Lanterna Verde

Scritto da Alessandro Spaccini il 3 luglio 2011 in Cinema, film e animazione e Lanterna Verde con nessun commento

USCITA ITALIANA: 31/08/2011
REGIA: Martin Campbell
SCENEGGIATURA: Greg Berlanti, Michael Green, Marc Guggenheim
CAST:

  • Ryan Reynolds: Hal Jordan/Green Lantern
  • Blake Lively: Carol Ferris
  • Peter Sarsgaard: Hector Hammond
  • Tim Robbins: senatore Hammond
  • Angela Bassett: Dr. Amanda Waller
  • Mark Strong: Sinestro
  • Temuera Morrison: Abin Sur
  • Taika Waititi: Thomas Kalmaku
  • Jon Tenney: Martin Jordan
  • Jay O. Sanders: Carl Ferris
  • Deke Anderson: Generale Caven
  • Jeff Wolfe: Bob Banks

FOTOGRAFIA: Dion Beebe
MONTAGGIO: Stuart Baird
MUSICHE: James Newton Howard
PRODUZIONE: DC Comics, Legendary Pictures, Warner Bros. Pictures
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
PAESE: USA
GENERE: Azione, Fantascienza, Avventura
FORMATO: Colore 2.35 : 1 – 3D

 

Lanterna Verde non ha mai goduto dell’enorme popolarità di icone come Batman, Superman, Spiderman. Anche fumettisticamente parlando ha attraversato momenti molto cupi che l’avevano relegato a “personaggio di serie B” rispetto all’universo DC Comics di cui fa parte.
C’è voluto tutto l’estro, la passione e la lungimiranza di Geoff Johns per rinnovare questo eroe dimenticato che ora è una delle testate fumettistiche più seguite e apprezzate nell’ambito dei comics. Questo rilancio è stata la prova che Lanterna Verde aveva ancora un immenso potenziale da esprimere, e un’enorme mitologia tutta da scoprire.

La scommessa della Warner Bros, casa di produzione cinematografica proprietaria della DC Comics, è stata quella di proporre questo personaggio al grande pubblico, cercando di replicare, seppur cambiando qualche dettaglio, le idee di Johns che avevano così impressionato e coinvolto i lettori. In parte ci sono riusciti, infatti  la trama del film è abbastanza rispettosa del materiale originale e coglie bene alcuni elementi sia dei personaggi che della mitologia delle Lanterne.

TRAMA

Hal Jordan, pilota d’aerei da combattimento, sarà scelto dall’anello del potere come successore di una delle Lanterne verdi più forti e importanti della galassia, Abin Sur, famoso per essere stato l’artefice della cattura, e del seguente imprigionamento, di una delle creature più temibili e pericolose dell’universo, Parallax.
Parallax è frutto dell’energia gialla, l’energia della paura, che i guardiani immortali di OA avevano cercato di estinguere per evitare che una forza così instabile e incontrollabile potesse minare l’equilibrio dell’universo e distruggere la luce verde, la luce della volontà, la forza basilare del corpo intergalattico di polizia delle Lanterne.
Ma uno dei guerdiani, convinto di poterla controllare a suo piacimento, si fece corrompere, trasformando se stesso in quell’entità che in realtà doveva essere distrutta.

In seguito alla sua successiva liberazione dalla prigionia forzata in uno dei pianeti più isolati e disabitati del cosmo, Parallax cercherà vendetta, facendo vittime in tutto l’universo e risucchiando la paura degli esseri viventi.
Starà ad Hal Jordan, nuova Lanterna Verde, scongiurare l’arrivo di quest’essere sulla terra, e salvare il pianeta dall’estinzione globale.

REGIA e SVILUPPO: pregi e difetti

Questa pellicola è stata affidata a Martin Campbell, un buon regista che aveva già firmato film di discreto successo come i due su Zorro, e il “rilancio” di 007.
Anche in questa pellicola Campbell ha fatto un discreto lavoro, sia dal punto di vista registico che di quello scenografico, ma ha commesso un errore pregiudicante, che non di poco pesa sulla buona riuscira del film: la durata.

Il film dura circa 1h e 40min, e se può sembrarvi sufficiente o quantomeno nella norma per gli standard filmici odierni, è sicuramente poco per il tipo di storia e mitologia propria di Lanterna Verde, che rende sì Hal Jordan protagonista, ma lo affianca quasi perennemente ad altri interessantissimi personaggi, alcuni dei quali fondamentali non solo per la loro bellezza e profondità ma anche per la loro influenza nella crescita emotiva e personale di Hal stesso.

Proprio per questo “errore” di fondo, si creano altre piccole crepe che abbassano non poco la buona riuscita di quest’opera. Il regista infatti per raccontarci il più possibile in così poco tempo, non ha potuto fare altro che tagliare alcune parti di sceneggiatura, e raccontarcene altre in modo però eccessivamente sbrigativo e frettoloso, facendo si che in questo modo molto del pathos si perdesse.

Le parti del film che più soffrono di questa scelta narrativa sono sostanzialmente 3:

1) La presentazione delle altre lanterne, di Oa, dei guardiani e dell’addestramento di Hal. Personaggi fondamentali come Tomar-Re, Kilowog e addirittura Sinestro sono appena accennati. Sono privi di qualsiasi spessore narrativo, e non lasciano una traccia significativa all’interno del film. Addirittura Sinestro, che doveva disporre necessariamente del tempo giusto per poter essere raccontato e far capire alcune sue scelte che appariranno alla fine della pellicola, non è analizzato in profondità, e lo spettatore si accontenterà così di vederlo come “capo” del corpo, ma senza immaginarsi il perchè. Anche i guardiani immortali di OA non hanno la minima spiegazione narrativa. Non si capisce da dove provengano, nè come abbiano fatto a generare simili anelli, nè come hanno fatto a ottenere la famosa luce verde propria della volontà. Lo stesso “addestramento” di Hal è veramente troppo ridotto. Credo duri sui 5-7 minuti totali. Essendo un film d’apertura verso una nuova possibile saga cinematografica era pressochè scontato che sia la storia che il regista avrebbero concentrato maggior attenzione sul protagonista, il quale da uomo comune si eleva ad eroe. Questo è tipico di ogni film d’origini. Perciò tutta l’attenzione data a Reynolds è giustificata. Ciò nonostante la bravura e all’intelligenza degli sceneggiatori dovrebbe risiedere nel capire che anche i personaggi vicini all’eroe meritano del tempo per essere raccontati e approfonditi. Se questo tempo è insufficiente, le possibilità sono 2: tagliare qualche personaggio e concetrarsi su pochi (per la serie “pochi ma buoni”) o, come in questo caso, presentare un cast abbastanza numeroso, ma presentarlo a metà.

2) Il rapporto interpersonale fra Hal e Carol con Hector Hammond. Si intuisce chiaramente che si conoscono da tempo e che fra loro non ci sia un rapporto sincero, ma non si hanno riferimenti al passato che possano spiegarlo con chiarezza. E’ come se il regista lasciasse allo spettatore il compito di immaginarselo. Lo stesso rapporto fra Hammond e suo padre gode delle stesse caratteristiche misteriose. Si percepisce chiaramente dell’odio ma non si comprende il perchè dei fattori che hanno portato a tutto questo. Per questo anche Hector viene sminuito come personaggio, perchè la sua introspezione psicologica non è per nulla raccontata.

3) Il combattimento finale contro Parallax. E’ veramente troppo breve. Uno scontro dalle potenzialità epiche che subisce una fretta narrativa controproducente e non dà il tempo allo spettatore di godersi né le incredibili potenzialità dei poteri di Hal come lanterna, nè gli incredibili poteri dello stesso Parallax che troppo facilmente viene sconfitto.

Queste sono le principali lacune del film.

Voglio comunque spezzare una lancia a favore degli attori, peraltro tutti molto somiglianti ai relativi personaggi fumettistici: Ryan Reynolds ci propone una buona interpretazione di Hal Jordan, rimarcando chiaramente come quest’uomo pieno di paure e limiti si nasconda invece al mondo esterno attraverso la maschera dell’uomo sempre spavaldo e sopra le righe, immancabilmente pronto a non tirarsi indietro mai sul lavoro, ma più incerto nei suoi rapporti interpersonali.

Mark Strong è veramente un ottimo Sinestro. Possente, deciso, incisivo ed estremamente autoritario, esprime chiaramente tutto questo nelle poche scene a lui dedicate. Veramene un grande attore.

Blake Lively è una buona attrice che regge bene la parte, ma nel suo caso è il suo ruolo stesso ad essere sinceramente un pò troppo prevedibile e scontato.

Peter Sarsgaard fa del suo meglio per interpretare il cattivo della situazione, ed in parte gli riesce bene, ma come ho già precedentemente detto i tagli fatti affossano parecchio il suo personaggio.

La parte scenografica\grafica è veramente molto buona. Si vede chiaramente che c’è stato un enorme lavoro di realizzazione da parte dello staff degli effetti speciali. Molto belli i costumi delle Lanterne che rispecchiano in pieno l’idea di “costumi d’energia”, caratteristica ancora più marcata dalla bellissima finezza di renderli irrorati d’energia verde che aumenta con l’aumentare dello sforzo energetico fatto da parte della Lanterna.

Purtroppo non ho potuto testare il 3D, ma credo che anche in questo senso il risultato sia più che buono. In alcuni punti, come le inquadrature ai Guardiani, si percepisce forse eccessivamente questa realizzazione digitale, ma è accettabile.

La colonna sonora, scritta da un grande autore come James Newton è buona e ben bilanciata nel corso del film, ma manca di un tema epico riconoscibile.

In definitiva non mi sento di affossare questo progetto perchè guardandolo non mi sono comunque annoiato, e alcune parti mi sono piaciute comunque molto.

In alcuni punti risulta abbastanza epico e ci sono alcune scene interessanti in cui Hal è piegato dalla paura ma reagisce con coraggio alle situazioni difficili in cui viene a trovarsi.

Sicuramente i fan del personaggio entreranno più in sintonia con quest’opera già solo per il fatto di veder trasposto al cinema il loro eroe preferito.

Insomma, è godibile e divertente.
Colmare le lacune descritte lo avrebbe reso un film memorabile.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=8_3EB1wK9JY


Informazioni sull'autore

Alessandro Spaccini [Occhi nella Notte]Da sempre affascinato dal disegno e dalla grafica, crede nel fumetto, non solo come mezzo d'intrattenimento, ma soprattutto come forma d'arte vera e propria. Cresciuto con l'Alan Ford di Magnus ed essendo legato per diritto di nascita alla rivoluzione dark ipertrofica "Image", segue fiducioso la sua forte curiosità verso lidi fumettistici ed artistici sempre diversi, più maturi e autoriali. Ama incondizionatamente le opere cyberpunk, metafisiche, psichedeliche e tutto ciò che sfugge alla banalità. Dal settembre 2006 collabora con i ragazzi della community di "DCLeaguers" come grafico, articolista, recensore e membro dello Staff. Si illude ancora fortemente che ciò che scrive sia interessante.Leggi tutti gli articoli di Alessandro Spaccini