
Metafumettisticamente parlando, la sua principale ambizione, il suo scopo è il ritorno alla “pagina bianca”, la distruzione del multiverso e delle storie, il ritorno alla purezza dell’Universo!

Questa è, forse, la scena che più ha destato clamore verso Final Crisis, e più ha scosso i fan di tutto il mondo.
Effettivamente, guardando queste tavole, ed estrapolandole dalla storia, non hanno molto senso… Anzi, si snatura un personaggio mitico come Batman.
Come tutti sapete il Cavaliere Oscuro ha dato il via alla sua lotta contro il crimine presupponendo due regole fondamentali, due giuramenti infrangibili, che reggono tutta la sua crociata contro il crimine: non uccidere e non utilizzare armi da fuoco.
Per questo, leggendo queste 3 pagine, è normale rimanere piuttosto sconvolti, perché è come se Batman tradisse se stesso e la propria morale.

In realtà in questa scena, Batman (eroe che seppur dotato di enormi capacità, non ha superpoteri), rappresenta l’intera umanità, che si frappone ai voleri e alla sottomissione degli Dei.
Ed è estremamente interessante notare una stranissima contrapposizione: se infatti i Nuovi Dei di Akopolips, per rinascere, devono relegare le loro mitiche essenze in corpi deboli e fragili come quelli umani, allo stesso tempo gli esseri umani, in una catastrofe senza precedenti come Final Crisis, riescono ascendere ad una dimensione mitica, da dèi, o almeno da eroi.
Gli uomini nobilitano se stessi, al contrario degli Dei che si “corrompono”.

Detto tutto questo, è anche incredibile notare come da questa apparente incongruenza, Batman in realtà esprima la sua più sincera essenza: creato dal male e dal dolore con colpi di pistola che uccidono i suoi familiari, lui stesso cerca di uccidere il male impersonificato, attraverso un colpo di pistola.
Darkseid rappresenta l’essenza stessa del male. L’incarnazione mortale del male assoluto!
Per questo Batman spara, egli infatti sa benissimo che non ci sarà mai neppure la più remota possibilità di redenzione per Darkseid. L’unico modo per fermarlo è la sua morte.

Per i fan più accaniti di Morrison, Batman che spara a Darkseid è ovviamente King Mob (protagonista della serie “morrisoniana” più famosa “The Invisibles”) che spara al “sistema”… Un semplice uomo che da solo riesce a battere tutto il Sistema, marcio e corrotto, che con la sua corruzione sta portando tutti dritti all’Inferno. Un uomo che alza la testa e dice “no”. Qualcuno si è lamentato affermando che quel comportamento (compreso l’uso di un’arma da fuoco) per Batman rappresenta un tradimento del personaggio, ma per capire pienamente quella scena bisogna rendersi conto del fatto che in quel momento non stiamo vedendo Batman, bensì King Mob, cioè lo stesso Morrison!

E infine: Batman, viene colpito dai raggi Omega precisamente alla testa e al cuore… punti in cui lo stesso Metron, nel suo corpo, ha i “simboli” che rappresentano ogni libertà dai vincoli.
E’ la dimostrazione di come Dakseid voglia colpire i simboli di libertà, a vantaggio dell’omologazione e della sottomissione.

La distruzione del multiverso sta toccando tutti gli universi paralleli contenuti all’interno del planetario.
Ognuno di loro sta affrontando la possibile fine della loro esistenza.
Zillo Valla, una dei Monitor “osservatori” dell’Oltrevuoto, tenta un disperato tentativo di salvezza, reclutando gli esseri più forti dei rispettivi universi.
Per far ciò si serve dell’Ultima Thule (ovvia citazione della Thule di Pitea, intesa come ultima Terra conoscibile, e il cui significato nel corso dei secoli muta fino a indicare tutte le terre “aldilà del mondo conosciuto”) che è una specie di nave divina, che ha la particolarissima capacità di attraversare il Multiverso: può passare così attraverso gli strati del bleed, e raggiungere tutte le 51 Terre differenti. (Per gli esperti, l’idea di questa nave può ricordare quella già vista in Planetary)
La struttura del Multiverso, essendo emergente e peculiare, è quindi paragonabile a una specie di enorme sinfonia musicale, che può essere attraversata dall’Ultima Thule solo attraverso un timone particolare: la rotta da seguire, per trovare le varie terre parallele fra la rete intricata del Bleed, non può che essere stabilita utilizzando una specie di grande arpa. Ogni corda fatta vibrare in un certo modo produrrà una lunghezza d’onda paragonabile ad una frequenza specifica in cui si troverà un dato universo! La nave multiplanetaria è alimentata dal cuore pulsante di Zillo Valla, quindi dal Bleed stesso.

Ma il viaggio intrapreso dal Monitor risulta subito essere difficile.
Gli incrociatori multiuniversali di Mandrakk, chiamati distruttori (nel caso specifico “l’eco della mezzanotte”) rintracciano l’Ultima Thule, che per sfuggirgli perde il controllo della rotta, ritrovandosi nel Limbo.
Il Limbo è una sorta di “mondo dei morti” degli eroi: tutti i personaggi dei fumetti, che con gli anni sono stati dimenticati dai lettori, finiscono in questa zona morta fuori dal tempo e dallo spazio, ai confini più remoti del planetario, oltre il Multiverso.
In questo luogo, non esistono storie e non succede mai nulla. I ricordi di chi vi abita sbiadiscono fino a scomparire.
Per questo qui risiedono eroi degli anni 50-60 che ormai oggi i lettori non ricordano più, mai più rivisti in nessuna storia e che sono stati dimenticati!

A questo proposito è veramente bellissima e poetica la scena in cui Merryman, “re” del limbo, e Superman, icona immortale dell’eroismo, si scambiano queste parole:
“Superman, prometti che ti ricorderai di noi? Anche se nessun altro lo farà?”
“Lo farò! E anche loro. Si può essere eroi ovunque, Marryman.”


Le storie scritte da Morrison hanno la particolarità di essere assolutamente legate fra loro. Per questo, quando leggerete i lavori di questo autore, vi sarà chiaro come personaggi e situazioni, anche di vicende diverse, in realtà hanno legami e richiami abbastanza importanti e specifici.

Nel 1997 e nel 2000 Grant Morrison si mette al lavoro anche sulla JLA: di questa sua gestione fa parte una storia molto bella, chiamata “JLA – Terra 2” in cui viene creato e introdotto Ultraman.
Ultraman è uno dei personaggi cardine di “Superman Beyond“, da parecchi definita come la massima espressione del genio morrisoniano su Superman.
In poche parole Ultraman è la controparte di Superman… Un superman cattivo e spietato di una Terra alternativa (Terra 2 appunto), in cui la realtà è molto diversa da come la conosciamo: gli eroi sono malvagi e tengono sotto scacco il mondo, mentre l’unico eroe che cerca di contrastarli in nome della giustizia e della libertà è Lex Luthor.
Cosa molto più importante, e fondamentale per il nostro caso, è che Ultraman (come Terra 2) è composto di antimateria, rispetto al Superman (e quindi alla nostra Terra) che è composto di materia.
Proprio per questo lo scontro fra questi due personaggi è assai pericoloso, perché rappresenterebbe un’opposizione fortissima fra materia e antimateria, che produrrebbe un’esplosione paragonabile a quella del Big Bang! (se vi interessa saperne di più sull’antimateria date un’occhiata qui http://it.wikipedia.org/wiki/Antimateria )

Detto questo è utile ricordare il contesto in cui si stanno sviluppando le varie vicende… In ordine decrescente dovete immaginarvi: la mente dell’universo immensa e perfetta all’interno della quale esiste il piccolissimo Ultramondo, in cui abitano i Monitor, contenente la macchina del planetario, nella quale a sua volta esistono i 52 universi paralleli. Una chiara visione di questa sorta di matrioska rappresenta un ottimo punto di partenza.

Mandrakk è tornato e stà distruggendo l’Ultramondo, cibandosi anche del Bleed. Se l’Ultramondo verrà distrutto e il bleed consumato, il Multiverso (e quindi tutti i 52 universi paralleli fra cui la nostra Terra) verranno cancellati.

Lo sforzo fatto da Zillo Valla, e soprattutto il reclutamento di Superman e Ultraman, come anche quello di Allen Adam, non sono assolutamente casuali!

“Il bene assoluto è il male assoluto!
Ciò che disprezzi di più, salverà ciò che ami di più!”

Allen Adam, il Superman quantico di Terra 4, deve prendere coscienza della condizione della struttura del Multiverso e della condizione dell’Ultramondo. Sarà lui a far sì che vengano fuse le simmetrie… Superman si scontrerà con Ultraman, e dalla loro lotta scaturirà l’energia della pura essenza di Superman.
Quest’essenza ricreerà la perfezione dell’Universo (IL Monitor Originale) e riattiverà il Pensierobot , il robot vestigia del primo monitor, generato dal contatto con la prima imperfezione, dalla prima storia.
Quest’involucro ha il solo scopo di proteggere l’esistenza… Cioè la multirealtà del planetario, e quindi il mondo dei monitor, dalla minaccia di Mandrakk.

Se Mandrakk voleva distruggere l’imperfezione, e quindi tutte le storie esistenti, il gesto del Pensierobot di scrivere nella sua probabile bara le parole “To be continued”, rappresenta tutto il significato della sua vittoria: la storia primordiale ha assicurato ancora la sopravvivenza delle storie e del planetario.

Il finale di Final Crisis è forse la parte più complessa da raccontare.

Questo non tanto perché nel finale si tirano le somme dell’intero discorso e i personaggi sono tanti, ma perché mai come nel finale si percepisce la peculiare forma di narrazione morrisoniana costituita di salti temporali da una scena all’altra, apparentemente senza alcuna logica, che lo stesso autore chiama “Channel-zapping comics”.

E’ necessario ricordare che esiste una precisa interconnessione con gli avvenimenti legati all’avvento di Dakseid e di Mandrakk. All’ascesa di Darkseid nel nostro mondo, corrisponde quella di Mandrakk nell’Oltrevuoto. Diciamo che il rapporto è metaforico: nel mondo reale Darkseid uccide la volontà individuale; in quello dei Monitor (quello dell’immaginazione e delle storie) un suo omologo fa la stessa cosa.

Come già abbiamo detto, la caduta dell’essenza dei Nuovi Dei nella nostra terra e la loro conseguente reincarnazione, creano un collasso spazio-temporale che trascina nell’oblio tutte le Terre del planetario (metafora del Male che corrompe quello che tocca), ed è in questa situazione che ci troviamo ora… La Terra è sul punto di scomparire.

Darkseid viene sconfitto materialmente, grazie all’unione degli sforzi di più eroi, in più parti del mondo. Facciamo un breve riepilogo:

- Libra viene sconfitto e allontanato dalla scena da Luthor durante la sua ribellione.
- I Flash, attraverso la loro corsa temporale, inseguiti dal nero corridore, riescono a far si che la morte colpisca il corpo umano di Darkseid, liberando il suo corpo mortale della possessione del dio e ponendo fine alla sua reincarnazione.
- Raggio, sfuggendo dal centro di comando della JLA, riesce a tornare sulla terra, e tramite i suoi poteri disegna sul pianeta il simbolo del dio Metron (“Libertà dai vincoli”), “purificando” il pianeta e riuscendo così a liberare gran parte della popolazione dall’influsso mentale dell’equazione anti-vita.
- Wonder Woman, liberatasi anche lei dal dominio mentale, ha legato il corpo di Darkseid col suo lazo della verità indistruttibile, rendendolo praticamente innocuo.
- Superman, infine, distrugge l’essenza rimasta del sovrano di Akopolips, attraverso l’utilizzo di controvibrazioni (visto che, come avevamo detto in precedenza, l’universo e il Multiverso hanno una struttura “sinfonica”, fatta da infinite vibrazioni diverse)

Ciò che succede dopo, a mio parere, ripropone la stessa frammentazione dello spazio-tempo in cui si svolge la vicenda, e invece di cercare di rimettere tutti i pezzettini del puzzle insieme, vorrei spendere qualche parola sul significato che risiede dietro questo monumentale finale.

Il male, incarnato nelle forme di Darkseid e, in maniera maggiore, da Mandrakk, ha ormai in pugno la realtà del Multiverso.
Il bleed è quasi del tutto consumato, il planetario dei mondi quasi distrutto.
La realtà, come la conosciamo noi, non esiste più.
Con la sconfitta di Darkseid la situazione non cambia.
Mandrakk, la cui essenza ha contagiato un altro Monitor (Rox Ogama), è ancora presente nel Multiverso (seppur debellato nel mondo dei Monitor).
L’ultima speranza del Multiverso è la macchina dei miracoli: questa è un artefatto futuristico del 2960, custodito in un luogo segretissimo dal Braniac 5 del futuro, che ha la capacità di dare forma ai pensieri. (E’ stata “raffinata” proprio dalla tecnologia dei Nuovi Dei)
La macchina è alimentata dalla scintilla dell’elemento-x… il fuoco degli Dei… quel fuoco, primo dono di Metron all’umanità, e prima grande scoperta dell’uomo, è simbolicamente anche l’ultima possibilità degli uomini per evitare la fine dei loro giorni.
Il “lieto fine” che Superman desidera dalla macchina, non deve avere tanto il significato della volontà di vittoria dei buoni sui cattivi, quanto più una speranza di rinascita e rinnovamento per un mondo, e un Multiverso, ormai in crisi.
Il lieto fine per tutte le storie esistenti del Multiverso.
Infatti, la sconfitta di Mandrakk, e soprattutto la scelta dei monitor di non interferire più con il planetario (e quindi con la nostra realtà) rappresenta una rinascita dell’universo supereroistico DC.
Il “DC Universe” sarebbe stato liberato dalla cupezza di vent’anni di revisionismo, simboleggiato da Mandrakk, per tornare ad essere un posto meraviglioso, in cui gli eroi tornano ad impossessarsi veramente dell’eroismo più puro ed epico. (Sapete tutti benissimo che Morrison è un controrevisionista convinto. Lo dimostra anche la sua bellissima storia “Flex Mentallo”)

Questo universo narrativo, in cui le storie costituiscono la base della sua esistenza, era seriamente sul punto di cedere alla sua antitesi… I suoi eroi più famosi ed iconici erano scomparsi, i loro valori dimenticati.
Ma in questa situazione apparentemente disperata, l’universo (il DC Universe) riesce a salvarsi grazie alla sua intrinseca natura positiva ed ottimistica, rappresentata da Superman e dalla macchina dei miracoli.
A questo proposito è bellissima la scena in cui gli ultimi sopravvissuti al disastro costruiscono e liberano nello spazio un missile contenente la storia dell’ultima resistenza degli eroi, delle loro gesta e dei loro princìpi, come per dare un messaggio concreto e tangibile della loro speranza… Della loro convinzione che un giorno qualcuno possa ancora leggere quel messaggio e comprendere il significato dell’eroismo! (Missile che ritroviamo nel passato a fianco della caverna di Anthro, dov’è presente anche Bruce Wayne… Che voglia significare qualcosa? Un senso di eroismo prestato ad un’epoca oscura in cui la legge del più forte dominava sulla ragione?)

Nix Uotan, altro grande eroe di Crisi Finale, comprendendo la natura e la bellezza dei “germi” (come i Monitor chiamano gli esseri umani) rifiuta la sua condizione di Monitor, scegliendo di diventare un comune mortale. (Notate come questo senso di “perdita” sia meravigliosamente sottolineato dalle ultime vignette che lo riguardano, che si consumano piano piano, lasciando alla fine il foglio bianco, come la mente perfetta dell’universo)

E tutto questo, questa rinascita, viene raccontata da Supergirl e Wonder Woman, a un gruppetto di bambini attenti… L’ultimo morrisoniano esempio che anche questa Crisi Finale non è altro che l’ennesima storia che si va ad aggiungere all’essenza del Multiverso stesso.


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Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini