Cosa è Kandor?

Scritto da Marco Cecini il 25 agosto 2009 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics e Superman con nessun commento

imageNella sua originale versione, prima di Crisis on Infinite Earths, Kandor era la città capitale di Krypton, prima che come centro politico del pianeta venisse scelta Kryptonopolis.
Alcuni anni prima che il pianeta subisse la sua disastrosa distruzione, uno dei più pericolosi villain supermaniani di sempre, Brainiac, riuscì a miniaturizzare la metropoli e i suoi abitanti, e a “rubarli” al pianeta, tenendoli chiusi in una bottiglia di vetro sita sulla sua astronave.
La vita all’interno della bottiglia era del tutto speculare a quella cui i cittadini erano abituati sul pianeta Krypton, sebbene l’artificio di agenti esterni consistesse necessariamente nel provvedere periodicamente quantitativi di aria pura attraverso dei ”buchi” nelle pareti della bottiglia, ovviamente aria che avesse la medesima composizione di quella del pianeta nativo al quale la città era stata sottratta.
Nel mondo miniaturizzato vennero ricreate anche le atmosfere gravitazionali del pianeta Krypton, così che gli abitanti potessero di fatto non risentire minimamente, nemmeno dal punto di vista fisico, dell’espatrio cui erano stati costretti.
Kandor rimase sulla nave spaziale di Brainiac fino al luglio del 1958, allorché questi invase la Terra al fine di aggiungere la città di Metropolis alla sua collezione di miniature. Ovviamente sconfitto da Superman, il supervillain dovette cedere la città, che venne presa in custodia da Kal-El e entrò a occupare un posto d’onore fra le meraviglie che occupano la Fortezza della Solitudine.
Lì Kal ebbe modo di prendersi cura dei suoi connazionali di Krypton, provvedendo con grande attenzione al mantenimento delle condizioni ambientali kryptoniane e dosando di volta in volta la mistura dell’aria, secondo la composizione del pianeta esploso.
Tentò nondimeno, fallendo, di ripristinare la grandezza originaria della città, e i kandoriani, commossi dal suo gesto, lo elessero loro “eroe cittadino”, garantendogli la cittadinanza onoraria, una squadra di assistenza e aiuto nelle occasioni di emergenza, e facendo fiorire una moltitudine di statue e targhe in suo onore lungo tutto il perimetro di Kandor. Se sulla Terra l’identità segreta di Clark Kent era sconosciuta a tutto il mondo, su Kandor tutti conoscevano ormai il nome e la doppia vita del loro salvatore “onnisciente”. Tuttavia, quando Kal decideva di recarsi a Kandor miniaturizzandosi attraverso la tecnologia della Fortezza, inevitabilmente doveva accettare di rinunciare temporaneamente ai suoi poteri. Il sole rosso artificiale atto a ricreare l’atmosfera di Krypton lo privava della forza del nostro sole giallo, rendendolo una persona comune. In cambio ne otteneva però anche una temporanea immunità dalla kryptonite, la quale sarebbe svanita assieme all’assenza di poteri, non appena Superman avesse messo piede fuori della città in miniatura.
Su Superman #338, nell’agosto del 1978, Superman riuscì infine a riportare la popolazione di Kandor alla sua grandezza originaria, e trovò per loro un nuovo pianeta da abitare, anch’esso orbitante attorno al sole rosso. I kandoriani chiamarono il nuovo pianeta Rokyn, che nella loro lingue significava “dono di Dio”, un omaggio evidente a quel kryptoniano vissuto sulla Terra e che per tanti anni si era preso cura di loro come un dio si prenderebbe cura dei suoi figli mortali.
In ricordo del legame con i kandoriani, Superman costruì una replica del mondo in bottiglia che per anni lo aveva accompagnato nei suoi momenti alla Fortezza, ma grande fu il suo stupore quando migliaia di minuscoli alieni, in fuga dalla distruzione del loro pianeta nativo, trovarono ristoro in questo suo mondo che egli aveva appena creato, su Superman #371, uscita dell’agosto 1982. Quando fu loro detto che il nome originario del pianeta era Kandor, gli alieni decisero di adottare questo stesso nome per la terra che avrebbero di lì innanzi abitato.

A onor del vero, un’altra Kandor faceva parte in quell’epoca dell’universo DC Comics. Si tratta della città di origine di Kara Zor-L, la Supergirl di Terra 2, così come le fu mostrato in uno dei suoi sogni. Questa versione del pianeta Kandor non fu mai rimpicciolita, ed anzi subì lo stesso fatale destino di Krypton, venendo distrutta. Il padre di Kara, Zor-L, costruì sulla nave che avrebbe ospitato la figlia nel suo viaggio di decadi una proiezione virtuale della sua città nativa; in essa egli riprodusse un mondo olografico “vivente”, in cui Kara per quasi 20 anni interagì con quelle che erano le proiezioni duplicate dei propri genitori, degli abitanti di Krypton, degli ambienti e della società del pianeta. Una volta giunta su Terra 2, le sue illusioni vennero rimosse, lasciandola però spaesata e sofferente per dover forzatamente rinunciare a quella che era stata la sua vita felice sino a quel momento. Kara tornò alla realtà virtuale di Kandor per un breve lasso di tempo di vita reale, corrispondente a diversi anni di vita nella virtualità. Qui ebbe modo di sposarsi e di avere un figlio, ma quando riuscì a liberarsi dell’illusione virtuale grazie all’aiuto di un amico, il suo dolore fu tale che la spinse a distruggere per sempre la nave creata dal padre.

E arriviamo in questo modo al periodo del post-Crisi, laddove il multiverso era infine distrutto e gli eroi del DC Universe trovavano un solo piano di esistenza per le loro vite: Terra 1. Molte cose furono riscritte, e fra queste anche Kandor. Nella nuova versione non si trattava di una città kryptoniana rimpicciolita da Brainiac, bensì di una città in bottiglia creata dal mago spaziale Tolos, che al suo interno volle intrappolare numerosi esponenti di varie razze aliene, come in un gigantesco zoo spaziale. Questa città non era miniaturizzata nel senso letterale del termine, più che altro esisteva su di un piano dimensionale differente dal nostro, e in qualche modo connesso alla Zona Fantasma. Superman riuscì a prendere in custodia la città, come nel pre-Crisi, e se ne prese cura all’interno della Fortezza della Solitudine, per quanto ad oggi non sia ancora riuscito a portare Kandor alla normalità.
Ulteriori mutamenti nella continuity della piccola “lillipuziana” comunità vennero introdotti con Birthright di Mark Waid, che seppe reintrodurre abilmente alcuni efficaci elementi della precedente Kandor Silver Age. La verità del continuum spazio temporale venne ripristinata in Superman #200, in cui Kal scoprì di essere stato “gettato” fuori dal tempo dopo uno scontro con Brainiac 13, e comprese di essersi trovato quindi ad assistere a due versioni diverse delle sue origini: quella di Man of Steel, e quella, appunto, di Birthright. A seguito della temporanea amnesia che egli subì nel vivere Birthright, Kal riuscì a mettere dei punti fermi nella cronologia ufficiale di Kandor:

– La città fu effettivamente rimpicciolita, e successivamente da lui sita nella Fortezza della Solitudine.
– Allorché Superman si rimpicciolisca per entrare in Kandor, i suoi poteri spariscono per tutto il tempo della sua esposizione ai raggi del Sole Rosso artificiale ricreato per simulare le condizioni ambientali di Krypton.
– La città era effettivamente la prima capitale di Krypton, ed è oggi popolata da nativi kryptoniani così come pure da alieni non kryptoniani.
– Gli abitanti ricordano che fu Brainiac a rapire la loro città al pianeta Krypton, e non il mago Tolos. Non è ben chiaro ma probabilmente la città cadde vittima di entrambi i personaggi passando da Tolos, che la utilizzò come ricettacolo delle razze aliene che egli andava collezionando, a Brainiac. Tuttavia questa ipotesi spiegherebbe solo parzialmente la presenza e coesistenza non proprio pacifica su Kandor di kryptoniani e alieni.
Ad oggi resta comunque Tolos la principale causa delle “disgrazie” della città in miniatura, e nella continuity ufficiale Brainiac fa la sua apparizione solo in un secondo momento, per quanto rilevante possa essere stato il suo intervento nelle vicende dei kandoriani.
– Sembra che un centinaio di anni siano trascorsi nel mondo di Kandor, laddove invece il mondo reale invecchiava normalmente. A causa di questo, Superman è ormai lì una sorta di metafora ideale, assurto allo status di divinità e oggetto di venerazione.

A retconnare nuovamente lo status quo Kandoriano provvede l’irresistibile genio di Geoff Johns sull’arc titolato Brainiac, serializzato su Action Comics n. 866-870 e raccolto da Planeta De Agostini sui numeri 26-28 del suo mensile dedicato a Superman.
All’interno di questa storia si apprende che la città in bottiglia conservata all’interno della Fortezza della Solitudine non è mai stata la vera città kryptoniana di Kandor, ma una città ad essa ispirata ed esistente su un altro piano dimensionale, con la bottiglia a fare da semplice collegamento fra le due diverse dimensioni. Andata distrutta la bottiglia, viene distrutto anche il collegamento fra la Terra e la falsa Kandor.
La vera città kryptoniana venne letteralmente sradicata dal supervillain Brainiac dal suo pianeta natale, miniaturizzata e conservata all’interno della sua astronave come trofeo di illimitata conoscenza. Solo la sconfitta del villain da parte di Superman restituirà alla città e ai suoi abitanti le loro normali dimensioni, facendo sì che la città potesse trovare nuovo spazio nel Polo Nord del pianeta Terra, in prossimità proprio della Fortezza della Solitudine.
Dalle parole di Lex Luthor si apprende che la città, ai tempi gloriosi del prospero impero kryptoniano, era così famosa e florida da ispirare altre comunità in tutto l’universo ad assumere il suo stesso nome.
Architetture, usanze e costumi della nuova versione geoffiana di Kandor, sintetizzano elementi delle precedenti versioni Silver Age e Modern Age della città in bottiglia.

L’onestà intellettuale ci porta comunque a chiarire che la continuity seguente World of New Krypton è ancora tutta da definite, e molti punti della vita di Kal-El stanno subendo degli adattamenti e delle rivisitazioni. Ulteriori dettagli sulla storia di Kandor potrebbero essere portati alla luce dalle storie supermaniane di prossima edizione italiana, pertanto per ora auspichiamo che il quadro suntivo che vi abbiamo fornito possa essere abbastanza esplicativo di quelle che sono state le vicissitudini della piccola comunità miniaturizzata sino a questo momento.

A onor del vero Kandor è la protagonista di un’altra importante storia qui non menzionata, ancora inedita in Italia, ma di cui potete leggere una nostra recensione:  Godfall.  Non vi resta dunque che rimanere sintonizzati su queste frequenze.



Informazioni sull'autore

Marco Cecini [Barry Allen]Nato a Roma, classe 1982. Appassionato, volitivo, amante di tutto ciò che è epico, eroico, e che rimanda al sapore antico e primigenio del vivere. In quanto tale, il fumetto supereroistico rientra di diritto nel novero delle sue passioni più grandi.Leggi tutti gli articoli di Marco Cecini