Authority

Scritto da Simone Sperati il 25 giugno 2010 in Comics e fumetti americani e Fumetti DC Comics con nessun commento

Cosa succede quando i Super-Umani provano a prendersi le loro responsabilità?


Questo per me è un dannato gioco d’azzardo, Apollo. Ma doveva pur rimanerci qualcuno per salvare il mondo. E qualcuno per cambiarlo.

NOTA BENE: Contiene Spoiler significativi sulle trame dei volumi presi in questione

Nel 1999 lo scrittore Warren Ellis e il fidato disegnatore Bryan Hitch, proseguendo il lavoro iniziato su Stormwatch, danno vita al Supergruppo, targato Wildstorm, Authority.
Caratteristica peculiare e fondante del gruppo, composto da Post-Umani di alto profilo o/e ex-membri di Stormwatch, è quella di poter agire senza dovere sottostare a nessuna autorità superiore, potere anzi permettersi di colpire anche governi e capi di stato qualora avessero commesso crimini contro il genere umano. Significativa a tal proposito è la posizione della base operativa del gruppo, Il Carrier infatti è un vascello dimensionale capace di solcare il Bleed, lo spazio che divide i vari Universi alternativi e in grado anche di aprire porte di teletrasporto in ogni parte del mondo. Una base che quindi è, simbolicamente,  ovunque e da nessuna parte, come una specie di Grande Fratello dimensionale.

La Run di Ellis/Hitch è volutamente No Politically-Correct e fuori dagli schemi; il leader del gruppo, Jenny Sparks, spirito del ventesimo secolo, mal tollera gli ordini e si avvale di ogni mezzo a sua disposizione, corretto o no, per risolvere al meglio la situazione. Il linguaggio fuori dalle righe e il tono delle varie Crisi (per usare un termine familiare al lettore di Comics) è volutamente esagerato, tanto che è facile intendere che l’essere dissacranti è nel DNA del gruppo che propone anche interessanti varianti omosessuali di Batman e Superman (Midnighter e Apollo).

Dopo dodici numeri, lo scozzese Mark Millar succederà a Ellis al timone della testata. La sua sarà una gestione editorialmente travagliata, viste anche le pressioni (censure?) di Paul Levitz (un supervisore della DC comics), ma ricca di spunti e motivi di riflessione.
Millar capisce che Authority è una testata che ha la sua ragion d’essere nella provocazione, per questo non si fa scrupoli a prenderla di petto e a sviluppare le tematiche che poi porterà avanti alla Marvel con la sua run degli Ultimates (©Marvel Comics – Ultimate Marvel, 2002)

Fra corse agli armamenti con i Super-Eroi, versioni alternative degli Avengers decisamente anticonvenzionali e sciamani impazziti, il parco delle stravaganze è decisamente nutrito, ma sono altri i fatti eticamente rilevanti e utili da sottolineare: Authority tortura, quando c’è bisogno, Authority ammazza, con una certa disinvoltura anche, sempre che il soggetto si sia macchiato di colpe indiscutibili, Authority si libera dei potenti della terra dopo che questi stessi avevano tentato di macellarla (?!?) per farla sostituire con una finta squadra – cuscinetto (cosa anche riuscita per una breve arco di tempo) e, cosa più sconvolgente, Authority, sul concludersi della gestione, si rifiuta di salvare la terra perché, cito:

Il solo modo di salvare l’umanità è lasciare che per una volta sia lei a salvare se stessa.

È Giusto tutto questo ?

Come fa notare anche Marco Arnaudo, nel suo interessantissimo saggio Il Fumetto Supereroico. Mito, etica e strategie narrative, (©Tunuè, Lapilli, Segni19, Latina 2010), spesso e volentieri nei Supereroi tradizionali è presente una potente componente patriottica, ma questo non è segno di accettazione passiva delle politiche del governo, “Il patriottismo dei Supereroi richiede una partecipazione attiva e un continuo esercizio delle facoltà di giudizio verso le azioni del governo”.

Perché Superman non risolve tutti i problemi del mondo?
Tralasciando per un attimo che questo sarebbe inverosimile pure da un punto di vista meramente editoriale, visto che altrimenti la testata chiuderebbe nel giro di pochi archi narrativi e non potrebbe svilupparsi potenzialmente all’infinito come è caratteristica del genere Supereroistico americano, il motivo principale è che questo non è proprio il fine di Superman.
Superman, Capitan America, ecc. sono simboli di speranza, credono in determinati valori fondanti come la libertà, o il senso civico, e, soprattutto, non sono dei dittatori, vogliono che il cambiamento sia principalmente nello spirito dell’uomo. Credono nell’umanità e per questo sono esempi di Ottimismo attivo e non retorico.

Emblematica a tal punto una storia di Superman opera di Joe Kelly, Doug Mahnke e Lee Bermejo (Che c’è di sbagliato nella verità, nella giustizia e nel sogno americano?, Superman TP n.7, Play Press), che vede L’Azzurrone scontrarsi contro una cinica squadra, chiamata Elite e formata da nuovi sedicenti Super-Eroi guidati dal disilluso Manchester Black (che poi altro non sono che una versione alternativa della stessa Authority).

Superman non è d’accordo con i mezzi usati da questa nuova squadra, che a sua volta accusa il simbolo DC Comics di essere esempio di un supereroismo ormai sorpassato. Nello scontro finale, il figlio di Krypton dimostra che le sue convinzioni sono ancora valide e che finché sarà in vita difenderà con tutte le forze Il suo Sogno di mondo

“I sogni ci salvano. I sogni ci elevano e ci trasformano. E giuro sulla mia anima… che finché il mio sogno di un mondo di dignità, onore e giustizia non diverrà la realtà di tutti, non smetterò mai di combattere.”


Authority nega questo ruolo di icona, abbassa concettualmente il Super- Eroe a Super- Uomo, rinnega il ruolo di Simbolo di speranza e prova a mostrare degli uomini in rivolta, stufi di questo stato di cose.
Esemplari ai fini di questo discorso le conclusioni di Coup d’Etat (Wildstorm Comics, 2004, inedito in Italia). In seguito agli sviluppi del Crossover Authority destituisce il governo Americano prendendone il posto, abbiamo quindi un Supergruppo a capo del governo degli Stati Uniti d’America.
I risultati di questo colpo di stato non saranno dei migliori, infatti, come mostrato da Ed Brubaker e Dustin Nguyen sulla loro Run della serie: il pugno di ferro di Authority, per quanto votato a fini nobili, finirà per ottenere gli effetti contrari da quelli sperati e il loro mandato si concluderà con un’esplosione nucleare non evitata (per quanto causata in realtà dalle manipolazioni della Deus ex Machina malvagia Henry Bendix).

Il passo indietro imposto da Brubaker alla collana è probabilmente dettato dal traviamento che il gruppo stava facendo di se stesso e dei suoi principi: Authority è un’organizzazione il più possibile al di sopra delle parti, se gerarchizzata perde il suo senso d’essere. Dopotutto però questo è sempre in linea con lo spirito della serie, che descrive degli uomini ancor più fallaci, proprio perché dotati di maggior potere.

In conclusione si può affermare che le situazioni borderline che sono protagoniste in questa serie sono coerenti allo spirito creatore della testata, basata sulla dissacrazione del ruolo iconico del Supereroe e venata da un interesse particolare per il rapporto tra il potere e le autorità.

Fonti e Bibliografia di riferimento:

- Il Fumetto Supereroico. Mito, etica e strategie narrative, Marco Arnaudo, ©Tunuè, Lapilli, Segni19, Latina 2010.
- Che c’è di sbagliato nella verità, nella giustizia e nel sogno americano?, Superman TP n.7, Play Press.
- Authority Vol. 1-4: Implacaili, Nuova gestione, Terra Inferno, Passaggio di poteri, Magic Press, 1999-2002.
- Coup D’Etat #1-4, Wildstorm Comics 2004.
- Authority vol.7-8: Rivoluzione 1-2, Magic Press 2005.

A cura di Iago Menichetti

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