Batman: la run Morrison (parte 4.6)

Scritto da Raffaele Radaelli il 4 luglio 2011 in Batman e Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

Il Ritorno di Bruce Wayne #6

Termina con Batman 48 la pubblicazione da parte di Planeta deAgostini de Il Ritorno di Bruce Wayne. Gli articoli relativi ai numeri precedenti li potete trovare qui: RdBW #1, RdBW #2, RdBW #3, RdBW#4, RdBW#5.

Il numero si apre a Punto di Fuga. Gli Archivisti stanno archiviando l’ultima storia: quella di Bruce Wayne.

Elementi ricorrenti della storia di Batman

Queste sono rappresentazioni dei suoi elementi cruciali.

La collana di perle (che abbiamo scoperto essere proprio la stessa collana tramandata attraverso i secoli da Cerbiatto Bianco, moglie di Anthro, fino a Martha Wayne, madre di Bruce), la campanella suonata per chiamare Alfred la notte in cui ebbe origine la leggenda di Batman, la pistola che si è portata via la vita dei genitori di Bruce. “Sembreranno congelati nel tempo per sempre”: per questo motivo li abbiamo ritrovati riproposti ciclicamente durante questi numeri ambientati nelle varie epoche.

Come avevamo ipotizzato, quando Bruce nello scorso numero afferra la macchina del professor Nicol, viene catapultato a Punto di Fuga. Le sue condizioni sono gravi: riporta gravi ustioni ed è molto debole.

Procedere con trasfusione Lazzaro.

Riferimento sia ai Pozzi omonimi usati da Ra’s al Ghul sia all’evento biblico della risurrezione di Lazzaro.

Ed ecco che ritroviamo il mostro tentacolare, che mancava dal numero 2 del Ritorno. Scopriamo che è una “macchina assassina apokoliptica”, dandoci così la certezza di un collegamento con Darkseid stesso. Più avanti in questo stesso numero Bruce dirà che è “una maledizione vivente”, data la natura platonica dei nuovi dei possiamo dire che si tratta dell’idea base di maledizione. Questo mostro, questa maledizione ha il compito di seguire Bruce nei suoi salti temporali (è il pipistrello-demone che abbiamo scorto sul finire del quinto numero) e arriva a braccarlo fino a Punto di Fuga, fino alla fine del tempo. “Una maledizione sulla tua stirpe. Fino alla fine del tempo.” aveva detto Annie nel secondo numero del Ritorno.
Sulle ragioni del prefisso “iper”, che troviamo nella parola “iperfauna”, rimando alla spiegazione data negli approfondimenti del RdBW#2.

La tecnologia degli Archivisti permette di mettere in quarantena questo ipermostro, ma non possono sconfiggerlo definitivamente, per questo motivo Bruce deve ideare la sua contro-strategia.

Proiettile nell'archivioL’ultimo elemento che viene inserito nell’archivio è il proiettile, che ha una doppia valenza: è il proiettile che ha tolto a Bruce i genitori, ed è il proiettile sparato da Batman contro Darkseid. “Un proiettile, è una tua idea.” Di nuovo si fa riferimento al fatto che i nuovi dei fanno parte del mondo delle idee pure (come verrà ricordato anche da Wonder Woman più avanti in questo numero). Batman attribuisce al dio del male il fatto di aver “inventato” l’idea di proiettile: solitamente è qualcosa che viene usato per compiere azioni malvagie (nel prossimo numero di Batman troverete un rimando a questo concetto). Batman, però, ne capovolge il senso. Rivolta contro Darkseid la sua stessa idea per ferirlo, per sconfiggere il male.

Vignetta capovoltaQuesto “capovolgere” le cose è un altro elemento ricorrente. A pagina 5 c’è una vignetta messa volutamente sottosopra: è il momento in cui Bruce mette a punto la strategia per uscirne vittorioso, l’istante in cui rivolta contro i nemici i loro stessi piani.
C’è un altro momento della storia di Batman in cui Bruce capovolge le cose dandole un nuovo significato: il pipistrello è un animale di solito associato ad elementi oscuri, quasi demoniaci. Bruce sceglie di adottare quel simbolo proprio per instillare la paura nei criminali… ma per tutti gli altri, soprattutto per gli abitanti di Gotham, il pipistrello diventa simbolo di Verità e Giustizia, di Sicurezza e Protezione.

Bruce è definito uno dei più grandi misteri della storia. Avendo usato la macchina del tempo di Nicol al suo primo utilizzo, ed essendo saltato direttamente al Punto di Fuga, gli Archivisti per millenni ne hanno cercato traccia all’interno della linea temporale senza poterla trovare. È quindi diventato un buco nell’archivio. “Il buco nelle cose” è un altro degli elementi ricorrenti di tutta la gestione Morrison su Batman.

Mi serve un travestimento.

Questa frase di Bruce ricorda quella pronunciata agli inizi, quando decise che per combattere il crimine doveva diventare un simbolo. Non a caso l’Archivista parla in questo momento del “nuovo inizio” di Bruce come Batman (facendo riferimento anche alla futura gestione del personaggio che sfocerà nel progetto Batman Incorporated).

Nella pagina che riprende Anno Uno, Morrison gioca con i doppi significati. In originale la frase “He can stop the bleeding. Bleeding in time.” ha come primo significato “Può fermare il sangue (l’emorragia). Può fermarlo in tempo” riferendosi al fatto che Alfred può ricucire le ferite riportate e salvarlo. Il secondo siginificato è quello riportato nel numero in italiano: “Può fermare il sangue. Sanguino nel tempo.” facendo riferimento al ciclo di storie del Ritorno, in cui Bruce ha viaggiato, e sanguinato, nel tempo.

Batman mette ko la justice league

Mentre Batman, tornato nel presente, si scontra con la Justice League, a Punto di Fuga ci viene mostrato cosa succede dopo che Bruce ruba la macchina del tempo di Rip Hunter (come mostrato nel RdBW#2). Superman e gli altri finalmente capiscono che Bruce non gli ha intrappolati, ma ha trovato l’unico modo per salvarli e salvare tutti.

Sto cercando di salvare tutto. E tutti.

Batman ha pensato a questa cosa.” afferma sconcertato Booster Gold. Dovrebbe sapere che… “Ecco il problema con Batman. Batman pensa a tutto.

The Big All OverLa Grande Fine di Tutto”, in originale The Big All Over. Come diceva la profezia, era ciò che sarebbe successo se Bruce fosse tornato nel presente. E infatti quando Bruce lascia Punto di Fuga per tornare nel XXI secolo, l’Universo raggiunge la sua fine naturale.

Tim ferma BatmanNella Sala della Giustizia, Tim cerca di fermare Batman facendo leva sul suo lato umano.

Red Robin capisce che c’è qualcosa che non va. Intuisce che Bruce non risponde completamente delle proprie azioni ma che è controllato da un’altra entità.

Il sangue dal naso è dovuto al sovraccaricamento del sistema nervoso.

Il raffreddamento della stanza è una conseguenza del fatto che a Punto di Fuga ci si stava avvicinando allo zero assoluto, temperatura alla quale non c’è più nessun movimento a causa del freddo.
Interessante notare che Tim non dica “Tu sei Batman” ma “Tu sei Bruce Wayne”. Spesso si è fatto riferimento al fatto che Batman è la vera identità e Bruce Wayne la maschera.
Nella run di Morrison, però, lo scrittore scozzese si è impegnato nel ridare spessore anche al personaggio Bruce Wayne, per costruire “una Batmobile migliore.

Anche Wonder Woman cerca di dare il suo contributo per fermare Bruce, vedendo le cose dal suo punto di vista: la domanda “Forse Darkseid ha scatenato qualcosa da una specia di scatola?” è un chiaro riferimento al mito del Vaso di Pandora.

Legato dal lazo di Diana, Bruce rivela tutto: a Punto di Fuga si è fatto cancellare la memoria in modo che l’Adattatore non potesse scoprire il suo piano fino a che non sarebbe stato troppo tardi. Poiché la quarantena non sarebbe durata per sempre, si è fatto “prendere” volontariamente per portarlo nel presente, nell’era dei Supereroi dove sarebbe stato facilmente sconfitto dagli amici di Batman.

Oltre al piano ideato (far bruciare la batteria dell’iper-adattatore contro la Lega e lasciarlo contaminare dall’inquinamento urbano) mi piace pensare che l’arma più potente di Bruce sia la propria mente (come già visto in Batman#28 della Planeta). Riprendendo il tema del “capovolgimento”, così come prima era il sistema nervoso di Bruce ad essere sovraccarico, ora sono i ricordi di Batman a sovraccaricare il sistema dell’iper-adattore.

Vediamo in dettaglio:

Frammenti dei ricordi di Bruce

  • Apofenia = parola usata anche dal Joker alla fine di RIP. E’ definibile come il riconoscimento di schemi o connessioni in dati casuali o senza senso. Solo che qui la casualità è solo apparente e i legami ci sono davvero. C’è anche la parola “connessione” infatti.
  • Mondo capovolto = riprende il tema del capovolgimento che abbiamo analizzato prima e si collega alla carta dei tarocchi dell’appeso.
  • L’appeso = nei tarocchi simboleggia il sacrificio (c’è anche questa parola nei riquadri), l’accettazione, l’armonia interiore. Tutti elementi che rimandano alla storia di Batman: Bruce “sacrifica” la propria vita dopo la morte dei suoi genitori, accettando questa sua scelta fino a raggiungere una sorta di equilibrio interiore. Anche in Arkham Asylum, sempre scritto da Morrison, ci sono elementi simbolici legati ai tarocchi.
  • Ka-pow = richiama la serie televisiva con Adam West
  • Il proiettile = abbiamo già analizzato in precedenza l’importanza di questo simbolo. In questo caso serve per richiamare tutti gli elementi legati alla morte dei genitori di Bruce: lo sparo, le perle che cadono, la rosa rossa.
  • L’eclissi di luna = visivamente si può notare che l’eclissi di luna è il capovolgimento delle perle bianche, che hanno la linea d’ombra nera; mentre la luna è nera con la linea di luce bianca.
  • Risata del Joker = la nemesi di Batman è richiamata anche dal seme di picche delle carte, che ricorda la mano del morto e il Guanto Nero.
  • La cintura di Orione = le tre stelle unite hanno avuto un grande significato nella ricerca di indizi a Villa Wayne. Inoltre, Orion è il dio morto all’inizio di Crisi Finale.
  • Cacciatore – Oscuro = tradizionalmente “cacciatore” è la definizione di Orione, l’accostamento con oscuro ci fa pensare ad un pipistrello, cacciatore nella notte.
  • Pipistrello = oltre ad essere il simbolo principale di Batman, richiama l’appeso e il tema del capovolgimento, chiudendo il cerchio e caricando tutti questi simboli sulla figura di Bruce.

Tornando alla storia, Superman e Diana possono aiutare Bruce nella lotta contro l’iper-adattatore, ma è uno scontro che deve combattere e vincere lui in prima persona, dentro di sé (riferimento anche al rituale a cui si è sottoposto durante 52, e che verrà richiamato poco più avanti).

Il piano di Bruce

Bruce aveva preparato un piano perfetto: anticipando ogni mossa del nemico usa la macchina del tempo in fase di autodistruzione per rispedire nel passato l’iper-adattatore (che nel frattempo si “adatta” trasformandosi in pipistrello, nell’imitazione di Batman). Vandal Savage uccide il pipistrello giganteNel suo viaggio indietro nel tempo compare nelle profondità della batcaverna di fronte a Dick (come lui stesso aveva raccontato, senza saper dare una spiegazione) e finisce nella preistoria (proprio come aveva fatto il proiettile che aveva ucciso Orion in Crisi Finale, andando a sprofondare nel cemento 50 anni prima), dove Vandal Savage lo ucciderà, dando la possibilità a Bruce di indossarlo e ispirare la leggenda di Barbatos della tribù Miagani.
Siamo di fronte ad una Leggenda che ispira se stessa in un loop temporale.

All’inizio del RdBW#2, Annie aveva detto che Bruce era giunto cavalcando il mostro tentacolare. Il salto temporale, fatto con addosso la pelle di pipistrello, ha in qualche modo riportato in vita l’iper-adattore, condannandolo a rivivere per sempre lo stesso ciclo?

Con le ultime forze prima di perdere i sensi, Bruce ci fornisce alcune informazioni interessanti: nel RdBW#3 avendo ricordato gli ultimi istanti prima di essere colpito da Darkseid, chiede a Valor di scrivere un foglietto con l’ultima cosa che aveva detto. A causa del fatto che i Miagani veneravano Bruce come un Dio-Pipistrello, lo scrigno contenente gli appunti di Bruce e il batarang, diventa un ossessione per il Dottor Hurt, che vuole a tutti i costi scoprire i segreti della tribù, senza sapere che il loro Barbatos non coincide con il suo.
Prima di svenire, Bruce ci fa sapere anche che Darkseid stesso ha cercato di incarnarsi in Hurt, attraverso l’iper-adattatore, nel rituale avvenuto nel 1795. Questo spiega l’innaturale lunga vita del Dottore e il fatto che spesso sembra essere posseduto, come se fosse il diavolo, “una stringa pura di malvagità platonica”.

Per poterlo salvare, facendo esaurire la carica di Energia Omega, Wonder Womand capisce che “Batman deve morire”.

Batman must die

E’ probabilmente durante questa morte indotta che Bruce ha questa strana visione.

Quarto Mondo

Difficile collocare esattamente, temporalmente parlando, questa scena; oppure anche solo dire se si tratta di una visione oppure è la realtà.
Bruce incontra Darkseid, presumibilmente dopo la guerra che ha posto fine ai nuovi dei (e la cui conseguenza è poi stata la Crisi Finale).

Che cos’è? Come vetro. Ma è caldo… è… pensiero… è… vivo.

Che cos’è? Come vetro.Questa frase detta da Bruce mentre tiene le dita appoggiate a quello che sembra un vetro, appunto, fanno pensare al fatto che quelle che vediamo sulla pagina siano dei ricordi di Bruce stesso, che può “vedere” attraverso il contatto delle dita con questo “vetro”. Di importanza fondamentale è il rituale a cui Bruce si è sottoposto durante 52, per “tagliare” i propri demoni interiori e purificarsi. Le parole di Metron rimandano alla fine di Crisi Finale: “Il Quinto Mondo è il mio esperimento assoluto”. In Crisi Finale veniva detto che il Quinto Mondo era “l’era degli uomini come dei.”. Metron ha preso l’uomo per il suo esperimento definitivo. Gli ha donato la conoscenza, simboleggiata dal fuoco, agli albori della civiltà, per poter arrivare, con Bruce Wayne, all’uomo definitivo, colui che si oppone al male più assoluto, capovolgendo sempre la situazione.

Può l’uomo affrontare la sfida del male? Metterlo “sottosopra” e porvi fine?

Sì, è ciò che Bruce ha fatto contro Darkseid in Crisi Finale, contro il Dottor Hurt in RIP, è il modo in cui ha risposto alla morte dei suoi genitori in Anno Uno…

Metron dice a Bruce che per prendere il controllo del piano di Darkseid, per evocare la fine di tutto (the All Over), deve dire la prima verità di Batman.
Dopo la morte dei suoi genitori, Bruce ha sempre temuto di rimanere da solo (ci sono rimandi anche all’esperimento di isolamente a cui si sottopose con il Dottor Hurt), ma la cosa di cui ora è consapevole è che non è mai stato solo perché ha sempre potuto contare sui propri amici.
La prima verità di BatmanLa prima verità di Batman è che Batman non è nato quando Bruce ha deciso di intraprendere una crociata contro il crimine, ma quando ha deciso di suonare il campanello per chiedere ad Alfred di aiutarlo. Se non ci fosse stato Alfred (e, successivamente, se non ci fossero stati Dick, Tim, Clark, Diana ecc…) Batman sarebbe morto…

In Batman#28 abbiamo letto: “Chi è stato?”. Era l’epitaffio che Bruce voleva alla sua morte. Lasciando volutamente in sospeso la risposta… ma come sempre accade nei romanzi gialli: “E’ stato il maggiordomo” è la risposta.

Interessante ricordare ora la profezia di “nonno Jerome”:

Un dio oscuro aprirà questa scatola e ci saranno campane… ma le campane alla fine evocano un altro… dalle ombre… uno che non si fermerà finché i malvagi non risponderanno.

Come possiamo notare c’è l’elemento della scatola, cui ha fatto cenno Wonder Woman, e il suono delle campane, viste finora come il suono ineluttabile dell’Apocalisse, della Fine di Tutto, vengono ora capovolte di significato: il suono delle campane (e dei tuoni) altro non era che il campanello suonato da Bruce per chiamare Alfred (mentre fuori imperversava il temporale). Le campane infine non evocano niente di malvagio ma “uno che non si fermerà finché i malvagi non risponderanno”: quella campanella che suona sancisce infatti la nascita di Batman.

Clark e Diana stanno per rianimare Bruce, e Wonder Woman di nuovo descrive la situazione dal suo punto di vista: “tornare dalla terra delle ombre dell’Ade”. E abbiamo visto che Bruce è come se si trovasse nel regno di Darkseid in quel momento.

Red Robin sprona BruceTim dice che il modo migliore per risvegliare Bruce è dirgli che Gotham ha bisogno di lui.
Batman non poteva nascere senza “l’aiuto” dei compagni e degli amici di Bruce, ma ciò non toglie che normalmente Batman è più incline a porgere che a ricevere aiuto.
Come già aveva detto in precedenza in questo numero, Tim sa che Gotham è davvero in pericolo, essendo la città in quarantena e non ricevendo nessuna risposta da Dick e Damian, che sono in balia del Dottor Hurt, come visto su Batman & Robin.

Il lungo ciclo di Morrison arriva a mettere un punto fermo. Per usare le parole dell’Archivista, abbiamo assistito alla fine di Batman, pronti a vederne il nuovo inizio.
Il cammino intrapreso in quel numero 30 di 52 e portato avanti sulla testata Batman, arriva al culmine alla fine di questo numero.
Bruce che rigetta il fluido nero, uscendo dall’acqua (che è stata un altro degli elementi ricorrenti di questa mini) ha una valenza altamente simbolica: sancisce la definitiva rinascita di Bruce Wayne – Batman.

Il viaggio di Ritorno è giunto al termine. Ma quasi per uno scherzo del destino, è rimasto ancora un buco nel nostro archivio, un capitolo mancante: l’anello di congiunzione tra gli eventi di RIP e quelli di Crisi Finale… che potremo leggere fra un mese su Batman #49.

Restate con noi!

Fonti:
http://rikdad.blogspot.com/
http://www.comicsalliance.com/


Informazioni sull'autore

Raffaele Radaelli [Bruce Wayne]Classe 1987, ama sezionare e analizzare fino al più piccolo particolare ogni storia. Affascinato dagli strabilianti risultati che si possono ottenere dalla commistione di testi e immagini, nutre una grande passione per Batman, Morrison, Gaiman, Moore... senza dimenticare il mitico Sergio Toppi, che ha fatto nascere la sua passione per il medium fumetto.Leggi tutti gli articoli di Raffaele Radaelli