Capitan America: come iniziare

Scritto da Massimo Rubbino il 28 febbraio 2010 in Comics e fumetti americani con 3 commenti

Sono indicate sia le edizioni italiane che quelle USA. Si è scelto come “starting point” il Cap di Mark Waid, gestione che rilancò il personaggio a metà anni ’90.

Capitan America – Operazione Rinascita

Testi: Mark Waid
Disegni: Ron Garney
Edizione italiana: Capitan America & Thor 25-34, Marvel Italia
Edizione originale: Captain America – Operation Rebirth TP

Il mondo crede che Capitan America sia morto, ma la sua vita è stata salvata da qualcuno che egli stesso credeva perduto per sempre: Sharon Carter, Agente dello S.H.I.E.L.D., la fidanzata che Steve aveva visto morire. Ma questo suo antico amore lo ha salvato solo per permettergli un’alleanza con il suo più letale nemico, il Teschio Rosso, che non potrà conquistare il mondo sino a quando, con l’aiuto di Cap,  non avrà impedito che a conquistarlo prima siano Adolf Hitler e il Cubo Cosmico. Costerà a Cap il ruolo di principale protettore degli USA, combattere il Male schierandosi accanto ad un male diverso?

Capitan America – Il Ritorno degli Eroi

Testi: Mark Waid
Disegni: Ron Garney, Andy Kubert
Edizione italiana: Capitan America & Thor 47-69, Marvel Italia
Edizione originale: la Marvel ha racolto in TP solo il primo ciclo  ormai fuori catalogo

Fra le storie più amate del Capitan America anni ’90, fra la cap-mania, il ritorno dell’Hydra e un Teschio Roso più pericoloso che mai.

Capitan America – L’avversario

Testi: John Ney Rieber
Disegni: John Cassaday
Edizione italiana: Marvel Miniserie 48-49-50, Marvel Italia, “Supereroi: Le Grandi Saghe n.20″ (TP, collana da edicola, reperibile anche in fumetteria)
Edizione originale: Captain America: The New Deal TP

Il Capitan America post-11 settembre, fra attentati sul suolo americano e terroristi islamici. Ma l’autore è lo stesso della serie Vertigo “Books of Magic”, quindi niente facili manicheisimi né banale retorica, bensì una profonda autocritica dell’America che riflette su stessa e le proprie colpe. Perché questo “avversario” è solo ciò che raccogliamo dopo anni di cattiva semina.

Capitan America – Gli Estremisti

Testi: John Ney Rieber, Chuck Austen (gli ultimi due episodi)
Disegni: Trevor Hairsine, Jae Lee (gli ultimi due episodi)
Edizione italiana: Marvel Miniserie 52-53, Marvel Itala
Edizione originale: Captain America: The Extremists TP, “Supereroi: Le Grandi Saghe n.20″ (TP, collana da edicola, reperibile anche in fumetteria)

Un agente rinnegato dello S.H.I.E.L.D. si rivela una minaccia più grande di quanto Fury e Steve Rogers pensassero: perché non si tratta di un volgare criminale, è un pellerossa che vuole restituire l’America ai suoi originari abitanti. Non combatte per soldi, né per gloria o religione. Combatte per la terra, la sua terra. E la sua gente.
Scontri fra Nieber e la Marvel fanno sì che lo scrittore sia allontanato dalla serie prima del previsto, per cui il finale della saga (poco ben visto dalla dirigenza) viene fatto parzialmente riscrivere da Chuck Austen. L’impegno politico e sociale viene quindi stemperato nell’azione un po’ fine a sé, per quanto magnificamente illustrato dalle temebrose matite di Jae Lee.

Capitan America – Ghiaccio

Soggetto: John Ney Rieber
Sceneggiatura: Chuck Austen
Disegni: Jae Lee
Edizione italiana: Marvel Miniserie 53-54, Marvel Italia
Edizione originale: Captain America: Ice v. 3

Tutto quello che Cap sapeva del suo passato potrebbe essere una menzogna. La cattura di Bucky da parte del Barone Zemo, la morte del ragazzo avvenuta accidentalmente dura il tentativo di disinnescaggio di una bomba, lo stesso Capitan America che, per un arabesco del destino, si ritrova intrappolato in un blocco di ghiaccio per sessant’anni. Tutto, tutto. Potrebbe essere tutta una truffa, un raggiro. Da parte di chi Steve Rogesr ha sempre giurato di servire e proteggere.
Il tradimento più grande che la Sentinella della Libertà potesse subire.

Capitan America Ice v. 3Chuck Austen scrive la sceneggiatura sulla scorta dei plot ereditati dallo scrittore precedente, senza averne però la classe né l’acume. Le potenzialità deflagranti di un simile soggetto vengono parzialmente rovinate da una scrittura confusa e inespreta, che tenta di confondere le acque con effetti e stacchi di montaggio alla David Lynch, ma che finiscono per confondere le idee del lettore. Eppure si tratta di un plot così potente nella sua efferetezza, nella cattiveria con la quale scava nel passato di Cap, che sarebbe un peccato perdersi questo fumetto. I disegni di Jae Lee, dark e angosciosi, lo rendono poi assolutamente imperdibile.

Capitan America – Rosso, Bianco e Blu

Testi: Paul Dini, Mark Waid, Bruce Jones, Max Allan Collins
Disegni: Alex Ross, Frank Quitley, Peter Kuper
Edizione italiana: Volume unico cartonato, Marvel Italia; Supereroi: Le Grandi Saghe n.36 (TP, Panini Comics – collana da edicola, reperibile anche in fumetteria)
Edizione originale: Captain America: Red, White and Blue TP

Capitan America è il simbolo della speranza di un’intera nazione. In un mondo che cambia, l’eroe a stelle e strisce riflette le nobili aspirazioni e i più alti ideali di ognuno di noi. Un volume speciale dedicato ad una leggenda dei comics, firmato da alcuni ottimi team creativi.

Capitan America – La Verità

Testi: Robert Morales
Disegni: Kyle Baker
Edizione italiana: For Fans Only (seconda serie) 7, Marvel Italia
Edizione originale: Captain America Truth HC

Steve Rogers non fu il primo Capitan America. Prima di lui, un “bastardo senza gloria” si sottopose con ottimi risultati al programma del supesoldato, diventando così il cosiddetto “Black Cap”. Le cose però non andarono come previsto e il Governo degli Stati Uniti d’America si ritrovò ad avere tra le mani, più che una soluzione per la minaccia nazista, una patata bollente….
Disegni cartoonistici e sopra le righe firmati dal grande Kyle Baker, che sicuramete piaceranno agli amanti di Will Eisner, specie dell’ultimo.

Capitan America – Patria

Testi: Robert Morales
Disegni: Chris Bachalo, Eddie Campbell
Edizione italiana: Il Mitico Thor 67-71, Marvel Italia
Edizione originale: Captain America – Homeland TP

Capitan America, la base militare americana di Guantanamo, un sospettato terrorista da scortare e la sospensione del Bill of Rights: una strana miscela per un uomo che non serve nessun Governo, serve solo il Sogno. Anche quando questo ed il Presidente sono distanti anni luce.
In coda, sempre per le magiche matite di Bachalo, una rievocazione nostalgica di Bucky e una storia in due parti illustrata da Eddie Campbell, che omaggia esplictamente il Tom Strong di Alan Moore.

Capitan America di Ed Brubaker

Testi: Ed Brubaker
Disegni: Steve Epting, Mike Perkins, Butch Guice, Bryan Hitch
Edizione italiana: Thor & i Nuovi Vendicatori 78 – tutt’ora in corso di pubblicazione
Edizione originale: volumi brossurati, segue elenco

Capitan America di Ed BrubakerLa serie cambia pelle e diventa una spy-story con pesanti influenze noir, soprattutto nell’atmosfera e nel taglio delle storie. I nemici dell’America sono quelli di sempre (Teschio Rosso, Dottor Faustus, Arnim Zola), ma è l’approccio ad essere diverso: la società americana è sull’orlo del baratro, la disperazione è densa come latte cagliato, i vecchi metodi non bastano più. E in tutto questo, dalle nebbie della Guerra Fredda emerge il Soldato d’Inverno, un ambiguo individuo che svolgerà un ruolo chiave nella carriera di Capitan America.

NOTA:

Nella collana da edicola “Super Eroi: Le Grandi Saghe” n.2 è stata proposta “La Morte di Capitan America”. Si tratta di un volume che raccoglie alcune miniserie celebrative dell’evento e qualche spezzone della regular di Ed Brubaker, che potrebbe però risultare di difficile comprensione se non si conoscono gli eventi accaduti in precedenza. Per cui si consiglia comunque l’acquisto della gestione Brubaker nella sua interezza.

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Informazioni sull'autore

Massimo RubbinoNon ricorda di essere nato nel 1982; non ricorda d'essere un appassionato di fumetti dal vecchio Uomo Ragno N° 48 (Maggio 1990); non ricorda di non aver mai pubblicato su carta nulla di ciò che ha scritto; non ricorda di aver collaborato ad un sito che ha contribuito a lanciare e che adesso ha cancellato dalla sua memoria (qualcosa come W la F. it); non ricorda perché stia scrivendo questa bio in uno stile da far impallidire Beavis & Butthead.Leggi tutti gli articoli di Massimo Rubbino